28 maggio 2008 - 6:55
JobArt/ La vignetta di Arnald: oggi per trovare lavoro...
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Categorie: JobArt
28 maggio 2008 - 6:55
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Categorie: JobArt
26 maggio 2008 - 17:05
La qualità del lavoro e dell'ambiente in azienda: nel linguaggio aziendale si chiama "clima", le organizzazioni illuminate, soprattutto se multinazionali, lo misurano con un termomentro (le "indagini di clima") perchè il vissuto e i rapporti tra le persone e e tra le persone e l'azienda hanno un Roi e soprattutto un "Rop": ritorno sui profitti, sulla performance, e alla fine anche sul Paese...Si accettano altre proposte di parole positive con la "P", e commenti, dopo aver letto il "P"ost che arriva a Jobtalk da TowersPerrin (leggete se vi va anche i due precedenti sulla motivazione e il performance management),questa volta proposto da Maurizio Valsecchi
di Maurizio Valsecchi, Managing Partner di Towers Perrin Italia - Un buon clima aziendale crea profitti: un ambiente lavorativo stimolante genera risultati finanziari positivi e competitività. E’ la chiave di volta delle aziende di successo, oltre che un catalizzatore d’attrazione di nuovi talenti. Il clima aziendale è un sistema di percezioni condivise in relazione alla struttura organizzativa e al lavoro. E’ l’interpretazione delle aspettative dei collaboratori, dei comportamenti attesi e di quelli premiati, delle interazioni all'interno del gruppo di riferimento e dei rapporti con il resto dell'organizzazione, di ciò che, talvolta, viene dato per scontato. In altre parole, il clima è il livello di soddisfacimento dei bisogni e delle finalità delle risorse umane all’interno di un’organizzazione, in relazione agli obiettivi aziendali assegnati.
Secondo un’ulteriore evidenza del Global Workforce Study di Towers Perrin, i dipendenti delle multinazionali sono più “engaged” e sono maggiormente convinti che le aziende facciano abbastanza per incoraggiarli a fornire un valido contributo al successo dell’impresa. I lavoratori delle multinazionali presentano un livello di coinvolgimento e motivazione superiore rispetto alle aziende locali, e rispetto all’Italia, dove in generale la stragrande maggioranza si sente parzialmente o completamente demotivato.
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TAGS: clima aziendale, management, towers perrin
26 maggio 2008 - 9:00
.... così titolava JobTalk il 21 maggio...Vuoi vedere che Sean Penn ci ha datto retta? Più probabilmente, c'è bisogno di un nuovo cinema civile e bello filmicamente, che sa raccontare la realtà e la vita, e il lavoro che ne è parte. Di autori e registi giovani c'è anche bisogno, dallo sguardo non plastificato e dalla tecnica non atrofizzata nè dalla tv nè dal linguaggio sciatto-compiaciuto alla YouTube. E questo si è voluto premiare. "Gomorra" torna da Cannes con il Grand Prix. Non mi sembra, come ho sentito dire per radio stamattina, un risultato deludente...Curiosa tecnica gornalistica, tra l'altro, date la notizia di un premio facendo il titolo al negativo: "Gomorra NON ha vinto la Palma d'Oro.." Siccome la penso diversamente, e dai commenti che sentivo ieri uscendo dal cinema, non credo di essere la sola, vi ripropongo il post di Marco, con i commenti (vostri) dei giorni scorsi.
Film: Gomorra, di Matteo Garrone (Italia)
Cannes 2008 – selezione ufficiale
Valutazione: cinque badge [colpo di badge)]
La scala di valutazione di Jobtalk è in badge: 1 badge: "assenteista" - 2 badge: "part-time"- 3 badge "full-time" - 4 badge: "straordinari(o)" - 5 badge: "colpo di badge"
Di Marco Lombardi.Il lavoro dovrebbe essere innanzitutto un modo per realizzare la propria persona, dunque uno spazio di – almeno parziale – libertà, sia a livello di scelta del proprio mestiere, sia dell’impresa cui affidare la propria intelligenza e fatica. Ma quando intorno a te c’è qualcosa di peggio rispetto alle attuali (e ordinarie) difficoltà di mercato, quelle che non sempre ti permettono di abbracciare la professione e l’azienda che davvero vorresti, allora il lavoro diventa uno spazio di prigionia e vessazione. Gli “autori” di questo massacro psicologico sono tutte le organizzazioni malavitose che detengono il potere, anche quello economico, tra le quali c’è la camorra, come bene ha raccontato il bellissimo film di Matteo Garrone, “Gomorra”, tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano.
Tralasciamo tutte le questioni inerenti il saggio (il successo in Italia, la traduzione in 43 paesi, la scorta affidata al suo autore): tutti già le conoscono e poi il film è profondamente diverso rispetto alla pagina scritta.
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Categorie: Job Fiction&Film
TAGS: camorra, cannes, cinema, cultura, festival di cannes, film, gomorra, matteo garrone, napoli, politica, roberto saviano, sean penn
25 maggio 2008 - 7:00
Film: Changeling, di Clint Eastwood (USA)
Cannes 2008 – programma ufficiale
Valutazione:quattro badge [straordinari (o)]
La scala di valutazione di Jobtalk è in badge: 1 badge: "assenteista" - 2 badge: "part-time"- 3 badge "full-time" - 4 badge: "straordinari(o)" - 5 badge: "colpo di badge"
di Marco Lombardi. “Impossibile! L’ho controllata più e più volte, la mia relazione, e vi posso assicurare che non contiene alcun errore! La colpa è invece di …”, e via discorrendo. Quante volte avete sentito un vostro collega pronunciare una frase di tal genere? (per poi scoprire che in effetti quella relazione l’errore lo conteneva per davvero, e che il vostro collega ne era pienamente consapevole). E quante volte (siate sinceri …) la stessa cosa è capitata a voi, in prima persona? Niente di così strano, perché è del tutto naturale difendere il proprio operato, anche quando sappiamo benissimo che l’errore c’è … e pure si vede. Purtroppo tutti dovrebbero saperlo gestire, questo umanissimo istinto di autodifesa, perché può portare a considerare sé stessi più importanti di tutto il resto, inducendo dei danni – talora gravissimi – a dei colleghi e/o all’azienda. Il commissario di polizia J.J. Jones, all’interno del fantastico film di Clint Eastwood, “Changeling”, purtroppo non trova la forza per farlo, contribuendo a determinare addirittura la morte di diversi bambini.
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TAGS: cannes, changeling, cinema, clinteastwood, festival di cannes, film
24 maggio 2008 - 16:30
Come funziona la detassazione degli straordinari che ha avuto il via libera con decreto dal consiglio dei ministri di Napoli mercoledì scorso? I dettagli nel post dell'avvocato Stefano Beretta dello Studio Trifirò
Dr Job è a cura di Anna Marino.
di avv. Stefano Beretta – Trifirò & Partners
La notizia è ufficiale: l’hanno anticipata gli organi di stampa e la si trova ora anche sul sito del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale .
Il Consiglio dei Ministri, tenutosi a Napoli lo scorso 21 maggio, ha approvato un decreto legge contenente misure fiscali fra cui la detassazione degli straordinari.
Il decreto, in via di pubblicazione, stabilisce una “cedolare secca” del 10% sul compenso per il lavoro straordinario sino al limite di 3.000,00 euro all’anno e per dipendenti con reddito non superiore a 30.000,00 euro annui sulla base delle dichiarazioni 2007.
Il comunicato stampa, emesso dal Consiglio dei Ministri informa che la novità ha natura “sperimentale” e concerne il secondo semestre 2008. Pertanto la detassazione riguarderà il lavoro straordinario effettuato a decorrere dal 1 giugno e il dipendente potrà godere del beneficio fiscale con la busta paga del mese di luglio. Questo il contenuto del decreto legge, in attesa di conoscerne il testo ufficiale.
Con un intervento pubblicato su Il Sole 24 Ore il giorno prima del Consiglio dei Ministri (“sgravi anche sugli oneri sociali”) si sottolineava l’opportunità di considerare anche un intervento in ambito contributivo.
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24 maggio 2008 - 11:09
Cannes 2008 – Un certain regard
Film: Cloud 9, di Andreas Desen (USA)
Valutazione:due badge [part-time]
La scala di valutazione di Jobtalk è in badge: 1 badge: "assenteista" - 2 badge: "part-time"- 3 badge "full-time" - 4 badge: "straordinari(o)" - 5 badge: "colpo di badge"
di Marco Lombardi. Servono o non servono i capelli bianchi, in azienda? La querelle è (ipocritamente) aperta, signori; perché se da un lato si tessono le lodi dell’esperienza/delle competenze/della stabilità caratteriale come pacchetto irrinunciabile per ogni impresa che voglia raggiungere il successo, d’altro lato – quando c’è da “snellire” il personale – gli anziani sono i primi ad essere cacciati, mentre i 50enni che sono appena usciti dal mercato del lavoro per colpe non loro (leggasi ribaltoni interni oppure tagli indiscriminati) difficilmente vengono preferiti ad un giovane con appena qualche anno d’esperienza (in effetti non dovrebbero manco competere, rispetto alle medesime posizioni …). Il motivo è presto detto: i giovani costano meno, sono professionalmente più deboli e (dunque) sono facilmente ricattabili. Insomma, l’elogio della vecchiaia, in azienda come nella società tutta, è un modo elegante per anestetizzare le persone anziane per poi “mobbarle” nel loro momento massimo di distrazione, quando le difese sono in parte abbassate.
Tutto questo capita nel film tedesco “Cloud 9”, diretto dal giovane regista di “Grill point”, bello e giustamente premiato dalla Berlinale 2002.
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Categorie: Job Fiction&Film
23 maggio 2008 - 19:39
Tra le nuove feste comandate fissate nel calendario del marketing , di più irritante e ipocrita dell' 8 marzo, "Festa della Donna", c'è solo la "Festa della mamma che lavora". Che quest'anno cade oggi, non so chi lo abbia deciso.
Comunque è probabile che nella vostra azienda qualche garrulo e ipercinetico comunicatore/trice abbia organizzato feste con palloncini, visite guidate di bimbi con gli occhioni stupiti, temporary nursery, cioè asili nido aperti per un solo giorno (come fanno adesso le boutique trendy), mamme magari recalcitranti stanate dalle loro scrivanie perchè facciano outing, padri che si scoprono improvvisamente teneri e collaborativi, oltrechè manager spietati.
La Festa della mamma che lavora è nata negli Stati Uniti (come quella della donna) e, in origine, aveva un nobile fine, ovvero quello di far conoscere per un giorno ai bambini quella parte, non piccola, della giornata che per i loro genitori (entrambi) comincia, senza di loro, 5-6 giorni su 7 quando si chiude la porta di casa al mattino. Nel caso delle mamme, era l'occasione di mostrarsi ai pargoli in una veste diversa, diciamo più autorevole, di quella di erogatrice multifunzione di servizi domestici a cui nessuna di noi sfugge. Ricordo le foto della anziana governatrice del Texas Anne Richards che scortava i nipotini alla sua scrivania con la bandiera a stelle e strisce.
In Italia la ricorrenza è arrivata da qualche anno, importata dalle corporation statunitensi che hanno politiche di gestione della diversity, ha trovato qualche evangelizzatore nostrano, ed è calata dall'alto, grondante di melassa direttamente dagli uffici comunicazione di quelle stesse aziende dove spesso delle mamme e delle loro esigenze e tematiche organizzative connesse ci si ricorda solo in quella data. Semel in anno. Se fossero gli organismi delle Pari opportunità a farsene carico, della festa come del lavoro delle donne negli altri giorni, forse un senso ci sarebbe. Ma i comitati, si sa, sono un fantasma, benche la legge 125 e i principali CCNL prescrivano che si facciano, perlomeno nelle aziende grandi.
Da due settimane, la mia casella trabocca di comunicati che annunciano (ai quattro venti e ai principali giornali) le festose iniziative che si tengono in molte aziende. Ignoro se le medesime abbiano o meno programmi a beneficio delle madri dipendenti negli altri 364 giorni. Però mi è arrivata anche l' email da una mamma che lavora, allora come personale contributo alla giornata ho preferito pubblicare questa. Al posto delle cronache con i palloncini e i gelati e gli a. d. con l'orsetto di peluche. Eccola qua. Incavolatevi pure, e commentate se viva, mamme e non...
Mi chiamo Valentina, ho 47 anni, 2 figli in età preadolescenziale e lavoro da 13 anni in una grande azienda che fino a ora è stata coerente con se stessa. Mi spiego: a oggi non è stata propriamente "amichevole" con le donne che hanno assecondato l'istinto della procreazione.
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Categorie: Il lato B
23 maggio 2008 - 15:34
Questa sera non mi perdo per niente al mondo il mio conduttore radiofonico preferito, ovvero Gianluca Nicoletti (senza dubbio il suo Melog su Radio24 alla mattina alle 8.30 e JobTalk sono i due spazi più birichini della casa Sole24Ore, e nella sotto-community delle ascoltatrici groupie io sono quella"insider" ) ospite dell'ottava puntata di “Glob, l’Osceno del Villaggio”, il programma del nostro e vostro audiocommentatore Enrico Bertolino, RaiTre ore 23.45 . I due si confrontano sulla comunicazione degli “attacchi al potere” in Italia e nel resto del mondo. Artisti, comici, giornalisti, sportivi, nella storia della tv, non hanno risparmiato le loro critiche all'establishment: da Letterman a Maradona. Quello che varia, da paese a paese, sono le reazioni del potere stesso. Altro ospite, lo scrittore Walter Siti, che affronterà la nuova deriva dei reality show: i talent show. Enrico gli farà commentare un ritratto video di Morgan e delle sue imprevedibili incarnazioni: le morganate. Il parere dell’uomo qualunque rag. Chinetti (Giorgio Ganzerli) verte sulla possibile scomparsa dei giornali tradizionali a favore delle versioni in rete e poi con Paolo Liguori, direttore di TGCOM, si discuterà del futuro e del presente dei quotidiani telematici. Due testi di grandi icone del femminismo si affronteranno nella lettura finale: Maddalena Crippa legge brani da "Una stanza tutta per sé" di Virginia Woolf, a cui Bertolino contrappone Paris Hilton,"Confessioni di un’ereditiera".
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Categorie: HR center
22 maggio 2008 - 20:04
Film: Dernier maquis (L’ultima sfida), di Rabah Ameur-Zaïmeche (Francia - Algeria)
Cannes 2008 – Quinzaine des Réalizateurs
Valutazione: tre badge [full-time]
La scala di valutazione di Jobtalk è in badge: 1 badge: "assenteista" - 2 badge: "part-time"- 3 badge "full-time" - 4 badge: "straordinari(o)" - 5 badge: "colpo di badge"
di Marco Lombardi. La religione oppio dei popoli? Un pensiero, datato, superato: la religione infatti, almeno secondo l’Africa musulmana, sarebbe oppio dei lavoratori. È quanto racconta il regista algerino Rabah Ameur-Zaïmeche nel film “Dernier maquis”, in concorso alla prestigiosissima “Quinzaine des Réalizateurs”, lo spazio più libero e moderno del festival di Cannes che nacque 40 fa a seguito della contestazione sessantottina. La pellicola è infatti la storia di un giovane imprenditore, titolare di una società di trasporti, che – alla faccia del suo nome … Mao! – è musulmano come tutti gli operai che lavorano per lui. Un giorno, sapendo che i dipendenti praticano l’obbligo della preghiera, decide di adibire uno spazio del suo capannone a moschea.
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Categorie: Job Fiction&Film
22 maggio 2008 - 13:16
...L'auspicio della prima presidente donna di Confindustria è anche una ripresa dell'occupazione femminile, che in Italia è ancora troppo bassa (è attivo solo il 47% delle donne in età lavorativa), con riflessi evidenti sul reddito familiare e di conseguenza sulla natalità complessiva e sul benessere della società. «Più donne al lavoro e un welfare più favorevole alla famiglia e all'infanzia: con un'occupazione femminile allineata ai tassi medi europei, il nostro Pil sarebbe più alto di quasi il 7%»... Tratto dal discorso di insediamento di Emma Marcegaglia, appena terminato all'assemblea pubblica di Roma .
Sic dixit Emma. E le italiane non vedono l'ora di partecipare al Pil, visto che tutti gli altri aspetti del benessere della società sono già praticamente a loro carico, e di farlo a pieno titolo, anzi a pieni titoli, perchè di quelli ne abbiamo da vendere: di studio e di lavoro (Job title, come si dice in inglese,ovvero ruoli in azienda, quando le aziende ce li riconoscono...). Ma anche per competenza, capacità, passione, energia siamo più che titolate. E' quello che serve all' Italia, lo ha detto la presidentessa. Quindi ci candidiamo in massa. E siccome siamo abituate, anzi programmate, a non risparmiarci e a fare più cose insieme, alziamo l'asticella. Oltre a gareggiare per il 7% del Pil/Gdp che misura solo la ricchezza materiale, quindi è un indicatore fallace che non vede oltre i fatturati e non quantifica i valori di cui sopra, già che ci siamo, "con-corriamo " per rialzare anche gli altri indici: il BIL (benessere interno lordo), il FIL (felicità interna lorda)il GPI (genuine progress indicator),l' Hdi (Human Development Index , tiene conto dell'aspettativa di vita, della formazione e dell'accesso alla cultura) l'SWB ( Subjective well being, il grado di soddisfazione degli individui per la propria vita).
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Categorie: Il lato B
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