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30/05/08

JobPa/ Consigli al ministro Brunetta: lettera aperta di Ada Grecchi

Dall'amica Ada Grecchi riceviamo una lettera indirizzata al ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta che si sta muovendo energicamente sulla questione dei lavoratori "nullafacenti" della Pa. Che sono altra cosa, come puntualizzava ieri anche Pietro Ichino a un incontro alla Camera del lavoro di Milano, rispetto ai "fannulloni, perchè per i primi la condizione oziosa può anche non dipendere dalla personale volontà, ma dall'inefficienza dell'organizzazione, per esempio, o dall'ignavia dei dirigenti...Faremo in modo che il ministro risponda, sarebbe bello che mandasse un post, nella migliore tradizione di JobTalk...A proposito, avete visto Damiano che, persa la poltrona ministeriale, non si scoraggia e difende la legge sui lavori usuranti su YouTube? Intanto, i visitatori di Job24.it che hanno risposto al sondaggio online sul tema ritengono in maggioranza che ci vuole severità (66%) ma il  30%  è d'accordo con l'ipotesi che "più che la leva delle sanzioni avrebbero effetto organizzazione, motivazione, formazione"...
di Ada Grecchi. Caro Ministro, leggo dei Suoi proponimenti e primi provvedimenti per riorganizzare e rendere efficiente la pubblica amministrazione : “cacciare i fannulloni , a cominciare dai dirigenti che non controllano” . Sono del tutto d’accordo e, al Suo , posto farei altrettanto. Tenendo però presente diverse difficoltà , che dovranno essere superate , al fine di non vanificare le buone intenzioni. Mi permetto segnalargliene alcune :
1)    Si dovrà dimostrare che le persone destinatarie del provvedimento di licenziamento sono “”fannulloni””, ovvero non conseguono il risultato che da loro ci si aspetta;

2)    Si dovrà dare loro degli obiettivi e pretendere che li raggiungano;
3)    Si dovrà prendere atto o discutere circa gli ostacoli “esterni” che diranno essersi presentati come impedimenti al raggiungimento degli obiettivi;
4)    Si dovranno introdurre dove non ci sono  e controllare che funzionino dove ci sono, le cosiddette pagelle di valutazione, assai poco amate dalle organizzazioni sindacali;
5)    Ci si dovrà difendere da inevitabili cause , di solito abbastanza lunghe e dall’esito incerto specie  per il datore di lavoro ; ( sa quante transazioni fa ogni anno in Italia la P.a. ?)
6)    Si dovranno fare iniezioni di coraggio ai dirigenti valutatori, perché, come Lei ben sa, le valutazioni devono essere comunicate ai dipendenti, secondo il contratto della p. a. e questa è la ragione per cui di solito i pubblici dipendenti figurano tutti “buoni” o addirittura “ottimi”;
7)    Si dovrà rivedere il rapporto tra la produttività collettiva e la produttività individuale , se si vogliono effettivamente premiare i migliori . Le faccio presente che io , quando ero assessore alla Provincia di Milano, impiegai circa un anno di riunioni sindacali per ottenere l’inversione tra la produttività collettiva ( prevista dal contratto al 90%) e quella individuale ( prevista al 10%).
8)    Infine, se vorrà che la “mobilità” non resti una parola vuota , si dovranno respingere le domande di quanti, assunti da una p.a. del Nord, dopo due anni si accorgono che la anziana madre al paese è irrimediabilmente malata e ha bisogno che il figlio sia trasferito .
Se riuscirà a superare gli ostacoli che mi sono permessa di elencarLe e magari anche qualcun altro che non Le ho scritto, allora avrà attuato una vera rivoluzione copernicana, di cui tutti gli italiani Le saranno grati.
Un cordiale saluto
Ada Grecchi

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Commenti

Occorrono sia la severità che la migliore organizzazione.
La seconda è risultato della prima, e deve ispirarsi alla correttezza umana e professionale.
Lavoro in università, dove le parentopoli e le raccomandazioni sono perfino vantate pubblicamente dai diretti interessati in faccia a chi ha meritato con le sue forze il proprio posto di lavoro.
Sanno comunque di poter far conto sull'impunibilità.
La salute non può essere considerata un merito professionale, ma solo un cieco caso del destino.
Solo una riforma ispirata a principi etici può risolvere i veri problemi della P.A.
Bene ha fatto Brunetta a chiamarli col loro vero nome e a fare qualcosa di concreto, ma il tiro va aggiustato.
Per ora le leggi introdotte puniscono più che altro i più deboli.
Si utilizzino gli Ispettorati del lavoro e la Guardia di Finanza per smascherare i dipendenti con doppio lavoro, scorrettezza nello svolgere le mansioni, incuria, fino al mobbing.
Si affidi la valutazione dei servizi ai questionari di customer satisfaction, ben elaborati però.
Si dialoghi, sempre, con i Sindacati come con la base.
Si riconosca, soprattutto, il valore del lavoro. Di tutti.

Giada (funzionario P.A., laurea + specializzazione, 23 anni di servizio: 1080 Euro/mese).

grande ministro ora tocca far controlli all'archivio notarile di palermo in via sciuti dove tutte le avvocatesse al posto di lavorare vanno in giro per negozi oppure si dividono i falsi giorni di malattia richiedendo la visita fiscale e poi andando tranquille in vacanza....qui i controlli mancano vorrei segnalare e restare in anonimato cio non è corretto per una come me ke da una vita cerca lavoro e pur lavorando in nero non manco mai neanche con la febbre epoi sento certa gente farsi beffa di tutti grazie e spero facciate qualcosa e la mia denuncia resti anonima e venga letta portando correttezza

bravissimo signor ministro finalmente e' arrivato un ministro efficente mandali tutti a lavorare qui con me in fonderia i lavativi fanulloni cosi' vedono come si guadagna il pane. grazie e avanti cosi pulisci l'italia

Mi tolga una curiosità...perchè proprio dai Nibelunghi di Wagner?

Ma da dove viene questo Signor Brunetta, forse dalla saga dei Nibelunghi di Wagner? Povera Italia, poveri italiani......

Ministro, sono diventati fannulloni perché hanno visto diminuire i loro salari
Data: Domenica, 20 Luglio 2008
Argomento: Opinioni fuori dal coro
di Gian Pietro Bontempi
Molto si discute della proposta del neo ministro Brunetta di cacciare i funzionari pubblici poco attivi. Sembra che questa idea abbia suscitato il favore della pubblica opinione e soprattutto quello delle altre categorie di lavoratori.

Ma sappiamo che, fin dai tempi più remoti, a Roma valeva la regola "dividi e impera", ossia la tecnica di mettere i cittadini gli uni contro gli altri, sempre produttiva nel campo della politica.
Tuttavia la svogliatezza di certi lavoratori non si può estinguere con le minacce, nemmeno se queste sono brutali. Ma il signor Brunetta si è chiesto il perché di tanto torpore negli uffici della pubblica amministrazione? La maggioranza dei funzionari è consapevole di non poter fare carriera e quindi di non poter mai migliorare le proprie condizioni di vita. Sanno inoltre che la loro retribuzione non è adeguata al costo della vita. Sono poi certi che in futuro riceveranno una pensione miserabile. Negli ultimi anni i prezzi sono aumentati, mentre in rapporto, il valore dei salari si è dimezzato. L´ultima farsa è avvenuta lo scorso gennaio, quando l´adeguamento al costo della vita delle retribuzioni ( che doveva aumentare perlomeno dell’ 1,8%), è stato praticamente annullato dall’ aumento delle imposte locali (ecco i risultati del federalismo fiscale applicato come conviene). Qualche anno fa un lavoratore con il salario di una giornata riusciva a riempire completamente il carrello del supermercato, adesso con gli stessi soldi potrebbe uscire con gli alimentari in mano. Mio padre, dopo quarant´ anni di lavoro,con la liquidazione avrebbe potuto comprarsi un appartamento. Oggi nelle stesse condizioni, potrebbe comprarsi una buona utilitaria. Una volta si sentivano parlare i sindacati, adesso dove sono finiti ? Possibile siano stati tutti eletti in parlamento?
Caro ministro, se vuole lavoratori efficienti li deve pagare e in modo dignitoso. Come noi cittadini paghiamo onestamente merci e servizi, talvolta concedendo mance. Non è poi orgoglioso di operare nella Comunità europea ? Bene, permetta allora a questi pubblici funzionari di guadagnare quanto guadagnano i loro colleghi europei e dia loro la possibilità di spendere come si fa in Europa. Vedrà allora nei polverosi uffici pubblici rinascere la volontà, assieme a l’impegno, e minacce e sanzioni non saranno più necessarie.

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spero che la legge brunetta non passi,perche' colpirebbe piu' i buoni che i cattivi come succede sempre in questo mondo votato alla autodistruzione e mi auguro che tutti coloro che amano la giustizia siano con me.comunque si ringrazia il ministro auspicandoci che sia piu' flessibile tenendo conto che nel pubblico ci sono tanti che hanno ricevuto condanne ingiuste e che hanno malattie gravemente invalidanti e per cui costrette a cure c\o ospedali o il proprio domicilio,sincera di riscontro porgo cordiali saluti.daniela esposito.

Ho letto i commenti alla mia lettera al Ministro Brunetta e concordo su alcune considerazioni. E' certo che ci sono , specie nei grandi Enti, persone che lavorano il doppio e altre...la metà. Dipende dal dirigente del reparto accorgersene e provvedere. Quanto alle valutazioni, se pure necessarie, se si vuole differenziare chi lavora meglio di altri, sono d'accordo circa il fatto che possano presentare margini di soggettività. Anche qui è un problema che riguarda i dirigenti , considerato che sopra uno magari meno oggettivo ce ne dovrebbe essere un altro, si spera più serio. Circa il discorso di Lucapais, io mi scuso con lui se ho urtato la sua sensibilità, ma purtroppo la lunga eserienza aziendale e di p.a. mi ha reso un pò diffidente, perchè, per un caso vero, ce ne sono molti altri fasulli, certificati falsi , ecc..Accade spesso che alcune persone vincano un concorso lontano da casa, con il preciso intento di ritornarci dopo un anno o due. Questo provoca uffici pletorici e altri carenti di personale, con notevoli costi da parte della p.a., che magari deve ripetere il concorso.
Ma vorrei ricordare un episodio che mi raccontava anni fa l'avv. Nino Freni, capo dell'ufficio legale della Presidenza del Consiglio : Lui, che era un "civil servant" eccezionale, diceva che non riusciva a capire perchè dieci minuti prima che suonasse l'uscita, uomini e donne impiegati a palazzo Chigi fossero già "aggrappati"ai cancelli, per poter uscire immediatamente al suono delle cinque, neanche li "avesse morsicati la tarantola"...Io mi auguro che adesso la situazione sia cambiata, ma mi resta ancora un interrogativo : perchè la più diffusa aspirazione dei giovani del sud del paese resta quella di vincere un concorso, sia pure da uscere nei palazzi ministeriali? Cosa li attira? Lo stipendio? il posto fisso? eventuali mance? il fatto di non affaticarsi troppo , così che, dopo le cinque ci si possa dedicare ad altro lavoro?

Caro Luca, Ada Grecchi è una persona schietta e abitualmente trachante nell'esprimere le sue opinioni. E'stata responsabile dl personale nella Pa in diversi enti e in diversi tempi, ma è anche una veterana delle pari opportunità,e se ne occupava con lo stesso impeto e furore quando parlarne non era di moda e non portava alcun merito e men che meno vantaggio personale. Sono certa che usando l'esempio che citi e che immagino ti riguardi o riguardi qualcuno che ti è vicino o noto, Ada non intendesse riferirsi a chi in questa bruttissima siuazione si trova davvero, nè alle persone , e vedo che sono la maggioranza di coloro che stanno commentando, che nel pubblico lavorano con impegno e serietà. Ma puttosto ai soliti furbi, i cui comportamenti (di solito ripetuti, tra l'altro..)finiscono per danneggiare la totalità dei dipendenti (onesti) di una categoria, creando i miti generalisti del fannullone o del nullafacente.E i lavoratori corretti, come risulta anche da sondaggi recenti sul merito, sarebbero ben contenti di vederli smascherati e puniti, i nullafacenti accertati e seriali... Nel privato, accade qualcos di simile per la maternità. Anche come risultato dei comportamenti chiamiamoli "iper individualisti" di alcune (poche, ma ci sono), noi donne ci ritroviamo sempre più in difficolta nel contrastare la cultura giurassica che favorisce gli uomini e penalizza le donne nelle assunzioni, e nel difendere una legislazione giusta e avanzata come quella italiana, che viene periodicamente attaccata. O aggirata, perchè ci sono anche i datori di lavoro scorretti, con le dimissioni in bianco. Se Ada ci legge certamente ti risponderà. Grazie

"Infine, se vorrà che la “mobilità” non resti una parola vuota , si dovranno respingere le domande di quanti, assunti da una p.a. del Nord, dopo due anni si accorgono che la anziana madre al paese è irrimediabilmente malata e ha bisogno che il figlio sia trasferito"
Trovo ripugnante questo punto spero per lei cara signora che nn abbia mai bisogno della cosidetta legge 104 perché allora capirebbe cosa significa avere una persona cara più cara della sua stessa vita lontana e malata e bisognosa di aiuto essendo sola! ma forse lei e del nord e non avra mai questi problemi di mobilità

Premetto che non ancora ho avuto modo di assistere al videoforum sul DL 112 e in particolare a quello sulla PA.
Solo una cosa vorrei dire, banalissima di certo: il Decreto colpisce e fa male, ma colpisce nel modo sbagliato. Assunta alla fine del 2006 ho un giorno di assenza per malattia nel 2007 e due nel 2008, giusto giusto dopo il Decreto. Io lavoro e tanto, faccio anche il lavoro di chi non fa il suo per venire incontro all’utenza. Avere lo stipendio decurtato per via di una malattia è ingiusto e lede il principio dell’uguaglianza tra gli uomini/lavoratori. Troppi contratti = ingiustizie assicurate. E intanto il danno oltre la beffa: non solo non mi viene riconosciuto il mio quotidiano impegno, ma i miei sudatissimi 1057 euro mensili, fermi così da oltre 30 mesi, perché da tanto è scaduto il nostro contratto (e non parliamo del problema inflazione), saranno ancor meno perché mi sono permessa di stare male!
Non ci sono parole. Restano i problemi e le questioni aperte, tantissime, dolorosamente ingiuste, non solo per il portafogli.

Sono dipendente della PA da 14 anni, faccio il mio lavoro con passione e dedico ad esso anche parte del mio tempo personale...naturalmente gratuitamente. Vedo quotidianamente gente che mette l'anima e il cuore in quello che fa (lavoro nei Servizi Socio-Sanitari, con la disabilità) ma anche gente che produce quasi esclusivamente polemiche critiche senza un bricciolo di entusiasmo e di spirito propositivo, magari sono le persone che arrivano senpre puntuali al mattino, (non come me che dopo aver preparato e portato i figli a scuola, ed essermi sentita negare una flessibilità oraria per "NON CREARE PRECEDENTI", arrivo trafelata, costantemente in ritardo) che stanno poco a casa in malattia ma che con la loro presenza avvelenano ogni giorno il posto di lavoro facendo passare la voglia di lavorare a coloro che ne hanno molta. Nella mia azienda ci sono le famose pagelline che servirebbero, in teoria a premiare i migliori, dico in teoria perchè di fatto non è così: viene deciso prima chi deve passare di fascia e in base a quello si fanno i giudizi... non è paranoia ve l'assicuro...è così!! Le amicizie le relazioni interpersonali contano ancora più di qualsiasi altra cosa. Nella precedente Azienda si passava per anzianità e così è vero che tra le persone che avanzavano c'erano anche i non meritevoli ma almeno chi lavorava aveve anche lui qualcosa, qui non è così. Io sono al livello D da quattro anni e ho passato serate a scrivere progetti a casa perchè al lavoro dovevo sostituire personale mancante anche in cose che come ruolo non mi competevano. L'ho fatto, e so che lo farò ancora, perchè amo il mio lavoro e mai mi ridurrò a timbrare alla mattina solo per arrivare al 27, ma vi garantisco che un po' di gratificazione mi farebbe piacere e sono più che certa che la proposta del Ministro non migliorerà affatto la situzione ma incentiverà la convinzione che diventare amico del proprio Dirigente sarà l'unico sistema per avere una valutazione positiva...

Premetto di essere dipendente PA da soli 18 mesi e che conservo nell'animo e nelle azioni i ritmi di efficienza ed efficacia vissuti per 12 anni nel privato, sempre in piccole aziende. Condivido quanto esposto nella lettera aperta e mi inserisco - con ritardo - per aggiungere un punto di criticità a quelli elencati da Ada Grecchi: qualsiasi valutazione dell'operato di un dipendente, anche nella PA, passa attraverso filtri umani che spesso poco hanno a che vedere con l'oggettività. Quante volte la valutazione dipende dalla relazione personale valutato/valutante? Troppe.
E lamento ancora: la mancanza di autonomia e libertà di azione, la farraginosità dei meccanismi per realizzare qualsiasi innovazione, l'impossibilità di superare l'ostacolo di responsabili inerti...
Grazie dello spazio e buon lavoro.
Laura

Se è vero quello che si legge circa la volontà del Ministro Brunetta di privatizzare alcuni o tutti i servizi della P.A. allora questa è la dichiarazione esplicita di fallimento. La rinuncia o incapacità di adempiere al mandato. E' questa l'innovazione? E' facile rinunciare e demandando ai privati le responsabilità assunte e disattese appena 15 giorni dopo l'incarico. Nonostante tutte le critiche, condivisibili, sui fannulloni, finora,la PA ha funzionato abbastanza senza Brunetta e senza le sue elevate competenze. Sembrava che volesse correggere qualcosa, invece se ne vuole disfare.

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bio Rosanna Santonocito

  • Rosanna Santonocito Rosanna Santonocito
    Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro? Prendiamo in prestito (e lo distorciamo) il titolo di un bel libro di Raymond Carver. Lì i racconti parlavano d’amore. E il lavoro, proprio come l'amore, che ci sia o no, é un argomento che interessa tutti e su cui tutti hanno qualcosa da dire.
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