31 maggio 2008 - 15:40
Mille euro/ " Patria, lavoro, carriera": ha ancora senso impegnarsi per un paese che si ama? Titoli... di studio e di convegni
Ho chiesto aiuto all'arguzia pacata dell'editorialista milleurista di JobTalk Fabrizio Buratto per commentare il titolo, così rétro, scelto per l'incontro annuale dei laureati Luiss. Non sentivo parlare di patria, soprattutto in questi termini e contesti, fin dai tempi del "sussidiario" delle elementari. Quello dove c'era l'incudine e tutte le mamme facevano la casalinga o, se erano particolarmente pie o iperattive, l'infermiera come Florence Nightingale. Mi domando che cosa (se qualcosa) hanno pensato i 24-28enni presenti e non, a cui tutti consigliano caldamente di avere una mentalità globale e che, anche su questo blog, manifestano la volontà di es-PATRIA-re, genuina o indotta dalla necessità. Sono i "comPATRIoti" che Mario Draghi ha giusto oggi indicato, insieme alle donne, come "i protagonisti della ripresa, finora mortificati da un'istruzione indaguata, da un mercato del lavoro che li discrimina in favore dei più anziani, da un'organizzazione produttiva che molto spesso non premia il merito e non valorizza le capacità". Di che Patria stiamo parlando? @Fabrizio: la scelta semantica d'epoca è una chicca, "la tenutaria del blog" divertita apprezza e sogna grammofoni e telefoni bianchi, altro che I-Pod e cellulare...
di Fabrizio Buratto. Non è un titolo mio, né della tenutaria del blog, né di qualche stagista tuttofare, bensì della XII edizione dell’incontro annuale fra i laureati LUISS e le aziende, tenutasi ieri. Per la verità il comunicato stampa parlava di “Career day”, molto più “cool”, così come il tavolo dei relatori è diventato il “panel” nelle parole del rettore Massimo Egidi e dell’ex studente-moderatore Giovanni Floris. Non sono un purista della lingua, e capisco che il marketing LUISS trovi più appeal termini made in UK per parlare ai giovani che si affacciano al mercato del lavoro globale. Ma se le parole hanno e danno un senso, quel “patria” del titolo cosa significa? Etimologicamente “terra dei padri” e – aggiunge il dizionario – “l’unione de’ popoli della stessa schiatta, che vivono sotto le medesime istituzioni e hanno generalmente un solo linguaggio”. Ma i compatrioti laureati della LUISS sono accomunati da una risorsa in più: essersi laureati in un’Università di eccellenza, come sottolineato nel discorso conclusivo dal presidente della LUISS Luca Cordero di Montezemolo, il quale ha ringraziato i genitori degli alunni per i sacrifici.
Permalink Commenti (0) TrackBack (0)
Categorie: Mille euro



La scala di valutazione di Jobtalk è in badge: 1 badge: "assenteista" - 2 


