GlobTalk / Colletti verdi : in California la New Green Econonomy va in controtendenza con la recessione e crea nuovi mestieri
Capito? In California si torna a parlare di Nuova economia: meno male che tra le parole "New" ed "Economy" adesso c'è l'aggettivo "green", che le rende meno sinistre. Verdi i nuovi mestieri legati all'ambiente e alla sostenibilità, niente a che fare con gli installatori di pannelli solari o il biologico freak(c'è persino ua figura aziendale). Verdi le speranze dei venture capitalist della Baia che stanno investendo dollari (verdi) cercando di intercettare la killer application. Bentornato su JobTalk a Gianluca Grechi, milanista in trasferta a San Francisco
di Gianluca Grechi - Negli Stati Uniti, secondo una recente indagine del periodico Money, nella classifica delle occupazioni piu’ sicure dei prossimo dieci anni troviamo la nuova figura dello “specialista ambientale”. E’ solo l’evidenza di un fenomeno assai piu’ esteso che sulla scia dell’attenzione ai consumi (sempre piu’ sentita dalle aziende americane con il prezzo dell’energia a livelli record) e all’ambiente ha visto la nascita e la diffusione di nuove professionalita’ in quella che viene ormai comunemente chamata la “New Green Economy”, la nuova economia verde. Proprio su questo settore si stanno concentrando le attenzioni sempre piu’ forti del venture capital californiano alla ricerca di quella che potrebbe essere domani la nuova Google o il nuovo Steve Jobs.
Si tratta di un’enorme opportunita’ sia per il capitale di rischio sia per l’economia americana nel suo complesso visto che, secondo un rapporto della American Solar Energy Society nel 2006, lavoravano nel settore dell’energia rinnovabile piu’ di otto milioni e mezzo di addetti e si stima che nella prossima decade possano essere creati tra i tre e i cinque milioni di nuovi posti di lavoro.
Una boccata di ossigeno per il nercato del lavoro americano i cui tassi di disoccupazione sono ai livelli record degli ultimi anni. Cio’ che e’ piu’ interessante e’ che non stiamo parlando di occupati nell’agricoltura biologica o di installatori di pannelli solari.
Le nuove professioni hanno nomi e profile originali come nel caso di Yahoo che dopo aver deciso entro la fine del 2007 di diventare una tra le prime societa’ neutrali dal punto di vista di creazione di emissioni di carbonio, ha assunto una persona il cui titolo e’ “direttore del cambiamento climatico e delle strategia energetica” e il cui compito e’ quello di analizzare i processi della societa’ e di renderli piu’ efficienti dal punto di vista energetico. Operativamente cio’ ha significato non solo la costruzione di datacenters energeticamente piu’ efficienti nello Stato di Washington ma anche l’installazione di un sistema di monitoraggio che permette ad ogni dipendente di consocere quanta energia consumi il suo PC o l’intero edificio nel quale e’ occupato.
Alla Sabre Holdings (la societa’ che gestisce il sito di viaggi Travelocity) Leilani C. Latimer e’ da poco CSO ovvero Chief Sustainability Officer e il suo ruolo e’ quello di supervisionare tutte le attivita’ della societa’ mirate alla sostenibilita’ riassunte efficacemente nella mission “come possiamo migliorare il nostro impatto sul pianeta”.
Sulla scia della domanda delle aziende per queste nuove professionalita’ sono nate societa’ di recruiting specializzatesi con successo nella ricerca di risorse definite “green collars” ovvero colletti verdi. Non mancano infine aziende di credito come la New Resource Bank, nata a San Francisco diciotto mesi fa e specializzatasi nel finanziare societa’ che operano prevalentemente nella New Green Economy: dai produttori di formaggi ecologici agli operatori dell’edilizia eco-sostenibile. In una economia sempre piu’ vicina alla recessione, la New Green Economy viaggia in controtendenza creando nuove aziende, ricchezza e posti di lavoro e, fatto ancor piu’ positivo, nel pieno rispetto dell’ambiente.
gianluca@projectforyou.com



Luca,
un buon punto di partenza lo puoi trovare qui
http://bie.berkeley.edu/aboutBIE -si tratta del Berkeley Institute of the Environment che coordina i vari programmi della University of California di Berkeley. Anche a Stanford, altra celebre universita' della San Francisco Bay Area sono in corso progetti http://multi.stanford.edu/initiatives/environment.html
Essendo il tema molto interdisciplinare all'interno di un corso di studio ci sono materie ad hoc sul tema. Spero che quanto sopra abbia risposto alla tua domanda
A presto
Gianluca
Scritto da: Gianluca Grechi | 04/06/08 at 20:43
Ciao Gianluca, vorrei sapere se insieme a queste nuove figure professionali stanno nascendo in california nuovi corsi universitari dedicati a prepararle. Oppure corsi professionalizzanti di enti privati o ong. Grazie buona giornata. Luca
Scritto da: Luca | 04/06/08 at 11:39
Cara Marina,
in bocca al lupo! Queste sono le storie di vita che mi piacciono e che piacciono ai jobtalkiani. Ce la racconti meglio sul blog se e quando hai voglia?
Scritto da: rosanna santonocito | 07/05/08 at 19:45
Be finalmente qualche spiraglio di sole..(direi che è proprio il giusto modo di dire!).
Quindi,considerato che noi generalmente arriviamo qualche anno dopo,possimo prevedere che,verso il duemilaquindici,avremo a disposizione un buon numero di nuovi posti di lavoro,sempre che qualcuno tra quelli che decidono comprenda che la strada che stiamo percorrendo è chiusa e siamo ormai quasi alla fine...
posso però dirvi che la strada per chi sta cercando di convertirsi,vita e attività,nella green direction non ha grandi aiuti...
Con il mio compagno progettiamo e speriamo di riuscire a realizzare una fattoria didattica con metodologie biologiche ed utilizzando risorse rinnovabili, ma vi assicuro che è una strada in salita se non hai una buona disponibilità economica in partenza...
Speriamo che le tendenze cambino e che tornino a farsi vivi quegli imprenditori (una volta si chiamavano filantropi,ma esistono ancora?)che riconoscono un'idea valida ed etica ma anche proficua perchè no,e su quella investono...
Spero,speriamo,che questo cambio di rotta arrivi e arrivi in fretta,per poter convivere con/sulla la nostra terra senza necessariamente sfruttarla oltre quanto abbiamo già fatto
Scritto da: Marina | 07/05/08 at 17:28