Il bello di JobTalk, me ne renderete atto, è che i co-blogger che ci scrivono rappresentano ed esprimono posizioni le più varie, e le difendono tutti con eguale passione. Giuliano Cazzola, parlamentare del Pdl da due settimane ma assiduo contributore della prima ora, è andato a vedere "Tutta una vita davanti" e si è parecchio arrabbiato, sembra di capire...Leggete il suo post e commentate, siamo qui (anche) per questo.
Io mi astengo per oggi non avendo visto il film, ma intendo riparare al più presto. Ho purtroppo ascoltato Marco Lombardi e ho visto Clooney/Zellweger: negativo! A parte i dialoghi di Reneè: che spasso, i secoli svoltano ma non cambia niente per le donne nei giornali...???
di Giuliano Cazzola. I precari d’Italia hanno il loro film: <Tutta la vita davanti> di Paolo Virzì. Vorrei però che i giovani riflettessero sui <messaggi> del film. Una ragazza siciliana, di nome Marta, si laurea a Roma discutendo una brillante (ed inutile) tesi di filosofia con una commissione di vecchie cariatidi, più attente ai segnali della prostata che alle dissertazioni della studentessa. Il suo compagno è un matematico che in Italia sbarca il lunario facendo il dog sitter, mentre un’Università californiana gli offre un contratto da 50mila dollari l’anno (primo messaggio: i nostri giovani sono costretti ad andare all’estero, dove li coprono d’oro, perché da noi trovano solo dei lavoretti precari).
Anche Marta non riesce ad impiegarsi in un lavoro adeguato, diversamente da tanti suoi colleghi <filosofi> (magari eterni studenti fuori corso) che si rassegnano alle logiche del sistema e si mettono a fare – ben remunerati – gli sceneggiatori del <Grande Fratello> o i cronisti di qualche discutibile pubblicazione (secondo messaggio: basta prostituirsi con il potere mediatico berlusconiano per fare fortuna e guadagnare molto).
La protagonista trova un posto da baby sitter ed approda, nel contempo, nel call center di una multinazionale che vende una specie di robot tuttofare nei lavori domestici. Il personale è gestito da una singolare manager un po’ borgatara, che cerca di surriscaldare le telefoniste con tecniche motivazionali caserecce. Il lavoro è organizzato nel seguente modo: si fanno telefonate a persone segnalate dall’organizzazione, con l’obiettivo di ottenere un appuntamento. A quel punto entrano in scena i tecnici-presentatori che hanno il compito di piazzare il prodotto.
Tutti sono incentivati: alla fine del mese viene premiata l’operatrice che ha ottenuto più appuntamenti, mentre vengono licenziate quelle che hanno avuto i peggiori rendimenti (terzo messaggio: se si è sbattuti fuori da un call center si finisce a battere il marciapiede o, in altre parole, lavorare in un call center è appena un po’ meglio che prostituirsi).
Quanto agli operatori a domicilio (quarto messaggio) essi vanno nelle case della gente a presentare un prodotto fasullo e, se capita, rubano la pensione minima alle vecchie signore. Marta entra in contatto con un sindacalista (ovviamente del Nidil-Cgil), il quale non ci fa una gran figura, dal momento che si concede qualche scappatella con le <tutelate>. Il sindacalista, inoltre, (quinto messaggio) si limita ad organizzare uno spettacolo parodistico sui call center che diventa un’occasione di mondanità per l’establishment sinistrorso romano (lo stesso che ha perso le elezioni).
La sola eroina positiva (sesto messaggio) è la madre di Marta, insegnante di greco e latino (la sinistra ha riscoperto e valorizzato gli studi classici), malata di cancro, lettrice dell’Unità e fumatrice di spinelli.
CATEGORIE: Flessibili o precari?/
TAGS: call center, cinema, film, lavoro, michela murgia, nidil, paolo virzì, pdl, precari, precariato, sabrina ferilli, tutta la vita davanti
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Commenti
Loredana Oliva 07/mag/2008 10:37:22
rosanna santonocito 07/mag/2008 09:11:02
carmelo giordana 06/mag/2008 20:15:35
maria rita 06/mag/2008 17:58:26
rosanna santonocito 06/mag/2008 15:31:46
carmelo giordana 06/mag/2008 14:41:26
Claudio Resentini 06/mag/2008 13:55:19
rosanna santonocito 06/mag/2008 09:29:24
Marco Lombardi 05/mag/2008 20:56:21
Marco Lombardi 05/mag/2008 20:49:56
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