24 aprile 2008 - 14:01
Si avvia alla fine un'altra settimana nera con dieci morti bianche. Ognuno deve farsi carico della parte del problema che lo riguarda, scriveva Fabrizio qualche giorno fa rivolgendosi al futuro ministro che di queste cose si dovrà occupare. Ieri la neo presidentessa di Confindustria Emma Marcegaglia, alla sua prima uscita programmatica, ha ripreso la questione della formazione sulla sicurezza, e di quanto sia urgente cominciare davvero a farla, trasformando le intenzioni elencate nei documenti, anche recenti, in corsi con calendario, aule e allievi dentro. E magari, aggiungo io, con qualche dato finale sul Roi. Nella formazione italiana, in generale, questa dei bilanci ex post non è una prassi consueta. Invece sarebbe un bel ritorno sull'investimento, quello in termini di vite tutelate. Per l'Italia e anche per le imprese. E' anche così che si può far emergere una verità importante: non tutte le aziende e non tutti gli imprenditori sono "indifferenti" e non tutta l'opinione pubblica (a partire da chi la forma, informandola, e qui ci mettamo anche noi, il "Sole24 Ore" in tutte le sue manifestazioni, carta e Internet) è "impotente e rassegnata". Non è così. Il post di Fabrizio è bello (e arrabbiato) come sempre, da leggere e da commentare
di Fabrizio Buratto. E’ di una settimana fa la mia supplica al futuro Ministro del Lavoro affinchè faccia qualcosa per fermare le morti bianche (per favore non chiamiamole più così). Mentre il totoministri riempie ogni giorno le pagine della politica, quelle della cronaca nera riportano altri nomi e cognomi di persone che hanno perso la vita sul lavoro; 6 nella giornata di martedì, 3 ieri, fra cui un portiere di Roma precipitato da trenta metri e ignorato dai passanti, che ne scavalcavano il corpo fracassato su un marciapiede di via Nomentana.
Una scena tremenda, una metafora dei corpi di lavoratori morti sui quali ogni giorno passa l’indifferenza, l’impotenza, la rassegnazione, a seconda degli atteggiamenti.
Spesso sono le vittime stesse a non prestare abbastanza attenzione, a non usare cautele come le scarpe antinfurtunistiche perché scomode, l’elmetto perché tiene caldo, l’imbracatura su un tetto perché tanto faccio presto e poi mica soffro di vertigini. Emma Marcegaglia ieri ha dichiarato che chiederà all’Esecutivo di modificare le norme introdotte dal governo uscente riguardo alla sicurezza sul lavoro.
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Categorie: Lavori in corso
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