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Mille euro/L'Italia? Meglio tenerla lontano, come una suocera

Co.co.co in Italia, un lavoro o un'enoteca aperta a Bruxelles, dove gli stage si trasformano, più prima che poi,  in contratti  a termine e i contratti a termine in lavori stabili, "stimolanti e stressanti". Alcuni, ma non tutti nei palazzi dell'Unione europea. Leggete queste sorie di trentenni italiani, cervelli in trasferta, che racconta Fabrizio. Domani invece sulla home page di Job24 troverete una bella ricerca sui ventenni e il futuro in Europa, Usa, Asia. I risultati, in chiave musicale: blues, melodici o rap

di Fabrizio Buratto. Da Bruxelles anche ieri è arrivata una tirata d'orecchie all'Italia : il Pil cresce meno del previsto, è il più basso d'Europa. Crescono, invece, i trentenni italiani che si ritrovano ai tavolini di Piola.libri , enoteca-libreria  a due passi dalla Commissione Europea. Sto degustando un Barbera con Edoardo Guglielmetti, classe 1976 da Piacenza, mentre Jacopo Panizza, bolognese cresciuto a Modena classe 1974, consiglia un libro ad una signora francofona. Edoardo è contento: il suo terzo impiego a tempo determinato, qua a Bruxelles, si è trasformato in tempo indeterminato. Lavora per la ENTP (European New Towns Platform) , sul biglietto da visita c'è scritto "Project Coordinator". Il suo lavoro gli piace perché è "stimolante e stressante"; non ha uno stipendio altissimo, ma la vita a Bruxelles costa meno che in una grande città italiana. Laurea in Filosofia alla Cattolica di Milano, in Italia ha lavorato solo sei mesi come co.co.co. L'ha salvato un viaggio al salone dello studente di Parigi, dove trovò un master in "politiche europee" con stage al Parlamento Europeo.  Vi è rimasto tre anni, poi ha trovato un altro impiego presso l'OIL (L'organizzazione Internazionale del Lavoro) , grazie al quale è diventato un esperto di gender equality.

Ci raggiunge al tavolo Jacopo, stanco per il tanto lavoro, ma soddisfatto: Piola.libri esiste dal febbraio 2007, e sono già passati artisti e scrittori come Francesco Guccini, Vinicio Capossela, Filippo Tuena e Gianrico Carofiglio. L'idea di aprire una libreria gli frullava per la mente da quando faceva il ghost writer in una casa editrice belga, dopo essersi occupato di Diritto Ambientale per alcune ONG. Laureato in Giurisprudenza a Modena, sono stati l'Erasmus in Germania e una ragazza americana che l'ha portato in Ohio a fargli sentire Modena e l'Italia troppo strette. In Italia torna di rado "perché ogni volta m'incazzo. La amo da lontano, come una suocera che non è tra i piedi". Piola.libri è nata dal suo incontro con Nicola Taricco, classe 1969, ai tempi in cui gestiva a Bruxelles l'enoteca Piola.
Nicola è al bancone laggiù in fondo, fra i suoi vini; vede che parliamo di lui e arriva con altri calici: Nebbiolo. Taricco è un cognome cuneese e le Langhe non si dimenticano, ma per comprare la licenza dell'enoteca a Torino avrebbe dovuto aggiungere uno zero rispetto alla cifra pagata a Bruxelles. Ed eccoli qui: Edoardo, Jacopo, Nicola, e questo gruppo di ragazze della Commissione Europea, alcune italiane che tentano di far abbandonare la birra per il vino alle loro amiche nordiche, mi spiega Barbara in compagnia di Elisabeth, candida svedese dalle gote rosse come il Barbera nel suo calice.
Barbara Baldrighi, classe 1977, è di Voghera. Sua madre, tipica casalinga di Voghera, non ha ben capito che lavoro faccia la figlia, ma è felice per lei nel vederla finalmente soddisfatta. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pavia,  Barbara ha ovviamente fatto un corso del Fondo Sociale Europeo, e poi uno stage, e poi tre co.co.pro., l'ultimo presso un call center outbound a Milano: "vendevo banche dati, ero brava, ma mi sentivo frustrata perché mi sembrava di avere studiato per nulla". E invece sul sito della Ue trova un bando per uno stage presso l'Information Society And Media Directorate General, e viene selezionata. Parte alla fine di settembre dello scorso anno; lo stage è retribuito con 950 euro al mese, più che sufficienti a Bruxelles per affittare un trilocale e vivere dignitosamente.
In tre mesi riesce a dimostrare di avere qualità, affronta e supera un test molto selettivo; ora ha un contratto di sei mesi come interinale, partecipa alla stesura di testi per conferenze internazionali ed è web editor di IT Girls , sito che ha implementato con le sue idee. Sta studiando per fare il concorso e tentare di essere assunta alla Ue: non le domando neppure se abbia intenzione di tornare in Italia. Mi dice che guadagna in una settimana quello che al call center guadagnava in un mese, si sente realizzata, e paga le tasse in Belgio, dove per la prima volta ha una casa tutta per sé e un campanello con il suo nome e cognome.   

Commenti

La differenza fra l'Italia e gli altri paesi è proprio questa: mille euro in Italia sono un punto di arrivo, negli altri di partenza.
Uno stage a 950? Io, laureato in scienze internazionali e diplomatiche 110/110 e con un Master in Politiche per lo Sviluppo territoriale superato anch'esso con 110/110,
due selezioni superate ed ora riesco a guadagnare 950 al mese con contratto di apprendistato alta via.
Con lo stage, non arrivavo neppure a 300.
Per non parlare del clima, dinamicità 0, dirigenti con mentalità da anni '70.
Sono stato all'estero due anni in precedenza. Viste le condizioni in Italia, reputo un errore essere tornato e sto pianificando la mia ripartenza.
Come scrive Manzoni.Addio monti sorgenti dall'acque...

E' troppo facile trovare buone occasioni in un contesto favorevole. E' un po' la storia del successo di molte, troppe realtà italiane... Ma è anche vero che i mille-euro, che spesso sono settecento-euro, al mese non sono un limite mentale ma una realtà del mercato del lavoro attuale. Il problema grosso è quando questi mille-euro sono percepiti in una città, come Milano, dove vivi a settecento-euro di affitto o peggio. Per non contare tutte le altre spese da sostenere. Tutto diventa relativo.
A maggior ragione, onore e stima per i ragazzi descritti da Fabrizio, che hanno avuto spirito di iniziativa e un grande coraggio nell'andare a cercare fortuna all'Estero. Ma qui più che fortuna si tratta di spirito di iniziativa e bravura nelle scelte che si decidono di perseguire.

Per cercare, trovare o inventarsi lavori occorre che ci sia un contesto favorevole, che si premi il curriculum o l'inventiva o le competenze. Se a qualcuno sembra stimolante il panorama italiano, beato lui.

Vedi! i lavori basta saperseli inventare cercare. I milleuro sono un limite mentale, non economico.

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