26 marzo 2008 - 12:04
JobFiction&Film/"Tutta la vita davanti", nel call center ritorna la commedia all'italiana quella bella, cattiva, e la voglia di politica
Film: Tutta la vita davanti, di Paolo Virzì
In programmazione nelle sale italiane dal 28 marzo
Valutazione: cinque badge [colpo di badge)]
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di Marco Lombardi. I contadini e gli operai in rivolta di ieri sono i lavoratori vestiti alla moda/col telefonino di oggi, dai neolaureati costretti a fare gli operatori telefonici o i venditori porta a porta, ai quadri/dirigenti che, al di là dei rispettivi poteri apparenti, con loro condividono la medesima condizione di vessati e di precari.
A pensare questo è Paolo Virzì, visto che la locandina del suo ultimo film “Tutta la vita davanti” richiama – mutatis mutandis – il celebre quadro di Giuseppe Pellizza da Volpedo, “Il quarto stato”. Se così è, evviva questo ritratto vero e coraggioso del regista di “Ovosodo”, evviva. Perché fra i mille strombazzi elettorali di queste ultime settimane un film come il suo, dove la lucida cattiveria non cede né al qualunquismo, né alla demagogia, fa venire voglia di politica, quella vera, cioè quella che significa occuparsi collettivamente dei problemi di tutti noi a partire dai singoli istinti di successo che, diciamocelo con onestà, costituiscono la base (forse sana, o quantomeno “umana”) del nostro vivere sociale.
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Categorie: Job Fiction&Film


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