Successivo » « Precedente

Il lato B/Donne dell'anno, ministre e blogger amiche, tutto in una sera, ieri sera...

Dsc_0374 Catia Bastioli (Amministratore delegato di Novamont), Elena Batacchi  (Assistente di direzione in  Accenture) Ilaria Villa (UCB Pharma) e l'avvocato Annamaria Bernardini de Pace sono le "Donne dell'Anno" premiate ieri  per le categorie Manager - Manager Assistant - Giovane Dirigente - Libera Professionista  durante una serata organizzato da Secretary.it , Aldai-Federmanager e Le Amazzoni. C'era anche JobTalk. Non solo perchè ero stata invitata dalla community online delle assistenti di direzione (un network che esiste in Internet da anni grazie alle dinamiche e anche belle sorelle Vania e Jessica Alessi) a condurre il convegno veramente "zippato" (meno di un'ora, compresi due intermezzi musicali, un record di questi tempi di parole, parole...) con la ministra Barbara Pollastrini e Arianna Censi, Consigliera delegata alle Politiche di Genere della Provincia di Milano. Ma perchè le domande da cui sono partita sono quelle che Lorella Zanardo si poneva qui nel post ante-8marzo "Brave come uomini".

Come stare in azienda, anche in posizioni responsabilità, con l'orgoglio di esserci rivendicando il valore della diversità? Perchè in Europa la differenza di genere lo è, un valore anche per lo sviluppo, e da noi non ancora?  C'è un modello di leadership femminile? In Italia, ha riconosciuto la ministra Pollastrini, più che altrove "pigrizia, miopia e conservatorismo" imperano. E le donne, soprattutto quelle brave e ambiziose ne fanno le spese. Tutte fanno una gran fatica e anche qualche pianto, lungo il percorso che le porta dove vogliono arrivare (è successo anche alle ministre, ha ammesso Barbara...). Ma non si torna indietro, anche se Pollastrini preferisce parlare dei dati europei che di quelli italiani e rivendica i risultati, anche se non sono grande cosa, che ha portato a casa a favore dell'occupazione delle donne in generale e delle madri che lavorano.
Secondo Arianna Censi, tante più donne che lavorano possono essere la massa critica per aumentare anche la percentuale delle carriere femminili. Sulla risposta del consulente formatore (uomo) alla mia domanda su che cosa sia la leadership femminile non mi soffermo: diciamo che gli argomenti erano etnico-lombrosiani: il vostro cervello più piccolo, signore qui presenti , non è un ostacolo, lo dice la scienza (!), e in Egitto le donne manager hanno la carta di credito, ma in albergo il conto lo chiedono ai mariti...divertita costernazione sul palco, sommessa agitazione in sala.   
Pensiero finale: fare network  e produrre senso e riflessione tra noi è sempre la cosa giusta. Ne abbiamo parlato ieri dopo il convegno e anzi, lo facciamo subito  con un altro blog che è sulla lunghezza d'onda di JobTalk, ovvero la mia carriera.it di Helga Ogliari, andatelo a vedere!      

Commenti

Care ragazze, è tutto giusto e tutto bello quello che avete scritto su maschilismo e maternità, da sempre (e per sempre???) problemi grossi per una società pseudo-moderna come quella Italiana - e uso pseudo con grande dispiacere - ma posso attirare l'attenzione anche sul problema (sigh!) dell'età? Io ho 49 anni e, dopo 25 anni di lavoro di cui 15 come Assistente del Presidente di una grossa banca internazionale, da cui sono uscita funzionario, ora devo adattarmi - ebbene sì lo dico - a gestire una segreteria con compiti che non avevo nemmeno agli inizi della mia carriera. Perchè è quello che propongono a chi ha la mia età: e sono solo 49!! E non li dimostro! E non me li sento! E ho ancora tanto da dare in termini di disponibilità, di dedizione, di entusiasmo, di curiosità, di esperienza, parlo 3 lingue, traduco a prima vista, so fare l'interprete... ma sono considerata VECCHIA!
L'altro giorno un head hunter mi ha chiamato per propormi una posizione di centralinista/receptionist/archivista (già fatta a 20 anni mentre andavo all'Università): lo stesso head hunter non mi ha però chiamato quando ho risposto ad una sua ricerca per una Assistente di Alta Direzione. Perchè? E potrei raccontarne, di simili "edificanti" episodi.
A volte mi sento quasi in colpa di avere 49 anni. Vi sembra giusto che Madonna e Sharon Stone sono "splendide 50enni" e quelle come me ormai sono "pensionabili"? Oppure, rifacendomi alla cultura machista, se LUI a compiere 50 anni "ah che uomo affascinante", se è LEI "ah però che bella età".
Le candidature come le mie sono state definite "senili". Sarò entrata nell'anticamera della demenza?

Buon pomeriggio a tutti/e voi,

ho letto con estrema attenzione i commenti alla serata del Premio "Donna dell'Anno" cui partecipai e fui poi selezionata nell'edizione 2007. Saluto calorosamente chi come me e con me ha condiviso, negli anni passati, almeno un tratto del cammino più o meno manageriale (ricordi Mariachiara Novati?? A te un forte abbraccio e... sì, ci siamo ancora.....)!!
Nel frattempo ho avuto la seconda bimba dopo una gravidanza burrascosa. E sono di nuovo qui con un altro ruolo, certo interessante, ma "costretta" a rimettermi in gioco. Perchè donna e gravidanza, donna e maternità sono un PESO, ribadisco, un PESO nel mondo del lavoro. E nulla serve accusare donne e madri del passato che hanno cresciuto uomini "maschi e maschilisti"... Non serve a nulla e ci facciamo solo del male. Sapete cosa vuol dire accudire e crescere un figlio?? Quante energie e fatiche profuse senza premi di produzione o passaggi di categoria o scrivanie in radica?? Sapete cosa significa essere immersa da carte e contratti commerciali e pensare alla famiglia, alle bimbe lontane, alla baby-sitter che conteggia i minuti e all'incubo/certezza che la richiesta di un part-time non verrà mai accettata?? Sì che lo sapete perchè non sono una mosca bianca e come me ci sono migliaia e migliaia di donne. Molte delle quali, ahimè, poi abbandonano il posto di lavoro per la famiglia.
Bene, io sono ancora qui, che stringo i denti, e tiro avanti, convinta di ciò che faccio per il bene non mio, ribadisco, NON MIO o per fini carrieristici, ma per il bene delle mie bambine, per costruire loro un futuro più certo. Sono d'accordo con chi scrive che "nei paesi del nord le donne riconoscono con orgoglio i loro diritti senza che nessuno li metta in discussione", noi invece dobbiamo ancora segliere tra famiglia e lavoro/carriera!!! E, permettetemi, persino in sala parto devi dimostrare quanto sei brava!!!!!!
Ringrazio Fabrizio e Marco per i loro bei commenti. Qualcosa si sta muovendo.....

SARA LUPPI

Per tre anni ho lavorato con un capo donna (dire capa non mi piace). Forse i tre anni migliori della mia carriera. Mi sono trovato benissimo, stranamente la stessa cosa non dicevano le mie colleghe che dal capo femmina suddetto venivano letteralmente massacrate. Preciso, non che io fossi più bravo delle mie colleghe e, tantomeno, avevo una, anche solo ipotetica, relazione con la boss, semplicemente andava così. Sembrava quasi che alle donne lei volesse dire "Ragazze siete femmine e quindi per salire dovete faticare il doppio, quindi abituatevi". Forse è solo la mia esperienza, ma ho la sensazione che succeda ovunque così. Si potrebbero fare mille ipotesi su un comportamento del genere, qualcuno dice che fra donne c'è maggiore competitività, ma non credo, il mio è un ambiente dove per una promozione c'è chi è disposto a tutto, dalla prostituzione delle proprie convinzioni al millantato credito, dal pettegolezzo alla dilazione vera e propria. Forse, dico forse, gli uomini sono più vanitosi e quindi più sicuri di sè stessi (magari erroneamente), mentre le donne continuano a pensare che non sia sufficiente vincere, ma si debba stravincere e per questo, siano madri o capi, tendono a diventare nei confronti delle altre donne un po' come il sergente di Ufficiale e gentiluomo. In ogni caso e so che mi darete ragione, il capo ideale è la Cuddy (quando arrivano i promessi post su House e compagnia?)

Cara Rosanna, innanzitutto grazie per la piacevolissima conversazione e per la citazione. :-)
Condivido l'idea di Mariachiara che a volte certe iniziative a sostegno delle donne ci fanno apparire come delle specie in via d'estinzione da proteggere e invece per fortuna il numero delle professioniste che si affermano cresce, mi verrebbe da dire, "nonostante tutto".
Già perché anche io come molte altre donne ho visto nella consulenza la via più "semplice" di autorealizzazione.
Nell'azienda dove lavoravo il soffitto di cristallo c'era, eccome!
Così, stanca di essere considerata come quella brava solo per svolgere un lavoro da far firmare ad un manager uomo, ho deciso di mollare il tanto agognato posto fisso per aprire la mia società.
A volte è dura, ma non tornerei mai indietro! :-)



Le pari opportunità esistono, ed è vero che in qualche modo "enfatizzano che esiste una doversità": ma dov'è il problema? Che le diversità esistano non è un segreto, e dovrebbero essere valorizzate anziché annullate. Inoltre, accettare che le diversità esistono è il primo passo per far fronte ai problemi che scaturiscono quando queste diversità sono discriminanti. Quindi ben vengano le pari opportunità, che non devono essere viste come soluzione in sé, ma come strumento per arrivare a una culturizzazione del lavoro femminile più consapevole per tutti. Non sono la soluzione in sé, ma un mezzo per raggiungere degli obiettivi.

Inoltre, non imputerei le differenze salariali, le difficoltà delle donne di raggiungere i vertici, le discriminazioni sul lavoro, solo ed esclusivamente alle mamme. Penso piuttosto che sia a causa del contesto sociale, della scarsa informazione e cultura del lavoro femminile, che oggi siamo uno dei paesi più "indietro" a livello di pari opportunità in tutta Europa.

Quindi penso che dovremmo guardare in faccia la situazione, prenderne atto e rimboccarci le maniche per alimentare un network propositivo che ci aiuti ad arrivare a una situazione migliore per tutte, e per tutti. Credo che questi incontri e queste discussioni siano uno strumento che ci aiuta a connetterci e creare valore.

(Grazie Rosanna per la segnalazione del blog di Helga Ogliari: interessante davvero!)

Ero presente e vorrei fare un commento sull'intervento della ministra Pollastrini.
A parte snocciolare dati, che sono comunque ormai tristemente noti a tutte noi donne italiane, la ministra ha sottolineato come lei si sia battuta per le pari opportunita' e per la defiscalizzazione a favore di aziende che assumono donne. Le pari opportunita' sono, per il fatto che esistono, un elemento che ancor piu' enfatizza che esiste una diversita' e quindi che noi donne per poter fare carriera abbiamo bisogno di un "aiutino" (nessun riferimento ai programmi televisivi, ahahah!). La defiscalizzazione ci pone sulle stesso piano delle categorie protette, senza nulle togliere alle persone portatrici di handicap, io, sinceramente, mi sento offesa. Non penso di essere una persona da proteggere, come una specie in via di estinzione!!!
Non mi sembrano soluzioni, ma solo pura e semplice demagogia, specialmente in periodo di campagna elettorale.
La soluzione sta, secondo me, prima di tutto nel non accettare di omologarci al modello maschile nel mondo del lavoro, ma di mantenere la nostra femminilita' senza che questa diventi motivo di volgari complimenti da parte di uomini che ci temono ormai talmente tanto da prendere in considerazione spesso solo il nostro aspetto fisico (bella donna equivale a oca scema, ovvero donna non pericolosa) a discapito di effettive capacita'.
Il secondo punto, che e' fondamentale, e' questo: gli uomini che ci sottovalutano e si sopravvalutano da chi sono stati educati? da altre donne, perche' si sa, i padri, non sono mai molto presenti nell'educazione dei figli, specie nelle generazioni passate. Quindi la colpa e' nostra, delle nostre mamme e nonne che, anche se hanno vissuto il 68 piu' da vicino di noi, hanno ugualmente allevato dei figli maschi che non hanno rispetto per le donne.
Se non cominciamo noi, nelle nostre case, a cambiare le cose, con i nostri figli, che vanno trattati allo stesso modo maschi e femmine, che importanza possono avere una laurea o un master di fronte alla cultura del machismo che ancora la fa da padrona in Italia?
Siamo un paese retrogrado e oscurantista e che solo apparentemente e' moderno e le statistiche della ministra lo dimostrano, ma ancora di piu' lo dimostrano la mancanza di infrastrutture a sostegno della maternita' e della famiglia in un paese che non fa figli perche' non se lo puo' permettere, ma in un paese dove ogni domenica il Papa parla agli italiani dell'importanza della famiglia e i nostri politici gli vanno dietro con proclami che non diventamo mai fatti.

Scrivi un commento

I commenti per questa nota sono chiusi.

Wikio - Top dei blog - EconomiaJOBtalk
nei top blogs di Wikio

I nostri blog