25 febbraio 2008 - 12:06
GlobTalk/ Un lavoro in Estremo Oriente non spaventa il candidato
Questo post ci arriva da Francesco Tamagni, 34 anni, cacciatore di giovani talenti ad alto potenziale manageriale, che ci racconta come i candidati italiani stanno cambiando. In meglio. Meno male. Grazie Francesco, scrivi ancora per JobTalk
di Francesco Tamagni (partner di Intermedia selection- gruppo Key2people Executive Search). Circa sei anni fa, cercavo un controller industriale per uno stabilimento in India nella provincia di Bangalore. L'opportunità era offerta da una multinazionale italiana che voleva portare le competenze di un controller italiano presso uno stabilimento dove la manodopera era prevalentemente indiana. La risposta all'annuncio fu deludente. La maggior parte dei candidati erano scettici: l'idea di lasciare l'Italia per un Paese così lontano dal punto di vista culturale e certamente complesso dal punto di vista sociale rappresentava l'ostacolo maggiore.
A distanza di sei anni si è riproposta una figura analoga e gli annunci su stampa e online hanno avuto un successo travolgente. Infatti, la risposta dei candidati è stata molto positiva con una forte motivazione ad affrontare una sfida non solo professionale, ma anche umana.
A questo punto mi chiedo: cosa è cambiato in questi anni da creare un tale interesse per opportunità di lavoro nel Far East? Come mai molti candidati hanno superato quella fase di scetticismo che prima li condizionava nel fare una scelta di vita e professionale così radicale? Varie sono le spiegazioni.
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Categorie: GlobTalk



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