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Il lato B/ Gli italiani mentono nel curriculum vitae e al colloquio, però adorano cercare lavoro in Internet

Il “Kelly Global Workforce Index” che è uscito oggi  (lo cura la Kelly Services, agenzia per il lavoro, che lo lancia ogni anno in 33 Paesi interpellando 115mila lavoratori, di cui 17mila in Italia) quest'anno ha scelto come tema la ricerca del lavoro,i processi di selezione  e lo spirito con cui i candidati li affrontano. Risulta che la metà degli  italiani si sente inadeguata e impreparata quando si trova a scrivere il curriculum e ad affrontare il colloquio:   Il 52% dei lavoratori italiani infatti è convinto di non riuscire a rappresentare  le proprie competenze nel cv nel modo giusto  (media internazionale: 44%) mentre il 26% ritiene di non dare una buona impressione di sé quando si trova faccia a faccia con il selezionatore(media internazionale: 29%, più di noi...). Allora per rimediare che cosa fanno, gli italiani: mentono. Il 16%  ha affermato di non essere sincero nel proprio curriculum o durante un colloquio. Le bugie più frequenti: si “gonfia” lo stipendio precedente (6%) e si esagera sulle qualifiche e il ruolo (5%). Come curiosità, più bugiardi di noi ci sono, nell'ordine,  russi, spagnoli e cinesi e la media di tutti i Paesi è il 12%.
L'84% degli intervistati dice di essere stato trattato bene dal selezionatore, però il momento peggiore per il 58% è quello dell’attesa di una risposta. Il 6% odia fare colloqui, il 3% scrivere il cv. Il lavoro di cercare lavoro è detestato dal 20%

Il sondaggio di Kelly riguarda anche i mezzi più utilizzati per trovare lavoro. Niente sorprese: in Italia il 26% dei lavoratori ha trovato l'attuale occupazione ricevendo una chiamata personale da parte del datore di lavoro. Il 18% ha utilizzato gli annunci dei siti online (bravi, usateli sempre di più!La media internazionale è del 30%), il 16% ha sfruttato il passaparola, il 15% si è autocandidato e ha contattato direttamente l'azienda, il 7% ha trovato attraverso le inserzioni sui giornali.
Fin qui poco di nuovo, tutto sommato.
La novità arriva dal dato secondo cui il 90% dei lavoratori italiani ha inserito il cv (di quelli bugiardi?) in un database online contro una media internazionale del 76%,  e  il 75% considera Internet uno strumento efficace. Ma solo il 39%  è dichiarato soddisfatto dei riscontri ricevuti.Il dato generale di tutti i Paesi è del 46%. il valore più alto di soddisfazione è il 66% della Spagna.  Una volta di più, la fiducia dei candidati soprattutto i giovani, nel canale Internet si scontra con l'atteggiamento tiepido se non diffidente delle aziende italiane. E pigro. E conservatore.
Che cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza personale di cv: che bugie avete scritto? E'il vostro autoritratto o sembra lo specchio di Harry Potter? Come vivete questo momento che è di auto-analisi, prima di tutto? . E di colloqui: com'erano i selezionatori: carini? Arcigni? Confusi e confondenti?

Commenti

Il colloquio di selezione è una chiacchierata di reciproca conoscenza che non prevede vengano esibiti documenti o materiali di alcun genere. Ma questo non mette al riparo il candidato bugiardello o un po'miles gloriusus di esagerare, montare la panna o vantare competenze inesistenti:posso dire di parlare benissimo l'inglese ed è essere smascherato subito con la proposta di proseguire la conversazione in quella lingua. Per quanto riguarda lo stipendio, chi conduce il colloquio per una posizione sa bene qual è la retribuzione contrattuale e la tendenza di mercato, quindi fin dove arrivano a incidere anche incentivi, bonus, premi che ormai riguardano anche i lavoratori dipendenti e non solo i manager...E comunque se questo colloquio conoscitivo è andato bene, di solito ne segue un altro mirato agli aspetti retributivi e organizzativi. E' qui che le bugie vengono fuori...Tutto dipende poi da quanto la persona interessa: se il candidato è quello giusto, le aziende sulla busta paga sono disposte a parlare e trovare un accordo.

Mi incurioscisce il pezzo dell'articolo dove dice "Le bugie più frequenti: si “gonfia” lo stipendio precedente"

è possibile farlo (senza il rischio di essere beccati) anche in caso di lavoro dipendente?
non è che poi su qualche documento che viene passato al nuovo datore di lavoro (es. versamenti contributivi fatti dal datore di lavoro precedente) è riportato anche il vecchio stipendio?

Rosanna sinceramente di domande assurde ne vengono poste tutt'oggi, te lo posso assicurare. Almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale. Ci sono due o tre problemi con cui vorrei rilanciare anche io, se possibile: può il selezionatore prendersi il diritto di "trattarti male" prima ancora che tu abbia aperto bocca? E' capitato, non solo a me, e qualcuno mi ha detto che è solo un modo per metterti alla prova: già, ma se tiri fuori una personalità che ribatte tono su tono puoi esser catalogato come "persona scomoda", se invece incassi e prosegui lasciandoti smontare su ogni punto sei un "debole". Dunque? Altra domanda: un buon selezionatore, o sistema di selezioni, si può ancora basare sullo sbarramento a laureati che non abbiamo raggiunto il 100 o il 110 in alcuni casi come votazione finale, senza prendere in considerazione le esperienze pregresse o successive alla laurea? E per finire, l'invio-Uzi di Cv alle aziende lo hai appena sconsigliato, ma mandarne pochi e mirati quando già un centinaio di aziende non ti hanno risposto (e dubito a volte neanche letto prima di cestinare) come può esser più efficace? Vorrei scrivere anche io un libro, possibilmente non di domande, ma di risposte!
http://nicco.megablog.it

D'accordo con n. Il 10% di risposte è tutto sommato una buona percentuale, per un invio di cv a pioggia indifferenziata. L'errore, infatti, è mandarne troppi, anzicchè pochi e mirati. E non seguite l'esempio di Fabrizio: il cv di 127 pagine è un libro intitolato "Curriculum atipico". Che, tra l'altro, è andato benissimo, e che tratta malissimo i selezionatori, soprattutto quelli delle agenzie interinali e particolarmente male le selezionatrici. Interessante invece lo spunto: si può conoscere una persona attraverso due o tre domandine (le solite..)? Rilancio: ma davvero i selezionatori sono (ancora) così rozzi ed antiquati? Da quello che scrivete sembra di sì. Quelli che sento io (ma può essere che li abbia già li abbia già "selezionati"...) ribattono scandalizzati che no, non è vero...che la famosa domanda alle ragazze se vogliono figli prima o poi non si fa pù da secoli..Eppure, il CareerJournal, portale di lavoro del WSJ, praticamente il Job24 americano (magari...io ci provo...) si è scomodato con un articolo sulle domande assurde ai colloqui. Si intitola "Don't ask, don't tell", leggetelo, lo trovate negli Articoli consigliati, in cima alla pagina a destra

Ahah eccezionale Fabrizio! Tra l'altro eri stato anche fortunato con i 100 (contati) CV inoltrati ad ottenere 10 risposte...

[n] http://nicco.megablog.it

La mia esperienza di cv: dopo averne mandati più di cento (contati) usando tutti i sistemi possibili (via mail, fax, posta prioritaria, raccomandata, a mano e col piccione viaggiatore), ho ricevuto una decina di risposte. Ai colloqui mi sembrava di essere trattato non come una persona, ma una risorsa, al pari del petrolio e del legno. Esausto, e convinto che dalle due paginette del cv abbinate a qualche domanda dell'esaminatrice/tore (sempre uguale) non si possa conoscere una persona, ne ho scritto uno di 127 pagine. E' servito più di tutti gli altri messi insieme.

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