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Formazione all'estero/ Sulla homepage di Job24 i migliori Mba secondo la classifica del Financial Times. Ma la crisi mondiale avrà un impatto sulle business school?

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di Loredana Oliva. Leggendo l’inserto speciale del Financial Times oggi in edicola, dedicato alla Business education e alla classifica mondiale dei migliori Mba, ci si potrebbe fare un’idea di cosa accadrà fra tre anni nelle università internazionali concentrate su management, finanza e imprese. L’editor che si occupa da un decennio di ranking, Della Bradshow,  mette in evidenza il legame forte tra il mercato azionario e il dinamismo delle business school. Ft ha analizzato la classe Mba di coloro che si sono diplomati nel 2004, registrando la progressione di carriera prima e dopo il loro master e nei successivi tre anni,  il salario, il livello di diversity tra docenti, studenti e board delle business school, e anche  la quantità e qualità di ricerca prodotta.

L’analisi del ranking dell'FT, le classifiche europee e i criteri usati da Ft per valutare le business school internazionali in home page di Job 24.

Un anno particolare il 2004, una lieve ripresa rispetto al 2001-2002, quando soprattutto negli Stati Uniti i recruiters ritiravano le loro offerte di lavoro, e le iscrizioni alle Business School raggiungevano livelli davvero esigui. Le attuali turbolenze dei mercati finanziari produrranno un orientamento della business education, ancor più verso il settore finanziario. Intanto l’indebolimento del dollaro, ha prodotto l’interessante ascesa in classifica delle scuole europee, i salari americani non sono più quelli di un tempo, così la valutazione dei guadagni degli Mba statunitensi si avvicina molto a quelli europei, da questo punto di vista si giustifica l’avanzata delle scuole inglesi, London School in testa. Il fenomeno Asia tiene: l’Indian School of Business d'Hyderabad debutta per il primo anno nel ranking Ft, piazzandosi al 20esimo posto su cento, e Hong Kong Ust Business school, al 17esimo posto, è risalita di 30 posizioni in due anni.

Un legame imprescindibile, quello tra la formazione dei dirigenti della business community il mercato e l’economia mondiale, sono premiate quelle scuole che hanno puntato sull’innovazione, sulla cultura d’impresa, sull’esposizione internazionale. Così Harvard, Yale,  Duke  e Cornell scendono nel ranking globale, mentre MIT sale dal 14° al 7° posto, preceduto da Insead.

L’Italia, con  Sda Bocconi perde ancora qualche posizione, 48° posto su cento.

L’analisi del ranking, le classifiche europee e i criteri usati da Ft per valutare le business school internazionali in home page di Job 24.

Commenti

Cara Loredana, ti scrivo per un consiglio..in meno di una settimana dovrò scegliere tra un master (seondo liv) breve alla SDA bocconi ed uno più lungo all'Instituto de empresa. Il fatto è che ho già 25 anni, laurea specialisitca ma nessuna esperienza lavorativa e con il master della IE mi inserirei nel mercato del lavoro solo a 27 anni (cn l'altro a 26). Credi che valga la pena comunque studiare all'estero anche se ho già "rilevanti esperienze all'estero". Ti ringrazio anticipatamente per l'aiuto.

Per Lorenzo e la sua domanda del 1° marzo, sul circuito CEMS. Scusami tanto per il ritardo.
Il master Cems, equivale in Italia (in bocconi) ad una laurea specialistica. Fuori dall'Italia, è tutto da vedere, in ambito Europeo (col 3+2), integra un master degree, cioè un ciclo di 5 anni, equivalente a quello statunitense. Siano in ambito pre-experience. Ma tua figlia potrebbe seguire il biennio Cems, anche in un un'altra università della rete. Poi, visto che si tratta di una formazione che contiene la possibilità di stage in azienda, e doppi diplomi, l'accesso ad una master di specializzazione che preveda esperienza sarà più facile a mio modo di vedere.
Non sbagli nulla, solo che la spendibilità del master CEms, io la vedo sganciata dalla laurea specialistica, in ambito internazionale, ha un valore in se, più globale che un biennio di specialistica in international management fatto in Italia. Ecco potrebbe essere equivalente, alla specialistica fatta a Hec, o Essec, o Iese, Esade, o LSE come dici tu, ai fini della spendibilità internazionale.
Spero di essere stata chiara, se no riscrivimi, prometto di essere più rapida nella risposta. Un caro saluto,loredana.


Intendo dire che a me pare che quel tipo di laurea specialistica in qualche modo comprenda già il genere di master del circuito Cems che suggerivi.

Sbaglio qualche cosa?

Mi chiedevo, Loredana, cosa è da intendersi per formazione internazionale post-laurea.
Un corso di laurea specialistica in International management in lingua inglese, magari comprendente un programma di double degree con università partner di prestigio indiscusso come HEC - Parigi, ESADE - Barcellona; Indian Institute of Management - Ahmedabad; Fudan University: Master of Science in International Management; RSM - Rotterdam, la consideriamo già formazione internazionale post-laurea?

Consideriamo a quel punto sufficientemente completata la formazione pre-experience o c'è dell'altro?

Potrei suggerire a mia figlia dopo la laurea triennale in International economics and management, un percorso formativo di questo tipo?

Quali, eventualmente, le alternative?

Mi scuso se approfittando della tua cortesia, vado fuori tema rispetto agli Mba che come dici tu rappresentano invece dei percorsi formativi post-experience.

Grazie.

Caro Lorenzo,l'Mba è un master professionalizzante post experience, cioè presuppone che il candidato abbia fatto qualche anno di esperienza in azienda o in altri contesti. Sì, come ha giustamente in intuito Lei , è presto per sua figlia. Se l'obiettivo è la formazione manageriale, potrebbe essere interessante cercare, nell'ambito internazionale se è questo che desidera, o anche in quello nazionale, dei master Pre- experience. La rete CEms, lega in un network ottimi master certificati a livello internazionale, le consiglio di dare un'occhiata al loro sito http://www.cems.org/general/programme/about_cems_mim.htm.
Un in bocca al lupo a sua figlia. Se ha altri dubbi, sarò contenta di dialogare sulla formazione internazionale post- laurea che è richiestissima, dalle aziende, a tutti i livelli.
Loredana Oliva

Appare evidente come il tentativo di accedere a tali MBA vada in qualche modo programmato per tempo.

Come? Qual è il "percorso"?

Sono il padre di una studentessa frequentante un corso di laurea triennale in International economics and management (in lingua inglese).

E' ancora presto per pensarci?

Se si, quando bisognerà pensarci? Ringrazio anticipatamente chi volesse esprimere un parere in merito.

Su Toeft e Gmat, caro Pierluigi, gli italiani negli ultimi anni hanno fatto degli enormi progressi, riescono a passare i test con le valutazioni richieste. Penso che tu abbia ragione sul giudizio del mondo della formazione in Italia. Per questo penso che a nessuno deve esser negata la possibilità di studiare all'estero, se lo desidera. Da anni di parla, in Europa di uno spazio europeo della formazione, e di collocamento internazionale. Si può decidere di tornare, se si crede.

Vorrei fare una prima precisazione: le strutture che gestiscono licei ed università, ad oggi in Italia, non forniscono un adeguato supporto agli studenti su come pianificare gli studi per fare un MBA post-laurea.
Entrando nel dettaglio pratico, i certificati richiesti dalle Business School (i vari TOEFL, GMAT...) non sono così facili da ottenere, né soprattutto con i voti minimi richiesti. Occorre, pertanto, che le scuole informino gli studenti sulla possibilità che all'università debbano inserire nel proprio piano studi anche i certificati in questione; occorre poi che le Università prevedano dei corsi specifici su TOEFL e GMAT, facendoli rientrare come extrabonus nelle votazioni di alcuni esami.Se così fosse, aumenterebbe il numero di studenti italiani potenzialmente idonei a fare corsi MBA all'estero e per questa via aumenterebbe il numero di italiani in grado di permanere per motivi di lavoro all'estero. Ciò non risolve, tuttavia, i problemi che oggi affliggono il mondo del lavoro in Italia, dove prevale una logica lobbystica o relazionale,ed in cui i valori delle persone sono spesso oscurati dalle logiche di potere che preparano il cammino ai predestinati, a scapito dei talentuosi. L'Economist parlava tempo fa di una ricerca del talento che si scatenerà nei prossimi 5 anni, ma tale ricerca risulterà sicuramente circoscritta alle imprese leader all'estero o a multinazionali che fondano sulla "competenza" (quella con la C maiuscola) le logiche di carriera e di remunerazione delle proprie risorse.

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