19 dicembre 2007 - 7:00
Riceviamo un altro post da Gabriele Pilliteri, strategy and communication director di Vedior Group.Quello precedente è stato uno tra i più letti la settimana scorsa. La tesi di Gabriele, sono certa, susciterà molti commenti . Io, per esempio, sono d'accordo con la premessa, lo scenario, ma non con le conclusioni Ovvero, che il call center sia un posto adatto per un laureato, tranne i casi in cui è richiesta una competenza specialistica da consulente per rispondere (vedi call center sui temi della salute per esempio)...Parliamone!
di Gabriele Pillitteri. Il paradigma che da qualche anno definisce l’impatto di una generazione altamente scolarizzata nel modo del lavoro è formato da tre parole: “ laureato, call centre, precario “. Esso è il frutto agrodolce della grande mutazione avvenuta negli ultimi 15 anni nelle attività d’ufficio. Gran parte di esse son passate da contenuti tipicamente amministrativi ad attività di servizi alle imprese, alle persone, oppure ad attività di natura commerciale, di customer care e di vendita diretta all’utilizzatore finale di beni e servizi. In altre parole attività dominate dal ruolo centrale del cliente verso ogni tipo di organizzazione, profit o no profit.
Le differenti attività che si svolgono nei call centre ( telemarketing, teleselling, help desk, back office ecc) rappresentano simbolicamente la trasformazione organizzativa delle imprese. Essa si manifesta con una offerta generalizzata di lavoro orientata al cliente come quella che rileviamo costantemente nelle grande distribuzione organizzata, secondo datore di lavoro dopo le imprese tlc.
Che le aziende preferiscano persone in possesso di una laurea per attività ritenute di medio basso contenuto tecnico è un fatto di per sè positivo, in primo luogo perché ci sono molti laureati in circolazione e, secondariamente perché son laureati in discipline umanistiche, non tecniche, pertanto idonei per mansioni in cui la specializzazione viene acquisita con l’esperienza e l’abitudine a svolgere un determinato compito.
Quale miglior scenario di esperienze per dei laureati in lettere, comunicazione, sociologia, relazioni pubbliche che un periodo di lavoro in ambienti dove la parola e l’atteggiamento psicologico verso i clienti sono i fattori di successo?
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Categorie: Flessibili o precari?/