Siccome è Natale e siamo tutti più buoni (anche se, andando in giro per Milano e penso anche altrove, sembra proprio il contrario) godetevi questo post di Dario Banfi sui blog degli altri, guida per autostoppisti galattici nella porzione di blogosfera dove si parla di lavoro. E il primo di una serie dedicato al lavoro nei blog, che ci riserverà qualche sorpresa curiosa. Il blog ha attecchito ai livelli più impensati...
di Dario Banfi. Quale spazio di discussione può avere il tema del lavoro tra i blogger italiani? La prima volta che lanciai Humanitech , un autorevole blogger italiano scrisse questo commento: “Chi dovrebbe rischiare, anche sotto il nickname, di parlare della propria azienda, fare critiche, anche costruttive a colleghi, ambiente, superiori, magari non il posto, ma magari i favori, il saluto, fare carriera, essere visto male? La separazione fra lavoro ed extra sui Blog è abbastanza normale”. L’obiezione non era senza fondamento. Qualche giorno fa, quando alla Camera si giocava la partita più difficile sulla riforma del Welfare in Italia, il tema più discusso tra i blog è stato, secondo Blogbabel , come vincere un iPhone tramite concorso. Discutere del proprio lavoro è faticoso e spesso mancano tempo e motivazioni. Non è un caso che, escludendo Beppe Grillo, tra i primi 100 blog d’Italia il tema del lavoro sia un illustre sconosciuto. Quando lo si affronta si trattano casi molto specifici. Questo non toglie che esistano angoli del Web minori, dove la discussione si anima o diventa addirittura narrazione. Fatevi un giro su Pezzi d’ufficio o sul Call Center di Fedora per farvi un’idea. Sono geniali.
Dopo un’assidua frequentazione degli spazi che si occupano di questo tema sono giunto alla (parziale) conclusione che esistano alcune regole che sembrano dominare le discussioni online sul lavoro. La massima libertà, per esempio, si registra là dove i soggetti che raccontano le proprie esperienze non hanno una posizione lavorativa forte. Il mondo del precariato, per esempio, o le vicende legate all’inserimento lavorativo hanno prodotto in Italia una costellazione importante di blog personali e di gruppo, associati a situazioni specifiche o casi individuali. E’ una nuvola di blog disomogenea che va dalle esperienze collettive di Intelligence Precaria o Chainworkers 3.0 ai siti personali, come Donne a progetto , Somministrato , Diversamente occupati del vignettista Arnald, o Generazione 1000 euro . Ma ci sono anche blog molto personali come Saradisperata, sito di una giovane trentenne che ha poi tradotto in formato cartaceo (Mi vendo, Newton & Compton, 2007) la propria esperienza o Stakastagista , che racconta le vicende quotidiane in stage, così come fa anche La Repubblica degli Stagisti . Sul fronte opposto, si distinguono invece i gruppi organizzati, in cui prevale il mondo dei ricercatori e a seguire dei lavoratori esternalizzati (Wind, Atesia ecc.). Il blog Precari della ricerca , per esempio, è un punto fermo del panorama italiano, ma ogni Università ha i suoi gruppi.
Lavoratori dipendenti e sociologi del lavoro
Una seconda evidenza riguarda il lavoro standard: se non si dispone di un blog personale e non si ama entrare nel mondo degli atipici, si approda solitamente su zone “neutre” come i giornali online o i blog dei giornalisti. Oltre a JOBTalk , ci sono anche Cambiamondo di Angela Padrone e WorkingWeek di Federico Pace. Qui si trovano temi di attualità e problematiche che interessano anche i lavoratori dipendenti: pari opportunità, carriera, retribuzioni, worklife balance ecc... Emergono il mondo dell’ufficio e delle relazioni tra colleghi, sufficiente insoddisfazione e interrogativi sulle professioni. Gli stessi temi danno vita a discussioni più limitate anche sui siti di recruiting, ma con minore efficacia. Un terzo fronte, dopo precariato e lavoro dipendente, è l’analisi professionale e l’informazione “non ufficiale”. Su questi blog si trova molta teoria, ma anche spunti di notevole interesse di tipo tecnico e settoriale. Sociologi e ricercatori guidano la cordata Web. Alcuni esempi: Sapere Lavoro , LabLav o il Libro Blu di Alessio Maniscalco. Notizie e spunti di vista speciali si trovano invece su BlogLavoro.com , Storiedilavoro.it , Lavoro e Internet o Blog Telelavoro , espressamente dedicato a chi lavora a distanza. Sul fronte delle HR, dei liberi professionisti o dei consulenti, si trova invece molto poco in Italia, ma non è escluso che con il tempo si arrivi a una partecipazione più attiva. Intanto, se avete notizia di iniziative e blog non citati in questa breve mappa della “jobosfera”, c’è abbondante spazio nei commenti per segnalazioni.
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CATEGORIE: JobTech
TAGS: blog, blog e lavoro, blog personali, blogosfera, chianworkers, precari, vita in ufficio
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Commenti
prime 24/dic/2007 18:24:12
Filippo 14/dic/2007 14:38:16
antonella 07/dic/2007 11:55:24
rosanna santonocito 04/dic/2007 17:05:18
rosanna 04/dic/2007 16:44:40
Tengi 04/dic/2007 16:33:51
P. 04/dic/2007 13:47:14
Alessio Maniscalco 04/dic/2007 13:36:14
StakaStagista 04/dic/2007 11:42:45
arnald 04/dic/2007 11:26:42
La Prof 04/dic/2007 06:59:43
Eleonora 03/dic/2007 22:21:05
Dario 03/dic/2007 22:12:42
angela padrone 03/dic/2007 18:26:25
rosanna santonocito 03/dic/2007 13:44:52
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