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JobFiction&Film/ Dalla homepage di Job24: nel 2007 il lavoro è tornato al cinema

Sulla homepage di Job24 leggete il Primo Piano scritto a quattro mani con il nostro cine- coblogger Marco Lombardi sul cinema e il lavoro. Anche voi avete contribuito con  vostri suggerimenti (grazie!) e potete continuare a farlo scrivendo i vostri titoli preferiti di tutti i tempi (solo film che raccontano il lavoro direttamente  o sono una metafora dello stesso, naturalmente..)  direttamente nello spazio commenti in home page di Job24 

Commenti

Grazie Cristella … avevo un po’ paura nello scrivere quel mio commento poco populista e per nulla modaiolo, e invece … invece evviva che c’è gente come te che la pensa allo stesso modo. E sfondi una porta aperta quando dici di “mettere la legalità in primo piano nel nostro agire di tutti i giorni. Partendo dal nostro piccolo”: è da lì, infatti, che nasce tutto il male e tutto il bene del mondo in cui viviamo …

Marco mi chiama in causa.

Scrive: "...l'illusione di essere 'impegnati' quando magari non lo siamo affatto ... non trovi che sarebbe meglio 'qualche lacrima in meno' e qualche gesto reale di solidarietà in più?"

Sì, non solo in casi come questo ci piace illuderci (e far vedere agli altri) di essere 'impegnati', magari liberandoci la coscienza con un obolo (in denaro o parole) versato nel momento del massimo coinvolgimento emotivo.
Un 'gesto reale di solidarietà', secondo me, sarebbe anche mettere la legalità in primo piano nel nostro agire di tutti i giorni. Partendo dal nostro piccolo. Non c'è bisogno di essere grandi industriali, possiamo fare la nostra parte anche quando chiamiamo il giardiniere a casa nostra, la baby sitter o la badante "in nero" o "in grigio". Ci sarà un motivo, se qualcuno ha pensato regole che prescrivono che non si può lavorare più di tot ore al giorno, che per alcune attività si devono calzare scarponi e vestire indumenti speciali, mettere il casco di protezione, tenere degli estintori a portata di mano, eccetera eccetera. La 626 è aria fritta? La cultura della sicurezza, che passa dalla legalità, purtroppo deve ancora crescere!
P.s.: buon anno anche a te, Marco!

Ciao Cristina, e buon anno! Grazie per la tua segnalazione, che purtroppo leggo con ritardo ... mi fa comunque piacere che anche l'autorevolissima "Fahreneheit" (con la quale ho lavorato per tre anni, in passato, come corrispondente in diretta!) sottolinei quanto il tema del lavoro abbia "tenuto banco", nel 2007. Io, peraltro, sul tema degli infortuni, ho la mia opinione ... non ti sembra che se ne stia parlando un po' troppo? Intendiamoci bene, il fatto è gravissimo, ma ... io sento un po' il sospetto di qualche strumentalizzazione ideologica che si serve del dolore (vero) della gente per finalità di altra natura ... come pure sento che stiamo un po' tutti proiettando "catarticamente" il nostro bisogno di "sentire che facciamo qualcosa di socialmente utile" su quelll'orribile fatto: un processo che, come succede quando andiamo a vedere un film strappalacrime, spesso ci dà l'illusione di essere "impegnati" quando magari non lo siamo affatto ... non trovi che sarebbe meglio "qualche lacrima in meno" e qualche gesto reale di solidarietà in più? magari di quelli sotterranei, che nessuna telecamera od intervistatore documenterà mai ...

Sull'argomento, vi giro parte della Newsletter della trasmmissione di Radio 3 Fahrenheit che mi è arrivata oggi.

Il 2008 di Fahrenheit
La prossima settimana saluteremo il 2007 con una puntata dedicata al tema del lavoro, che ha tenuto banco per molti versi tutto l'anno e certamente continuera` a essere cruciale nel 2008. Luciano Gallino, professore emerito di Sociologia all' Universita` di Torino presentera` il suo ultimo saggio Il lavoro non e` una merce. Contro la flessibilita`(Laterza).
Parleremo dell' iniziativa Luci spente a mezzanotte, per ricordare i morti sul lavoro e del nuovo film di Daniele Segre, Morire di lavoro, dedicato ai morti della Thyssenkrupp di Torino.

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