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Dr Job/ Tra lavoro a chiamata e staff leasing c'è forse stato uno scambio "politico"?

di Gabriele Fava. Il maxi emendamento approvato di recente dal Parlamento in tema di lavoro e previdenza prevede, da una parte, l’intera abrogazione del lavoro a chiamata (intermittente ancora job on call); dall’altra il suo mantenimento solo per limitati settori. A parte ogni considerazione sulla contraddizione che sembrerebbe emergere dall’analisi del maxi emendamento, da più parti si sente dire che il lavoro a chiamata sarebbe stato reintrodotto. In pratica, potrebbe esserci stato uno scambio politico tra job on call (rimasto solo in certi settori) e abrogazione dello staff leasing.
L’art. 1 comma 47 e ss del maxi emendamento approvato dalla Camera, infatti, prevede che “al fine di contrastare il possibile ricorso a forme di lavoro irregolare e sommerso per sopperire ad esigenze di utilizzo di personale per lo svolgimento di prestazioni discontinuo nel settore del turismo e dello spettacolo, i relativi contratti collettivi  stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale, possono prevedere la stipula di specifici rapporti di lavoro per lo svolgimento delle predette prestazioni durante il fine settimana, nelle festività, nei periodi di vacanze scolastiche e per ulteriori casi, comprese le fattispecie già individuate ai sensi dell’art. 10 comma 3 Decreti Legislativo 6 settembre 2001 n. 368”. )

La formulazione del norma colpisce, soprattutto, per la reintroduzione del lavoro a chiamata solo per specifici settori (turismo e spettacolo In tali settori, tuttavia, dovrà intervenire la contrattazione collettiva. In caso contrario, anche nel campo del turismo e dello spettacolo il lavoro a chiamata non potrà essere utilizzato. Risultato: non solo si è abrogato lo staff leasing, ma anche il lavoro a chiamata.
E’ noto, infatti, che le organizzazioni sindacali abbiano sempre osteggiato la regolamentazione di questo istituto già sotto il vigore della legge Biagi che prevedeva un rinvio espresso di disciplina alla contrattazione collettiva. Da questo punto di vista, quindi, non si vede perché l’atteggiamento dei sindacati debba cambiare proprio adesso che sta per essere approvato il d.d.l. sul welfare. In realtà il lavoro a chiamata è stato introdotto proprio per fronteggiare quelle situazioni di lavoro discontinuo che non giustificano un contratto di lavoro neppure part-time. E’ uno strumento che consente comunque l’emergere di lavoro sommerso. La sua abrogazione, quindi, non potrà alimentare ulteriormente il lavoro nero.

Commenti

E' possibile prorogare contratti job on call (CCNL turismo) dopo il 31/12/2007 ? Se comunico la proroga al centro per l'impiego, che cosa "potrebbe" succedere ?

L'abrogazione del lavoro a chiamata.
Non riesco a capire il motivo per cui questa forma di lavoro è stata abrogata, secondo me, che gestisco una pizzeria, era una maniera lecita di avere in regola delle persone che volevano lavorare in qualche fine settimana avendo già un'altro impiego.
Sono d'accordo che qualcuno magari se ne è approfittato, ma perche penalizzare anche gli onesti?
Forse con un po' d'ingegno ed intelligenza si poteva regolamentare per ogni azienda, una limitata percentuale assunzioni a chiamata, che avrebbero garantito, nei casi di bisogno impellente, una lecita e regolare occupazione.

Il maxi emendamento approvato dalla Camera non contiene in realtà una disciplina transitoria dello staff leasing dopo la sua abrogazione. Ne consegue che, fermo restando quanto sopra approvato, rimarranno in essere i contratti di staff leasing già stipulati senza possibilità di concluderne di nuovi. Il tutto sempre ché il Parlamento non ci ripensi e cancelli all’ultimo momento (come sembra) la norma che abroga lo staff leasing!

io sono stato assunto con contratto di staff leasing a tempo indeterminato circa un anno fa.
Cosa mi succederà quando verrà abolita questa forma di contratto?
grazie per la sua disponibilità
Paolo

Ma per gli attuali contatti in essere di staff leasing quale tipo di futuro si prospetta ? mi riferisco a quelli già a tempo indeterminato.
Nel caso di una abrogazione del contratto che forme assumeranno ?

La prima considerazione è che il lavoro a chiamata è abrogato : gli artt.33 e ss. del d.lgs 276/03 non ci saranno più comunque. La deroga in realtà ha creato una nuova forma di rapporto di lavoro chiamato "discontinuo" i cui contorni andranno definiti nel CCNL di settore (pur se i riferimenti al lavoro a chiamata sono rimasti come la definizione di una indennità di disponibilità). A questo punto la scelta dei sindacati è obbligata: regolamentare una nuova tipologia contrattuale (con tutti i limiti che si vogliono)che realizzi il duplice obiettivo di far emergere eventuali rapporti non regolari e di soddisfare un esigenza reale del settore(pensiamo al cameriere di rinforzo per una sola sera al ristorante). Altrimenti sarebbero inutili tutti i successivi slogan alla lotta al sommerso. Ultima annotazione : il Governo, pur avendo ormai contezza che il lavoro a chiamata è utile nei settori turismo e spettacolo, non ha previsto alcuna norma transitoria, qualora verrà abolito il job on call, per i contratti in essere. E molti di questi contratti sono stati stipulati a tempo indeterminato.

Sono pienamente d'accordo: se per l'abrogazione dello staff leasing forse se ne accorgeranno in pochi (perchè non è stato molto utilizzato), l'abrogazione o il rimando alla contrattazione del lavoro a chiamata potrebbe risultare un grave errore nella lotta al lavoro sommerso
Filippo

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