Film: Giorni e Nuvole di Silvio Soldini
Uscita nelle sale italiane: 25 ottobre 2007
Valutazione: quattro badge [straordinari(o)]
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di Marco Lombardi.Allora, com’è andato il colloquio?”, chiede la moglie al marito che da poco ha perso il lavoro. Risponde lui: “Come se non ci fossi andato … prima il selezionatore è rimasto colpito dalla mia cravatta, poi m’ha chiesto se mi considero una persona felice…”. Scene di ordinaria follia? niente affatto: trattasi della realtà e pure di un film, l’ultimo (bello) di Silvio Soldini, il regista di “Pane e tulipani”. Il titolo è “Giorni e nuvole”, e racconta la storia – purtroppo poco originale, dati i tempi che corrono – di un manager che non riesce a ricollocarsi, così accumulando rabbia e mettendo in seria crisi i propri rapporti familiari e di amicizia
Niente di strano, direte voi, se a far la selezione ci sono dei non professionisti che provano – senza averne i mezzi, e spesso gratuitamente – a far gli psicologi (la cosa si traduce in un ottimo pretesto per sfogare in maniera “quasi invisibile” le proprie frustrazioni sul povero candidato – se non disoccupato – di turno) … ma ciò che invece risulta essere davvero “strano” è che il nostro protagonista (Michele/Antonio Albanese) faccia molta fatica a trovare un altro lavoro proprio perché ex dirigente, così smentendo quel luogo comune secondo cui la maggiore professionalità ed esperienza sarebbero delle ottime carte per un rapido ricollocamento. Persino due suoi ex operai generici, anche loro licenziati a seguito dello stesso ribaltone aziendale, riescono a trovare un lavoro a tempo indeterminato …
Il tema l’aveva già affrontato un altro (bellissimo e sconosciuto) film italiano del 1996, “Hotel paura” di Renato De Maria, ma in “Giorni e nuvole” quello che spiazza è l’assenza di una via d’uscita: il problema non sembrerebbe essere più “come fare a riottenere un posto analogo a quello perso/sottratto”, bensì – sicuri che un dirigente di mezza età non ce la farà mai a reinserirsi “come prima”, cioè da manager, nel mercato del lavoro – che cosa fare di diverso per poter guadagnare e trovare una nuova identità professionale rispetto a sé stessi e rispetto alle persone care intorno. Il film le prova tutte – o quasi! – le strade: dai lavori poco qualificati, a quelli domestici, per finire a quelli manuali … ma niente da fare, la via d’uscita sembrerebbe non esistere. Che ci suggerisce, allora, “Giorni e nuvole”? Ci dice che l’unica soluzione praticabile sarebbe quella della riqualificazione. Attenzione, non sto riferendomi a quella professionale, bensì a quella inerente la persona, con tutti i suoi “fondamentali” relazionali, ivi compresi quelli con il proprio “io”. In altre parole il film ci consiglierebbe di reiniziare un’altra vita, da zero, senza più guardare quella che si è lasciati alle spalle. Secondo Francis Ford Coppola, all’interno del già recensito film “Un’altra giovinezza”, questo cammino porterebbe ad un ciclo di vita sicuramente migliore rispetto a quello di prima, ma … possibile che non ci sia per davvero un’altra soluzione?
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Commenti
Marco Lombardi 06/dic/2007 14:10:32
lallina 05/dic/2007 16:18:55
Marco Lombardi 04/dic/2007 19:05:14
lallina 04/dic/2007 18:10:12
Marco Lombardi 29/ott/2007 23:46:50
antonietta 29/ott/2007 21:30:52
Chicca 29/ott/2007 19:05:08
Francesca 29/ott/2007 16:02:31
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