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Dr Job è a cura di Anna Marino
Avv. Roberta Del Bianco – Studio Legale Borghi. - Di sempre maggiore attualità è il problema dell’uso di alcol e sostanze psicotrope e stupefacenti in ambiente lavorativo, con i rischi che da questi comportamenti derivano sia sul piano della sicurezza sul lavoro sia su quello della sicurezza e incolumità dei terzi.
Si pensi al caso emblematico degli addetti ai trasporti e in generale della sicurezza stradale, settore nel quale l’emergenza è sotto gli occhi di tutti, non solo degli addetti ai lavori.
Secondo i dati forniti dall’INAIL, nel 2008 in Italia il 54% degli infortuni mortali avvenuti sul lavoro sono stati causati da incidenti stradali e si consideri che la mortalità per incidenti stradali correlata all’uso di alcol è stimata tra il 30 e il 50% del totale.
Ma anche al di fuori del settore dei trasporti il problema sta diventando sempre più pressante e in generale i datori di lavoro si trovano quotidianamente a doversi destreggiare tra l’obbligo inderogabile di tutelare la salute dei propri dipendenti e dei terzi e quello di rispettare il sacrosanto diritto dei lavoratori a veder rispettata la propria privacy e dignità personale.
E’ a tutti noto infatti che il datore di lavoro, in generale, ma soprattutto per le attività che comportano un elevato rischio di infortunio, deve fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per prevenire il verificarsi di eventi dannosi, anche in considerazione del fatto che potrebbe essere chiamato a rispondere sia sul piano civile che su quello penale dei danni provocati dalla condotta dei propri dipendenti.
Ma spesso non è facile per il datore di lavoro conciliare le due esigenze, in quanto non sempre è chiaro quali sono i limiti entro i quali può e deve effettuare controlli sui lavoratori, in quanto la materia è regolata in modo frammentario e incompleto.
PRIMA PARTE: L’ALCOOL E LA SICUREZZA SUL LAVORO
Per quanto riguarda l’alcol, sostanzialmente l’unica fonte normativa è la legge n. 125 del 2001 che all’art. 15 sancisce il divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche nello svolgimento delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro o per la sicurezza e l’incolumità dei terzi e prevede una sanzione amministrativa a carico di chi trasgredisce tale divieto.



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