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Al colloquio di lavoro non parlare male della vecchia azienda e degli ex colleghi non è solo “politically correct”…

collorabbia
Capita che, durante un i colloquio di selezione, alla domanda sulle nostre esperienze professionali precedenti,  finiamo col parlare in toni vittimistici , o addirittura male, dell’azienda per cui abbiamo lavorato e dei colleghi:  «Non mi hanno capito, non lavorano bene, non sono stati corretti » . E’ un errore  comune tra i candidati, e molto insidioso, come spiega Lorenzo Cavalieri nel primo video della nuova serie di “Pillole di carriera” online sul canale lavoro  Job24 e dedicate proprio al colloquio.
«Sapete cosa pensa il vostro intervistatore quando sente le vostre lamentazioni? – rivela il consulente Hr – Più o meno questo: “se lo assumo il prossimo di cui parlerà così sono io”. Se insistiamo nel lamentarci e parlar male del nostro recente passato, infatti, suscitiamo subito nel selezionatore il sospetto che tutto ciò che abbiamo subito ce lo siamo andati a cercare. E  alimentiamo l’idea – magari non vera – di essere dei tipi polemici che recriminano su tutto ».
schermatacavacollo2017  Il primo suggerimento è di utilizzare formule più neutre. «Se proprio dobbiamo, parliamo più genericamente e asetticamente di “malintesi”, “equivoci”. O di  “un rapporto che si è naturalmente esaurito”». Ma soprattutto, consiglia Cavalieri,  impariamo piuttosto a trasferire la positività del nostro vissuto, usando una frase tipo: « “E’ un’esperienza che non rimpiango e che mi ha fatto imparare tanto”, oppure “Non è andata bene ma ho imparato che…” ».
Al di la della formula politicamente corretta, questo è davvero l’approccio necessario per elaborare in modo costruttivo un’esperienza di lavoro finita in modo infelice, e liberarcene, conclude l’esperto: «Non ci facciamo ostacolare da livori e rie risentimenti che ci portiamo dietro. Sono solo zavorre inutili»

Pillole di carriera –  Il colloquio di lavoro: mai apparire polemici o “sconfitti”  – Lorenzo Cavalieri, consulente Hr