Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Jobs Act – Il decreto correttivo: le novità su apprendistato, voucher, dimissioni telematiche : il video online su Job24, qui il testo

SchermataTARGACORRE 2016-11-11 alle 16.22.04
Il decreto correttivo del Jobs Act e le principali novità nell’intervista video all’avv Tommaso Targa dello Studio Trifirò & Partners   @TrifiroPartners online su Job24. Il testo qui nel post…

Jobs Act – Il decreto correttivo: le novità su apprendistato, voucher, dimissioni telematiche – Avv. Tommaso Targa (Studio Trifirò & Partners)

Come previsto dalla legge delega n. 183/2014 (il c.d. Jobs Act), a oltre un anno dall’entrata in vigore dei decreti legislativi attuativi della riforma, il 7 ottobre 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il decreto legislativo 24 settembre 2016 n. 185 recante disposizioni integrative e correttive dei decreti. Le correzioni previste sono significative?

Le modifiche sono in vigore dall’8 ottobre 2016, giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. Non si tratta di modifiche sostanziali, poiché il governo è intervenuto con correzioni chirurgiche che non modificano nella sostanza l’impianto della riforma. A ben vedere, vi erano forse aspetti dei decreti che avrebbero meritato un ripensamento. Ad esempio, in materia di licenziamenti, vi sono parecchi aspetti della disciplina delle cosiddette tutele crescenti che andrebbero rivisti ho integrati: basti pensare alla mancanza di una norma sul licenziamento per superamento del comporto, o alle criticità relative all’indennizzo previsto nell’ambito dei licenziamenti collettivi.

Quali sono gli aspetti sui quali il Governo è intervenuto?

Due integrazioni riguardano le tipologie contrattuali speciali previste dal d. lgs. 81/2015: l’apprendistato (artt. 41-47) e il lavoro accessorio (artt. 48-50).

Per quanto riguarda l’apprendistato, vengono apportate modifiche all’art. 45 del d.lgs. 81/2015 che disciplina il terzo tipo di apprendistato, ossia quello di alta formazione e ricerca. I fruitori di tale tipologia contrattuale sono giovani tra i 18 e i 29 anni, i quali possono essere assunti in tutti i settori di attività, pubblici o privati, con contratto di apprendistato per il conseguimento di titoli di studio universitari e di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori, per attività di ricerca, nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche. Il datore di lavoro che intende stipulare tale tipologia di contratto di assunzione deve sottoscrivere un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto o con l’ente di ricerca, che stabilisce la durata e le modalità, anche temporali, della formazione a carico del datore di lavoro.

La novità introdotta dal decreto correttivo riguarda la procedura di accesso che è stata facilitata al fine di promuovere tale forma contrattuale. Infatti, al comma 4 dell’art. 45 la regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato di alta formazione e ricerca, per i profili che attengono la formazione, è  rimessa alle regioni (e alle province autonome di Trento e Bolzano), non più “in accordo”, ma dopo il decreto correttivo “sentite” le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative  sul piano nazionale, le università, gli istituti tecnici superiori e le  altre  istituzioni  formative o di ricerca. In sostanza, mentre in  precedenza era necessario che le regioni raggiungessero una intesa con le associazioni di categoria, adesso è sufficiente che queste ultime siano state consultate.

Quanto al lavoro accessorio (artt. 48-50 del d. lgs. 81/2015) ossia il lavoro retribuito con i c.d. voucher, il decreto correttivo precisa la procedura dell’art. 49 comma 3, per cui i committenti imprenditori (sia non agricoli che – dopo il decreto correttivo – anche quelli agricoli) o  professionisti  che  ricorrono  a prestazioni  occasionali  di  tipo  accessorio  sono  tenuti a comunicare alla direzione territoriale del lavoro competente, attraverso modalità telematiche (compresi sms o posta elettronica): i dati anagrafici, il  codice fiscale  del  lavoratore, il luogo, il giorno e l’orario della prestazione lavorativa. Ai fini della tracciabilità del lavoro accessorio, la comunicazione deve avvenire prima dell’inizio della prestazione, precisamente il decreto correttivo specifica almeno 60 minuti prima.

Le due modifiche rispondono all’obiettivo, da un lato, di incentivare l’apprendistato di alta formazione e ricerca, dall’altro rafforzare la tutela contro l’abuso dei voucher. In quest’ottica, vanno lette anche le disposizioni correttive al d.lgs. 149/2015, relativo all’attività ispettiva. La prima consente al Ministero del Lavoro di impartire direttive all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, anche con specifico riferimento al corretto utilizzo del lavoro accessorio. La seconda include, tra le misure di contrasto della lavoro sommerso e irregolare, quelle dirette ad evitare un uso improprio dei tirocini professionali.

Ci sono novità anche in materia di ammortizzatori sociali?

In materia di ammortizzatori sociali, vanno segnalate due modifiche al procedimento per la concessione della CIGO e della CIGS (artt. 15 e 25 del d.lgs. 148/2015). Nel procedimento di concessione della CIGO, è consentita la presentazione tardiva della domanda “per eventi oggettivamente non evitabili. In quello sulla CIGS, il decreto correttivo ha abbreviato il periodo intercorrente tra la data di presentazione della domanda e quella di inizio della sospensione o riduzione dell’orario di lavoro (nella versione originaria dell’art. 25, tale termine non poteva essere inferiore a 30 giorni, mentre ora non può essere superiore a 30 giorni). È stato, inoltre, introdotto nella disciplina dei contratti di solidarietà espansiva (art. 41 del d.lgs. 148/2015) il comma 3bis che consente la trasformazione dei contratti di solidarietà difensiva in contratti di solidarietà espansiva “a condizione che la riduzione complessiva dell’orario di lavoro non sia superiore a quella già concordata”.

E’ vero che c’e’ una semplificazione in materia di dimissioni telematiche?

Si. Il Governo ha introdotto due correzioni alla disciplina sulle dimissioni telematiche (art. 26 del d.lgs. 151/2015). Da un lato, viene espressamente esclusa tale disciplina per i lavoratori alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. Dall’altro, all’elenco dei soggetti abilitati alla trasmissione delle dimissioni telematiche (che, nella versione originaria del d.lgs. 151/2015, erano solo le organizzazioni sindacali, gli enti bilaterali e le commissioni di  certificazione) sono stati aggiunti i consulenti del lavoro e le sedi territoriali dell’ispettorato nazionale del lavoro.

Jobs Act – Il decreto correttivo: le novità su apprendistato, voucher, dimissioni telematiche – Avv. Tommaso Targa (Studio Trifirò & Partners)

@TargaTommaso