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Quelli che lavorano bene: Brad Pitt é single e a me hanno rubato un sorriso

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A parte una sensibilità acuta e anche coltivata per il linguaggio, e un occhio/orecchio da addetta ai lavori in un ramo contiguo (ma non affine, anzi separato, come è giusto che sia), ammetto di non avere la minima idea di come sia, nella pratica quotidiana,  il mestiere di un creativo in pubblicità.  E soprattutto su come funzioni la sua testa quando ha per le mani un lavoro: dove peschi, dove vada a parare e perchè, quanto sia libero di assemblare. Mi affido quindi ai giudizi dettagliati degli esperti veri. Per esempio, di una come Anna Maria Testa, che nel suo blog Nuovo e Utile (lo è di nome e di fatto, io lo leggo tutti i giorni) , ieri ci ha fornito una analisi fertyrazmillimetrica e senza sconti del messaggio ministeriale di promozione alla procreazione. Quello veicolato maldestramente e tra le proteste generalizzate dal noto “opuscolo” (non chiamatelo spot che poi Lorenzin sì che si arrabbia di brutto…), usando in basso stereotipi razziali da B-movie de noantri e in alto una foto di stock sciatta e abusata; e non saprei dire, dal mio punto di vista almeno,  quale delle due colpe sia peggiore, per un comunicatore professionale. Ma leggete cosa scrive Testa.
Questa mattina, invece, vedendo materializzarsi sui social della mia dieta mediatica l’annuncio che “Brad is single” e che per la modica somma di 169£ le lettrici del FT  possono prendere un volo norvegese last minute per L.A. e tentare di concupirlo (queste offerte, si sa, valgono per la sola andata), ho fatto un pensierino. Tranquilli. Non si tratta di “tampinare” Brad Pitt, che apprezzo solo come attore e come “celeb” etico-consapevole. Ma piuttosto di domandarsi, come è lecito fare su un blog che si chiama JobTalk, se c’è ancora e qual è la distanza “percepita” tra un lavoro fatto bene, disponendo di tutti gli attrezzi necessari e adoperandoli – qui parliamo di ironia, tempismo, pensiero laterale e un tot di faccia di tolla, soprattutto per proporre la bozza al cliente, che di suo non sempre apprezza, mi dicono – e uno invece combinato atrocemente male, senza abbandonare la corsia del pensiero da bar o da treno, nè le facce già viste della banca-immagini, e temo senza manco accorgersene. Tanto il cliente è contento e convinto, e paga lo stesso (molto, poco, secondo le tariffe o meno,  qui non entro nel merito) .
Risposta: positivo, la differenza c’è. E si vede.
Il “percepito”che ci fa distinguere (al volo, è il caso di dirlo) il messaggio che sì, ha trovato la strada è il sorriso che ci hanno strappato questa mattina i copy (immagino) inglesi , mentre “scrollavamo”Fb, pensando a tutt’altro. A qualcuno/a oltre al sorriso avranno pure “strappato” il numero di carta di credito, e magari sta già chiudendo il bagaglio a mano e schizzando al terminal adesso, che Brad mica aspetta. Bersaglio colpito (parlo del messaggio, ovvio), in più nessuno si è offeso: non credo nemmeno Angelina, magari avrà riso anche lei.
Detta in stile Hollywood, questa è comunicazione, gente. Dove la differenza tra un lavoro ben fatto e uno no è facile come un sorriso. Le conseguenze poi sono materia pesante, comunque e come si è visto. Ma negli altri lavori, lo sappiamo sempre com’è?