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Collaborativi – Al CoHub di Milano la sharing economy ha un indirizzo fisico

cohubpiantaAi più potrebbe suonare come un controsenso l’idea di destinare una sede fisica alla sharing economy. Invece a Milano, dove lo hanno fatto aprendo il Cohub di vicolo Calusca 10,  inaugurato ieri a un passo dai Navigli, nessuno ci trova niente di strano. Perchè nell’economia collaborativa di virtuale, in effetti,  ci sono solo le piattaforme. Ma quel che gira e si condivide – creando valore – sono auto, case, cose, persone: tutto concretissimo. I 90 metri quadri di spazio del Cohub – la sharing economy è sobria per definizione –  arredati piacevolmente con mobili e oggetti già vissuti e regalati, raccolti con un appello su Facebook,  saranno un punto di incontro e documentazione, la sede per corsi di formazione , eventi culturali e occasioni di networking. Tutto questo per promuovere e accelerare la diffusione dell’economia della condivisione, come  è enunciato nel “manifesto” del Cohub, ed è nelle intenzioni del

cohubchiara
progetto lanciato dal Comune (assessorato alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca), che ha concesso l’utilizzo gratuito dello spazio per due anni attraverso un bando. Vinto dall'”associazione temporanea di scopo” formata da Collaboriamo.org, piattaforma-directory di servizi collaborativi fondata da Marta Maineri e che organizza le giornate annuali di  Sharitaly,  dal servizio di accoglienza turistico-abitativa Welcome pack e dalla società di formazione e consulenza Fidia s.r.l. Partner attivi del progetto, due laboratori di ricerca universitari, il Trailab della Cattolica del Sacro Cuore  e il Polimi Desis Lab  del Politecnico, che su queste tematiche di grande tendenza fanno ricerca da tempi non sospetti.
IOcohubA partire dal 1° aprile, poi,  sarà attivo uno sportello che, di mattina,  sarà a disposizione di cittadini, amministrazioni, start up, imprese profit e non che vogliono saperne di più sugli aspetti legali, fiscali e tecnologici legati alla sharing economy, perchè la stanno sperimentando in qualche modo o perchè sono curiosi e vorrebbero cominciare a farlo. Già in programma il primo incontro (30 marzo) delle 104 realtà che fanno parte della rete della sharing economy del Comune di Milano; un corso (21 aprile) sulle doti personali per neoimprenditori. E dopo l’estate, un “master civico” sulle nuove professioni nate nell’ambito dei servizi collaborativi. Teniamoli d’occhio…
Sharing economy – La nuova mappa delle piattaforme collaborative italiane: tra le risorse che si scambiano c’è anche il lavoro