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GlobTalk / L’educazione tecnico-professionale ha il suo X Factor ed è per gente tosta. Come i “leoni” Sikh

sikh Non tutti sanno – anzi, immagino quasi nessuno – che in Italia esiste anche un campionato dei tornitori. Invece sì, c’è. Si è disputato per il secondo anno in un tour di 12 tappe, per concludersi oggi  a Piacenza con la finale  al Centro Tecnologico Applicativo (TAC) Macchine Utensili di Siemens, che lo organizza insieme a Randstad con il patrocinio di UCIMU, l’associazione dei costruttori di macchine utensili, robot, automazione. Le prove testano le conoscenze di meccanica dei concorrenti, la manualità e la capacità di programmazione delle moderne macchine a controllo numerico  Il primo classificato Luca Sarcina è un diplomato IPSIA in Manutenzione e assistenza tecnica, ha ventun’anni e fa l’operaio a Bollate (comune metropolitano di Milano). Dov’è la notizia?
Al di là del fatto che anche l’educazione tecnico-professionale , immeritatamente la Cenerentola

torni
del sistema formativo italiano, ha il suo X Factor (ma ne riparleremo quando la Manifattura 4.0 avrà  davvero riscritto le regole del lavoro in fabbrica e non solo), la notizia è che il terzo miglior tornitore italiano si chiama Singh. E’un perito meccanico come pure il secondo classificato, il diciannovenne Jason Merlin di Tromello (Pv).  Singh Praminder abita a Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza ma è nato in India nel 1995. Singh, che è il secondo nome obbligatorio di ogni maschio Sikh, deriva dal sanscrito sinha, che significa leone.