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Cre-attivi / Ho visto Landini che entrava in un coworking (per parlare di lavoro futuro e di Rivoluzione Francese)

landinicowo450             Ho visto Maurizio Landini che entrava in un cowo.  L’ho sentito rispondere alle perplessità dei lavoratori del nuovo tipo. Che erano venuti in tanti e che sarebbero rimasti lì ancora, a discutere di diritti antichi ma non obsoleti o di statuti nuovi per i lavori che prima non c’erano, negli stanzoni smisurati dello spazio Base – ex Ansaldo di Milano.  Dove, tra le tante iniziative “sharing” della Collaborative Week che si è conclusa lo scorso weekend, ospitate in sale chiamate con ironica creatività vintage “Brugola” o “Trapano”, si svolgeva anche la quarta “nonConferenza Nazionale di coworking e lavoro”.
E’ stata un’ora e mezza abbondante di dibattito, peccato che Landini fosse atteso in televisione per il prime time.  Sbarazzarsi del fantasma invadente di Crozza e della parodia del sindacato con il borsello e i gettoni del telefono, del resto, è stata la prima preoccupazione del segretario generale della Fiom.  Tanto è vero che, per rompere il ghiaccio, ci ha scherzato sopra : “Quando ho detto che andavo in un coworking-  ha esordito – mi hanno chiesto “ma lo sai cos’e?” E io gli risposto di sì, ma che avevo preso un antibiotico”. Per aggiungere immediatamente che se era venuto lì era,  prima di tutto,  “per ascoltare e per capire”.
Il tu per tu di Landini con le facce e con i dubbi del nuovo che avanza parte dalla domanda “Serve ancora il sindacato?” e la risposta è un’altro punto interrogativo. Ovvero, se e come è possibile costruire un nuovo modello di rappresentanza che riesca a mettere insieme, sul piano dei diritti universali – che si sono ridotti per tutti, tuonava il segretario con veemenza davvero crozziana – e delle tutele, tutto il lavoro, indipendentemente dalle forme contrattuali e a partire da un nuovo Statuto. Per le organizzazioni sindacali si tratta  di colmare un ritardo, che il segretario Fiom ha riconosciuto, e “di cambiare le nostre pratiche e politiche”. Si tratta anche di fronteggiare una trasformazione “che è anche dentro alle imprese, con le tecnologie della “Manifattura 4.0” che stanno cambiando il sistema classico della produzione”.
Riflettere su “che cos’è l’innovazione, che cosa si produce e quale sarà il contenuto del lavoro”  è un tema urgente anche per il sindacato. E qui Landini invita i giovani dei mestieri creativi a chiedersi “a chi va davvero il valore del loro lavoro” e del tempo dedicato, che è sempre di più e più invasivo della vita, con un pericolo di polverizzazione sociale che già si percepisce nel quotidiano.
Una ragazza che si presenta come ingegnere,  mamma e lavoratrice in cowo si alza per parlare del limite sottile che c’è tra autorealizzazione e immedesimazione nel proprio lavoro e  autosfruttamento, e c’è soprattutto per le donne.

cowosalaMaurizio Landini replica che la vera lotta alla precarietà si fa proprio allargando gli ambiti di autorealizzazione, e che anche questo è un tema di organizzazione e pure di formazione, ” fondamentale per la qualità del lavoro e come bagaglio per essere meno ricattabile e potersi spostare da lavoro a lavoro”.
L’assessora comunale al Lavoro e all’Innovazione Cristina Tajani nota dal palco come nei nuovi ambienti professionali i temi della ricerca di senso e della ricomposizione del lavoro in una pluralità di forma convivano, “e non si può tornare indietro” . E aggiunge che per i protagonisti dei nuovi lavori “l’autosfruttamento ha una ragione economica ma anche di propria collocazione nel mercato del lavoro e nella comunità in cui si vive”.  Quello che servirebbe e che oggi ancora non c’è, conclude Tajani, “é una lettura del punto di vista soggettivo – meriti, bisogni, desideri – dei nuovi entrati nel mondo del lavoro. Da qui passano anche le rivendicazioni possibili e la costruzione di una piattaforma unitaria” .
Della frammentazione con tutti i suoi rischi parla invece la vicepresidente di Confcooperative Claudia Fiaschi . “La sharing economy – dice – non è solo un modo di produrre: c’è dietro un altro modo di pensare la vita e le relazioni che è condiviso dalle generazioni giovani: le forme di economia collaborativa sono manifestazioni di vitalità e protagonismo delle persone e propongono grande flessibilità di formule di organizzazione del lavoro che si sposano con le esigenze dei singoli”.  La soluzione, aggiunge, va trovata nella “mutualità tra diversi” e in forme  nuove di rapporto di lavoro che tengano anche conto delle fasi dei cicli di vita. Un esempio interessante viene da Londra dove ” il job-on-call è gestito alla rovescia”. L’interessato , spiega Fiaschi si iscrive a una piattaforma  “viene formato e poi si gestisce le proposte di lavoro che arrivano i base alle proprie necessità”.
Ci si avvia al termine dell’incontro quando un’altra ragazza, architetta con partita Iva, protesta garbata che se, da una parte,  la tiritera del “reiventarsi il lavoro non si può più sentire”, dall’altra la preoccupa molto l’idea landiniana di “una nuova rivoluzione dei diritti universali da Rivoluzione Francese” e d’un fiato elenca quelli che chiama i suoi “piccoli problemi quotidiani”: contributi minimi obbligatori, maternità e congedi, deduzione delle spese di formazione, ritardi nei pagamenti dei clienti, accesso al credito, difesa della proprietà intellettuale”.  Per l’abile Maurizio Landini è un assist perfetto da cogliere per chiudere il faccia a faccia, così il segretario Fiom ha gioco facile nel rispondere alla professionista perplessa che, in fondo, stanno parlando della stessa cosa. “La Rivoluzione Francese non è passata di moda, e i suoi valori sono ancora decisivi”, conclude. Siamo a mercoledì sera. Al momento non lo sappiamo, ma ancora due giorni e poi di questo ci ritroveremo tutti – attoniti e confusi – a rifletterci su.

Per chi é interessato ai temi del futuro del lavoro e della sharing economy ecco qualche link dal canale lavoro Job24:

Sharing economy – La nuova mappa delle piattaforme collaborative italiane: tra le risorse che si scambiano c’è anche il lavoro

Trend – Industry 4.0 ?- Che cos’è e come cambierà il lavoro – Francesco Seghezzi, Adapt

Innovazione & occupazione – Sharing economy, coworking , fablab, incubatori : Milano capitale del nuovo lavoro ? – Cristina Tajani , Assessora alle Politiche per il lavoro, sviluppo economico, università e ricerca del Comune

Trend – La sharing economy crea (buon) lavoro? – Emanuele Dagnino, ricercatore Adapt