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Lavori in corso – Si fa presto a parlare di smart working…

Kamila-remote-workingAl di là delle tante parole spese ai convegni e delle lodevoli – e molto raccontate – intenzioni di non moltissime aziende “illuminate”, la via italiana allo smart working non è una passeggiata. Parte da questa considerazione l’articolo che Alessandra Servidori, già Consigliera Nazionale di parità e oggi decente del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio ha scritto per Job24 e che trovate online oggi sul canale lavoro de Il Sole 24 Ore.
La proposta di legge a tripla firma femminile e politicamente trasversale (Alessia Mosca, Barbara Saltamartini, Irene Tinagli) presentata all’inizio del 2014 e tuttora depositata in Parlamento si scontra con ostacoli culturali e di mentalità. Management aziendale incollato a una visione gerarchica del rapporto di lavoro e a modelli organizzativi e premianti, legati alla presenza più che alla collaborazione e ai risultati, e rigidità delle relazioni industriali. Qui il tema è di quelli caldi di queste giornate di ripresa lavorativa globale. Ma la cultura aziendale che non aiuta è solo lo sfondo. In primo piano ci sono il ritardo della normativa sull’uso delle tecnologie in materia di sicurezza e privacy. E, in primissimo, l’impatto delle riforme in corso. Pa e soprattutto Jobs Act, con la disciplina  sui controlli a distanza; si parla di accessi fisici e “logici”, di strumenti che servono per lavorare ma non solo e che, proprio perchè sono “smart”, ti seguono sempre e dappertutto. Se , insomma, il buon vecchio telelavoro faceva i conti con pc al massimo portatili, e non sempre gli tornavano ( anzi quasi mai, condannandolo a un destino di sperimentazione infinita), il nuovo lavoro anche detto “agile” viaggia su smartphone e app,  e così le sue regole da scrivere. Serve ulteriore chiarezza “anche riferita, appunto, allo smart working”, scrive Servidori. Perchè, si è visto, a spingere e a convincere – aziende e lavoratori – lo storytelling non basta.
Nuovo lavoro – «Smart working» tra criticità e sfide: la normativa sui controlli a distanza, i contratti, la cultura organizzativa