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Formazione / Sindacalisti con il borsello e i gettoni Sip? Adapt non ci crede e lancia un corso intensivo di “rappresentanza 2.0”

crozzalandTempi duri per i luoghi comuni. Proprio mentre lo stereotipo resistente dei bamboc-choosy – sostenuto da due Governi e tenuto in vita dai cronisti senza immaginazione quando tocca di scrivere di lavoro –  frana a colpi di articoli e tweet, smentite e chiarimenti dei giovani presunti Expo-schizzinosi come pure dei diretti interessati alla polemica (Expo e Manpower), ce n’è un altro che scricchiola. E’ l’immagine corrente del sindacato “vecchio arnese novecentesco”, a disagio con la modernità e con il linguaggio dei Millennials. Insomma, quello rappresentato dalla parodia del Crozza sdoppiato in Landini e Camusso inchiodati negli anni 70 e ultimi utenti di gettoni Sip, borselli, audiocassette e selfie fatti con la Polaroid. Non ci credono quelli di Adapt  che, con indubbia creatività, hanno pensato a un corso di formazione intitolato “Social network, per una rappresentanza 2.0”.
Sarà una  full immersion rivolta in primis a sindacalisti e rappresentanti di associazioni datoriali, “ma utile anche per altri professionisti”, specificano al Centro Studi modenese che fu fondato da Marco Biagi, ed è difficile dar loro torto. La didattica prevede una fase teorica e una pratica in una sola giornata. Materie:  storia e funzionamento dei social media, stato dell’arte del rapporto tra web2.0 e sindacato, linguaggio e scrittura, analisi e ottimizzazione dei risultati, policy e netiquette. Sono previste, per il momento,  due edizioni del corso nel mese di maggio, una a Bergamo e l’altra Roma, con la possibilità di replicare anche in altre città “se ci sarà la richiesta di un numero congruo di persone”. So per certo che l’idea viene diritta dal gruppo giovani del think tank diretto da Michele Tiraboschi, vediamo se dal mondo sindacale arriva il ping back .