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Formazione / Che “genere” di laurea? Segnali di ripresa, ma la dott. vale di meno, lo dice il Rapporto Almalaurea

tirocini-laureati-460x250Online sul canale lavoro  Job24 i principali risultati del Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, ponderoso e fresco di giornata. In sintesi: “timida”ripresa sì ma prospettive ancora incerte nel 2015 per chi esce dall’università tagliando il traguardo. Il lavoro si trova, ma perchè sia buono e anche stabile ci vuol pazienza: a cinque anni dal titolo è occupato il 90%. La crisi ha rallentato il passo dei tassi, e rispetto ai laureati di lunga data va meglio agli ultimi usciti, visto che, a un anno dalla tesi, il tasso di occupazione dei laureati triennali è già del 66% e dei magistrali (biennali) del 70. Chi ha un titolo universitario in tasca trova lavoro prima e poi guadagna di più di chi ha solo il diploma, e questo è particolarmente vero in temoi difficili come questi. Il “di più” si quantifica comunque  in uno stipendio che va poco oltre i mille euro netti mensili per i laureati nuovi ed è intorno a 1350 per quelli “cinque anni dopo”. Lo stage durante gli studi si diffonde (é ormai esperienza comune al 57% dei laureati da un anno) e dà il 10% di probabilità in più di lavorare a chi lo ha fatto
Nel Rapporto il dato di genere c’è (bene: vorremmo vederlo sempre in tutte le indagini..) ed è, purtroppo e ancora, una nota stonatissima. Tra i soli laureati magistrali biennali, a cinque anni dal titolo  lavora  il 78% delle donne e l’ 85 % degli uomini, 77% degli occupati ha un posto stabile contro il 64% delle occupate (qui però la differenza dipende anche dalle scelte professionali penalizzanti per le donne, che si indirizzano più di frequente nel pubblico impiego e nell’insegnamento). Infine le retribuzioni dei laureati maschi sono più alte del 21%.
Rapporto Almalaurea – Segnali di «timida ripresa»: dopo cinque anni é occupato il 90% dei laureati. Ma la crisi pesa ancora su giovani e donne- Job24