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Dirty Job / Pari (o dispari) opportunità: nel 2014 le discriminazioni sul lavoro riguardano la razza più che l’età

Muslim womenRispetto della diversità in azienda? Pari o dispari opportunità? Secondo i dati diffusi oggi dall’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri,  nel 2014 le cose non sono migliorate. O forse, vista in positivo, sono aumentate le persone che, hanno il coraggio di reagire ai comportamenti scorretti che subiscono o di cui sono testimoni, o lo fanno attraverso una organizzazione.
Le denunce di atti discriminatori riconducibili al lavoro sono state il 18,8% del totale di quelle ricevute dall’ente. Il primato delle mancanze riguarda i mass media, teatro del  24,9% delle segnalazioni . In ambito lavorativo, anche nel 2014 il momento più critico risulta l’accesso all’occupazione (79,7% delle denunce riguarda questa fase, più che nel 2013 , quando il dato era  71,9%). Mentre risultano più frequenti gli episodi di discriminazione riconducibili alla razza e all’etnia : 53,6%; nel 2013 il 37,7%, e non è certo un bel segnale . Non solo: nel 79% dei casi le vittime delle discriminazioni segnalate sono lavoratori stranieri; un discriminato su cinque invece é nato in Italia. Contemporaneamente diminuiscono le denunce di fatti legati all’età (sono il  34,9%; nel 2013 il 47,8%) . La disabilità riguarda il 4,8%, l’orientamento sessuale il 2,4%. Quanto ai dati della discriminazione di genere, se questo fosse il meteo useremmo la formula “non pervenuti”…
A rivolgersi all’Unar sono soprattutto i diretti interessati, anche se le vittime risultano meno disposte a uscire allo scoperto (nell’ultimo anno si è passati dal 55,8% al 37,3%). Aumentano invece  le segnalazioni che provengono dalle associazioni (27,4% contro il 18,4% del 2013) e dai testimoni dei fatti (26,6% contro il 21,2%).