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Donne & Lavoro / Laureate svantaggiate o capitane coraggiose: ci sono più giovani imprenditrici che posti per le under30

gendergap380x260_crop380w Continua l’euforia statistica sulle donne, del resto siamo a meno tre giorni dall’ 8 marzo. Serviti dalle agenzie abbiamo, nel menu informativo di oggi, l’anticipazione dell’annuale Rapporto di Alma Laurea su comportamento e destino lavorativo degli universitari italiani che ci illustra come  e quanto le donne siano più brillanti negli studi, ma come questo sul mercato del lavoro non conti, alla fine. E nemmeno all’inizio: tra  le ragazze , che erano il 60% dei laureati usciti nel 2013, con 103,3 voto medio di laurea, più tirocini effettuati duranti gli studi  e borse di studio conquistate per il profitto, a cinque anni dalla fine degli studi  78 su cento hanno un lavoro. Tra i colleghi maschi, invece, quelli che lavorano sono 85…. Sempre a cinque anni dalla laurea il 77% degli occupati ha un posto sicuro contro il 64% delle occupate (occhio alla “e”finale..). Parliamo di stipendi? La media é  1.556 euro per i laureati e di 1.192 euro delle colleghe. Questi e gli altri dati su studi , carriere e retribuzioni dall’indagine AlmaLaurea sono nell’articolo online su Job24.
La seconda portata di dati ottomarzeschi arriva dalle cucine del mondo del commercio e dell’impresa. UnionCamere spiega che tra le start up  innovative quelle fondate e dirette da una donna sono appena una su otto, però nell’ultimo anno sono cresciute di oltre il 50% ( notizia sempre online su Job24). Metà hanno scelto di misurarsi nella produzione di software, nella ricerca e sviluppo e nei servizi Ict.  Infine, la Camera di Commercio di Monza e Brianza , spulciando fra i dati del Sistema Informativo Excelsior e Registro Imprese ha calcolato in 15.800 le richieste “di assunzioni a tempo indeterminato e a tempo determinato per cui è indicata dalle imprese una preferenza per una donna fino a 29 anni” contro le circa 18mila nuove imprese “rosa”, iscritte nel corso del 2014, con titolare una under 30. I ricercatori camerali azzardano quindi – e la garbata ironia brianzola traspare fra le righe –  che nell’Italia che fibrilla per il Jobs Act ci siano “più nuove giovani imprenditrici che richieste di personale indirizzate specificatamente a donne under 30” . Capitane coraggiose che si giocano tutto sulle competenze, e che si motivano (e si impiegano) da sole, visto che nessun altro lo fa volentieri, come dicono i numeri degli sbocchi occupazionali nel Rapporto Alma Laurea. Illuminante e sconsolante in questa anteprima declinata al femminile, in omaggio al calendario che impone le mimose. Difficile dar  torto alle startupper.