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Il lato B – Donne, tanto lavoro per nulla ? Nei dati di marzo dell’Ocse ci sono anche le pensioni

wage-gender-gapMarzo arriva ed è un fiorire di dati sulle donne e il lavoro. Secondo quelli dell’Ocse, diffusi ieri dall’agenzia Radiocor,  le italiane  dedicano in media 162 minuti al giorno a un’occupazione retribuita contro i 326 minuti del loro tempo spesi in occupazioni “non retribuite”. Faccende domestiche, cura dei figli e dei genitori anziani, impegni vari del management casalingo-familiare, insomma. La media dei 34 Paesi Ocse é 275 minuti. Il totale lavoro retribuito + lavoro non retribuito quotidiano fa 488 minuti.
Il lavoro non pagato degli uomini dura invece a 103 minuti (media Ocse: 141 minuti) a cui vanno aggiunti 283 minuti di occupazione retribuita, per un totale giornaliero di 386 minuti. Per economisti dell’ Organizzazione mondiale le donne lavorano in tutto 100 minuti in piu’ degli uomini, ma il loro lavoro retribuito e’ poco piu’ della meta’ di quello maschile e quello non retribuito e’ il triplo.
Lavorare molto ma retribuite per poco significa essere retribuite poco, e pure per molto. Il gioco di parole nasconde un calcolo, spietato nella sua logica matematica, che si svela al momento della pensione: l’assegno delle donne é più leggero. In Italia, per le ex lavoratrici di oltre 65 anni (quelle che probabilmente si sono dedicate di più alla famiglia e hanno avuto accesso ai mestieri e ai ruoli meno remunerati) la cifra é in media inferiore del 32% rispetto a quanto percepito dagli uomini. Va detto che il quadro é anche peggiore in  Germania (dove lo spread pensionistico uomo-donna arriva al 45%), Lussemburgo (44%), Olanda (41%), Regno Unito (40%), su un gap medio del 28 per cento.  E questo significa, avverte l’Ocse, che anche se oggi le giovani lavoratrici guadagnano di più’ in termini di contributi previdenziali rispetto alle loro madri o alle loro nonne, il fardello della disparità accumulata da generazioni pesa tuttora proprio a causa “del persistente gap nei salari e nella distribuzione dei compiti tra genitori”.  Arrivare alla parità di genere nelle pensioni, conclude l’Ocse  “resta una sfida”. E uno dei due tempi della partita si gioca in casa.