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Formazione all’estero – Erasmus dà i numeri: tre milioni di studenti coinvolti, oltre 25mila gli italiani “mobili”nel 2013

erasmusOltre tre milioni di universitari europei coinvolti dal 1987, data d’inizio del programma, a tutto il 2013. Per il 10% sono italiani: siamo al quarto posto come numero di studenti in mobilità Erasmus per studio e tirocinio nelle diverse destinazioni europee. Sia per l’Europa che per l’Italia il 2012/2013 é stato l’anno accademico record , con 25.224 gli italiani sul totale continentale di 268.143 (di cui 212.522 per studio e 55.621 per tirocinio). Guardando invece all’accoglienza, arriviamo quinti, poco dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con circa 19.000 studenti europei ospitati nelle nostre università. Sono le cifre uscite dall’incontro annuale dei direttori delle Agenzie europee di Erasmus+ che si sta svolgendo in questi giorni a Roma per fare il bilancio del primo anno di progettazione a livello europeo del programma.
Nel 2014 l’ Italia ha avuto la disponibilità di un budget di 78 milioni di euro, così ripartito: 56 milioni e mezzo per l’istruzione superiore, 16 milioni e 700 mila euro per la scuola e 4 milioni e 900 mila euro per l’educazione degli adulti. Sì, perchè con l’Erasmus non si muovono solo i ventenni iscritti all’Università, ma anche ragazzi delle superiori, i docenti e gli adulti in formazione.
Sono 1600 i professori di scuole italiane che sono già partiti all’inizio di questo anno scolastico o lo faranno nei prosimi mesi per svolgere un corso di formazione o un periodo di co-docenza in scuole europee, e saranno il 60% in più rispetto al 2013. 

Sono invece 273 le scuole, capofila di progetto o partner di un team, riceveranno finanziamenti per svolgere attività di collaborazione in partnership internazionali con studenti e docenti di altri paesi d’Europa. Altre 48 scuole sperimentreranno invece i “Partenariati strategici trans-settoriali”, che coinvolgono imprese, enti locali e altre organizzazioni in attività per migliorare le competenze dei giovani per il mondo del lavoro.
Nel settore dell’educazione  le mobilità riguarderanno 330 persone impegnate nell’educazione degli adulti (+50% rispetto al 2013), risultato dei 21 progetti vincitori presentati dalle organizzazioni nazionali su 174 proposte presentate. Sul lato della cooperazione sono stati autorizzati 16 partenariati strategici tutti orientati al confronto e scambio tra organizzazioni del settore pubblico e della società civile per l’implementazione di pratiche innovative.
Nel campo dell’istruzione professionale, nel 2014, il finanziamento all’Italia è stato di oltre 33 milioni di euro per circa 8.000 soggetti e quasi 200 organismi coinvolti e di 12 milioni gli euro destinati a circa 500 progetti di mobilità giovanile.
Conviene all’Europa investire sulla mobilità internazionale delle persone e alle persone “spaesarsi”  a scopo formazione e arricchimento del curriculum? Uno studio della Commissione, citato dall’agenzia italiana Indire, ha rivelato che tra i laureati europei l’incidenza della disoccupazione di lunga durata è dimezzata rispetto a chi non ha studiato né si è formato all’estero e, a cinque anni dalla laurea, il tasso di disoccupazione è più basso del 23% rispetto ai  coetanei “non mobili”. Dopo un tirocinio all’estero ad un giovane su tre è stato offerto un posto di lavoro nell’azienda ospitante e quasi uno studente su dieci avviato una attività in proprio mentre tre su quattro prevedono di farlo.
Il lato B / Anche Katainen ha fatto l’Erasmus e, da studente, ha avuto paura di non trovare lavoro