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JobSearch – I cinque buoni propositi del 2015 per chi fa selezione

facebook-recruitingIl mese di gennaio non è ancora finito, quindi chi vuole é ancora in tempo utile per stilare i buoni propositi per l’anno nuovo. Lo ha fatto oggi The Undercover Recruiter, un sito di Hr mai banale dove mi piace andare a curiosare – l’account Twitter é @UndercoverRec – stilando l’elenco delle cose – cinque – che un selezionatore non dovrebbe mai più fare nel 2015 per sempificarsi la vita. Ma rischiando di mancare il profilo giusto.
Visto che si tratta raccomandazioni sagge e anche opportune, perché riguardano alcune delle lagnanze più frequenti dei candidati sui comportamenti poco etici o frettolosi dei recruiter che incontrano, le sottoscrivo e le riporto.

Un buon selezionatore nell’anno di lavoro appena cominciato non dovrebbe :

1) Tenere conto solo delle skill e non del potenziale. Citazione sportiva del buon allenatore yankee di squadre universitarie: “Datemi un atleta”. Traduzione: le abilità (fatti salvi i fondamentali) si insegnano, il talento no

2) Richiedere X anni di esperienza. Nel nuovo mondo del lavoro , ad alta mobilità e i cui si cambia spesso azienda, settore e magari mansione, il numero di anni di background non è più un elemento adatto per prevedere una carriera di successo in futuro

3) Basarsi su giudizi spot. Attenzione agli stereotipi: quelli generazionali, per esempio. Negativi o positivi (come la provenienza da una università o una scuola: si chiama “effetto alone”) che siano. Mai impuntarsi su un difetto o una sciatteria del curriculum. Prendete tempo per darvi (e dare al candidato) una seconda occasione.

4) Ignorare le telefonate. Negarsi al candidato e negare un feed -back dopo un colloquio, se l’avete promesso e l’intervistato se lo aspetta,  non si fa

 5) Fare un uso scorretto dei social media. Innumerevoli articoli, dice The Undercover Recruiter, hanno raccontato come i candidati, ma anche coloro che fanno recruiting , possano usarli in modo improprio per cercare lavoro a casaccio gli uni e andare a caccia di profili con la tecnica dell’ago in un pagliaio, se non dell’informazione occhiuta e un po’ bigotta, i secondi . Ci vuole giudizio, etica e strategia.  Meglio, consiglia il sito, praticare e coltivare il networking regolare. Consiglio che vale anche per i candidati, come spiegano esaurientemente Casnocha e Reid in  “Teniamoci in contatto- La vita come impresa” pubblicato in Italia da Egea: é un libro che insegna a gestire la propri vita professionale come una start up e non come la ricerca febbrile di un viaggio last minute.
Non per niente se ne sono accorti anche quelli di Facebook che – notizia di qualche giorno fa –  hanno  pronta Facebook at work, la versione “pro” separata dal chiacchiericcio generalista e dedicata all’ambiente del lavoro, . Al momento, però, é stata rilasciata solo a pochi partner perchè la testino.Ne sapremo di più, pure qui, nel corso del 2015.