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Job50&60 – «Retention felice» o «modello Uber» per i lavoratori maturi. O, perchè no, impegno civico delle competenze

man_at__workIl titolo  – Over50 istruzioni per l’uso – può anche urtare qualche animo suscettibile. E si sa che gli ultracinquantenni – e soprattutto gli ultra sessantenni – cui la Riforma Fornero ha spostato il traguardo della pensione avanti di cinque-sei anni diciamo ” irritati” lo sono già abbastanza. Ma lo studio dell’Osservatorio di  Randstad Italia sul tema dell’active ageing in azienda, coordinato da Tiziano Treu e di cui trovate il resoconto oggi online sul canale Job24.it – più che dare numeri, dà suggerimenti. Quindi é proprio di “manutenzione” che si parla, quella dei lavoratori maturi in azienda e delle loro competenze e capacità.
Il che fare, sviluppato a partire dalle analisi di Treu e esperienze di sei grandi aziende che si sono già attrezzate davanti a una tendenza definita  giustamente “irreversibile”, é  articolato in un decalogo   i cui  interventi si basano sul principio che chiamerei  della “retention felice”. Ovvero del mantenimento di una attività di qualità, per se stessi  e per gli altri, prima o dopo la pensione, dei lavoratori che oggi una cultura Hr miope ma diffusa vede un po’ come gli yogurt: marchiati in scadenza. Con la scadenza che però si allontana sempre di più, e senza più disporre le reti ammortizzatrici facili del passato.
Nello studio si parla quindi di rimodulazione dei ruoli e, per chi può permettersi di guadagnare di meno aun certo punto della carriera in cambio di più tempo liberato, anche degli orari. Si può fare altro e in modo diverso nell’ultimo miglio di lavoro e anche dopo il ritiro, e diventare non “vuoti a perdere”  ma “pieni a vincere”, sostiene il  documento. Affiancamento dei e con i giovani, studio di nuovi progetti, consulenza professionale per l’azienda standoci ancora dentro o standone fuori (Tiziano Treu parla di “modello Uber”, cioè di impresa circondata di operatori più o meno free ma comunque collegati), lavoro a distanza. Oppure, perchè no, valorizzazione delle conoscenze e delle competenze di una vita in ambito civico.
Non a caso la sede scelta per la presentazione dell’Osservatorio , ieri a Milano, era Palazzo Marino, sede del Comune che, tra l’altro, da meno di

Chiara-Bisconti
rampiun mese é integrato nella nuova Città metropolitana. L’idea l’ha lanciata l’assessora (al Benessere-Qualità della vita-Sport&tempo libero, Risorse umane ecc) Chiara Bisconti che, fino a due anni fa, nella sua “vita precedente” era una Hr manager nota per le sue azioni innovative e che nel  nuovo ruolo politico ha promosso iniziative conciliative come la “Giornata  del lavoro agile” , con bis nel 2015, precisamente il 25 marzo . “Liberati dal giogo della presenza in azienda e dall’idea di carriera lineare – ha detto Bisconti – gli ultracinquantenni con le loro competenze e potenzialità spese occupandosi della città possono diventare , anzicchè persone residuali, un bacino di energie”. Altrove l’impegno civico e sociale degli ex baby boomers è già una opzione praticata: ad esempio negli Stati Uniti come ha raccontato Federico Rampini nel suo bel libro “Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo”.