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Hr Center – Lo stage in Italia é una porta (più che aperta ) socchiusa. E gli stage non sono tutti uguali: quelli virtuosi meritano un premio

why_internships_are_importantGli stage attivati  in Italia sono 425 mila ogni anno e interessano almeno potenzialmente una popolazione di 9 milioni di 15-29enni . Nel 2006 i tirocini in azienda si erano fermati a 228mila,  con un picco intermedio di 322mila nel 2009 . Il calcolo lo ha fatto il sito della Repubblica degli Stagisti elaborando dati di diverse fonti (Excelsior Unioncamere, Alma Laurea e Istat). Ma il totale é approssimato per difetto, visto che il monitoraggio coglie praticamente solo le imprese private, che ne ospitano 307mila. Mentre quanti esattamente siano gli stage effettuati nella

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pubblica amministrazione e nel mondo del no profit nessuno lo sa. Interessante l’idea lanciata dalla direttrice Eleonora Voltolina per fare chiarezza sui numeri , ovvero utilizzare i dati certi delle comunicazioni obbligatorie online.
Il dato di fatto é che il 9, 1% appena dei tirocini – pur con l’andamento crescente di questi ultimi sei anni –  oggi si converte in un contratto di lavoro. Come é stato detto stamattina durante un convegno organizzato da Repubblica degli Stagisti a Milano,  lo stage é sì una porta ma socchiusa (più che aperta)  sul mondo del lavoro. Colpa della crisi, ultimamente,  che scoraggia la stabilizzazione. Ma anche del cattivo o improprio uso che troppo spesso si fa dello strumento nelle aziende e negli enti,  e non da ieri: in tempi di “bolle” o di recessioni lo stile di comportamento cambia poco.  Il risultato,  notava oggi Alessandro Rosina allineandosi così alla critica severa del consigliere economico di Obama Alan Krueger ai nostri decisori di cui vi ho parlato nel post di ieri , é che  “l’occupazione dei giovani in Italia non va chiamata emergenza ma persistenza.”  E siccome generalizzare é un inopportuno ancorchè facile e purtroppo diffuso esercizio,  va detto che le organizzazioni che, al contrario, propongono tirocini virtuosi, corretti e sostenibili  ci sono e vanno evidenziate. Lo ha fatto oggi Repubblica degli Stagisti  in due modi. Primo: premiandone sei meritevoli  con un “RdS Award”motivato. Ecco chi sono : TetraPack per il miglior rimborso spese (“800 euro netti, 1.100 euro netti e palestra aziendale per gli stagisti residenti a più di 40 km dalla sede”, Everis per il miglior tasso di assunzione post stage (90% , quasi tutti  a tempo indeterminato), PwC per il miglior utilizzo dell’apprendistato (circa 100 giovani iseriti direttamente con questo contratto   nel 2013). Tre premi speciali (“candidati”, “miglior progetto youth employment” e “piccola azienda”) sono andati rispettivamente a Ferrero , Nestlè e SIC servizi integrati e consulenze.
Secondo modo: inserendo 28 realtà aziendali , appartenenti a tutti i settori, le dimensioni e le aree geogafiche e che “trattano con rispetto i giovani che si inseriscono in stage o con contratto” in un a guida “BestStage2014”. “Indispensabile”, dice con piglio autopromozionale il sottotitolo dell’e-book , e  scaricabile gratuitamente dal sito. Di fatto, il file  contiene in una 50ima di pagine snelle e piacevolmente colorate, oltre alle 28 schede aziendali anche le normative nazionali sui tirocini e  il punto sulla declinazione delle modalità con cui lo stage  si svolge Regione per Regione. In sole tre ore sono  già oltre mille i download della guida dichiarati con un tweet.