Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

JobGiochi / Il mestiere strategico di mamma coach: senza le madri non ci sarebbero le Olimpiadi?

Safe_image.php
E' di qualche settimana fa il dato Ipsos- Save the Children  secondo cui un ragazzo italiano su 4 non fa  sport o movimento nel tempo libero.  Nel 28% dei casi ( e in crescita del 13% dal 2012) il motivo è economico, mentre per il 13% l'ostacolo alla pratica sportiva é l'incompatibilita' degli orari.  Per questo, il post del  venerdì di oggi – che é il primo venerdì olimpico – parte da uno spot. Sponsorizzato (da Procter&Gamble, che replica una idea già percorsa per i giochi di Londra 2012  con "The best Job") e un tantino  sdolcinato  persino per noi italiani che siamo il Paese del Mulino Bianco. Però basato su una indubbia verità: dietro ogni campione c'è una  madre che lo accompagna nello sport. Portandocelo fisicamente  e andandolo a ritirare a fine allenamento, proprio come le soccer mom  americane rese celebri dai lontani Mondiali di calcio di là.  Magari più volte alla settimana e facendo lo slalom (lei) nell'agenda lavoro-casa-relax (suo) per essere puntuale all'orario non sempre friendly di impianti non sempre comodissimi . O rinunciando a molti week end liberi se la cosa si fa  seria agonisticamente e allora si va anche  in  trasferta (più raramente capita che ci sia una turnazione collaborativa con il padre: accade , a onor del vero,  in una famiglia di miei amici diventati inafferabili da quando l'adolescente Andrea eccelle nella scherma). 
Ma l'accompagnamento materno decisivo é anche quello erogato nel ruolo di coach , nell'incoraggiare il bambino  a insistere davanti alle prime (e alle seconde e anche alle terze difficoltà). "Pick them back up“, rimettili in piedi, sui pattini o sugli sci nel caso presente, come recita il promo .  O consiste anche, come traspare invece dal sondaggio italiano, nel ruolo di Cfo domestico, nell'ingaggiare un combattimento  con la spending review per salvare la voce " sport dei figli" dai tagli di bilancio familiare.  Insomma, il senso della comunicazione é che se non ci fossero le mamme non ci sarebbe neanche lo sport. E nemmeno Olimpiadi, di conseguenza. Il grazie dello spot  va ovviamente a tutte le mamme. Anche a quelle delle piccole schiappe, dei non campioni in fieri , degli eterni dilettanti della domenica,  e non solo alle tiger mom di figli da podio. E meno male. Perchè non sarà mai fatica sprecata, quella delle mamme coach. 
Per stare sulla notizia di Sochi 2014, però, lo diciamo intanto un immenso grazie alla mamma di Carolina Kostner?