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Dirty Job / A proprosito di età e di italianità: introvabili camerieri e cuochi per panettiere milanese trendy (se giovani e nati qui). Mai provato con gli over 40 ?

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Il signor Rocco Princi é molto noto a Milano per avere inventato, una decina di anni fa, la formula del panettiere-bar : nello stesso negozio compri il pane e il dolce per casa, ma fai anche colazione, pausa pranzo o prendi l'aperitivo con gustosi prodotti appena sfornati.  L'idea ha avuto così successo da diventare, in poco tempo,  una catena di punti vendita e ritrovo a Milano, un fenomeno trendy (anche grazie al casuale vicinato del negozio "flagship"con la casa di Fabrizio Corona nei giorni ruggenti), un caso di studio in Bocconi e da essere  replicata anche in diverse città all'estero. La foto qui accanto é scattata a Londra, appunto.  Oggi il fornaio-ristoratore si sfoga con il blog "La Nuvola del Lavoro" in un post :  é alla ricerca di 45 persone da assumere come cuochi e camerieri, racconta,  ma in un anno ne ha trovati in tutto cinque con il curriculum , é il caso di dirlo, appetibile.  " Cerco giovani con passione e voglia di fare. Cuochi, camerieri. Li vorrei italiani e invece si candidano solo stranieri", ha dichiarato Rocco Princi ai nostri "cugini" del Corsera.
Non tornerei sulla polemica dei giovani sdraiati che sfuggono i lavori scomodi, o sui laureati ingrati che aspirano a qualcosa di coerente con il tempo e le risorse investite. Però mi permetto un suggerimento: Mr Princi, ma ha provato a cercarli, i candidati,  anche tra gli ultraquarantenni? Di quelli a spasso forzato, perchè rimasti senza lavoro, non ne mancano nemmeno nell'affluente capoluogo lombardo. I dati 2013 del Fondo Famiglia Lavoro dell'arcidiocesi  milanese, per fare un esempio virtuoso dal territorio, parlano di un utente medio degli aiuti erogati uomo, di 41 anni e mezzo e con  2  figli a carico;  il  45% possiede la licenza media, per il 25,7% il diploma di media superiore.  Più di un terzo é arrivato allo sportello curiale perchè era assunto a tempo indeterminato ed è stato licenziato.
Qualche colloquio non giovanilista, fossi il signor Princi,  lo tenterei…E poi c'è  il requisito del'"italianità", parola tra l'altro ricorrente in queste ore per tutt'altra vicenda che ha a che fare anche con il lavoro. Nel mondo globale – nonchè nella Milano che fa il conto alla rovescia per l'Expo 2015, tra l'altro incentrata proprio sull'alimentazione e il pianeta- si é mica chiesto che lingua parlano focacce e panettoni, brioche e spritz?