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Dirty Job/ La qualità del lavoro nel termometro oxfordiano di Duncan Gallie: con la crisi lavorare stanca di più

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La perdita del lavoro e del potere di acquisto dello stipendio – per chi continua ad averne uno – non sono gli unici effetti che la crisi scarica come macigni sulla vita delle persone. Più di prima, si può dire che "lavorare stanca", che prende molto e che , in tutti i sensi,  premia poco. Questa mattina, a Milano,  ad aprire un seminario interdisciplinare all'Università Bicocca é arrivato da Oxford  Duncan Gallie, professore di sociologia al Nuffield College e studioso, tra i massimi in Europa, di qualità del lavoro, un libro pubblicato anche in Italia da Franco Angeli. Il tema é di quelli normalmente sottostimati dalla ricerca a favore di altre questioni incontestabilmente più pressanti (disoccupazione e salari insufficienti, appunto), ed é piuttosto  materia d'elezione di psicostrillate giornalistiche a tutta pagina (o a tutto link..) sullo stress da ufficio e l' infelicità dei post- Fantozzi. Però la questione del buono o cattivo lavoro non é irrilevante,  anzi. Si parla di discrezionalità e di autonomia sul posto di lavoro, ci ha detto con la sua cadenza oxfordiana il professore Gallie , di benessere in azienda e persino dei riflessi del vissuto professionale ( o dell'insicurezza del posto) sulla dimensione extra-lavorativa e sulla conciliazione dei tempi.  Quando il lavoro diventa raro, poi, cambia anche il modo di organizzarlo e di viverlo.  I mutamenti non nè sono scontati, nè uguali per tutti o dappertutto.  Il declino del Pil procapite colpisce tutti i 19 Paesi europei oggetto dell'indagine socioeconomica del team britannico galliano, ma la risposta allo shock appare molto diversificata a seconda delle aree e le culture. E le tendenze sono interessanti. 
Sostiene Gallie, per esempio, che  la crescita del peso delle professioni high skilled degli anni 2004-2007  non solo non si é fermata negli anni successivi, quelli acuti della crisi. Dal 2007 al 2010  il fenomeno ha avuto in tutti i Paesi dell'Ue una accelerazione che però é legata a un processo contemporaneo di polarizzazione. Se dunque il lavoro é "migliorato" é stato per l' effetto di una sorta di distruzione creativa, che ha espulso la coda dei lavori poco qualificati.  Non solo: nel triennio nero spariscono ovunque anche le skill intermedie, tranne che in Svezia. La differenza tra Nord e Sud Europa si manifesta con forza nei comportamenti formativi: se i Paesi  Nordici hanno intensificato le azioni di formazione, l'area mediterranea ha continuato a farne poca,  Grecia e Portogallo l'hanno addirittura tagliata.
L'altro indicatore di qualità del lavoro, l'employee job control (inteso come possibilità del lavoratore di organizzare la propria attività quotidiana,  scegliere il ritmo e influenzare decisioni e procedure) segna stabilità in tempo di crisi,  ma vede i Paesi dell'Europa dell'est e soprattutto quelli mediterranei recuperare terreno su quelli nordici, tradizionalmente più avanzati.

Il legame tra crisi e intensità del lavoro (il terzo parametro della qualità) si rafforza ovunque. Causa difficoltà economiche delle aziende, riduzioni di personale e l'insicurezza del posto, si soffre di più nel Sud Europa e in Francia, meno nei Paesi nuovi entrati, e la work intensity diventa  a sua volta l'agente scatenante del cattivo rapporto tra vita lavorativa e vita personale  e familiare.  Le difficoltà e le incertezze sul posto di lavoro sono una interferenza che disturba la tranquillità a casa e nel tempo libero e ci riesce meglio in Grecia e Portogallo, meno in Polonia e in Danimarca. Il malessere psicologico legato a lavoro nel 2010 resta stabile nell'area scandinava, é alto nei Paesi dell'Est, in quelli mediterranei e spicca in Francia (qui Duncan Gallie azzarda una connessione con l'anno dei suicidi a catena di France Telecom).  Infine, l'insicurezza del posto e la paura della precarietà incombente aumentano per i lavoratori che non hanno contratti standard. Ma é percepita soprattutto dalle donne, che sono molto meno fiduciose sulla possibilità di un miglioramento prfessionale degli uomini.