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Lavori in corso / Piccole ma votate all’innovazione e/o all’export: queste aziende assumeranno un giovane con gli incentivi

Quanto peseranno gli incentivi all'inserimento dei giovani,  quelli introdotti dal Decreto lavoro che il Parlamento ha varato ieri, sulla propensione ad assumere delle piccole imprese? Il calcolo lo ha fatto subito Unioncamere- Excelsior, a cui il  13% delle piccole e medie imprese fino a 49 addetti  (che significa 190mila, di cui 54mila nel Sud) ha risposto che sì, sarebbe interessato a utilizzare  i 650 euro mensili di sconto contributivo riconosciuto per 18 mesi a chi assume un addetto giovane a tempo indeterminato nei prossimi 12 mesi.
Coerentemente con le intenzioni manifestate nel Rapporto Excelsior di luglio (qui il post di JobTalk) , ancora una volta sono le aziende esportatrici a risultare piu' disponibili a servirsi degli aiuti governativi (22%) insieme a quelle che fanno innovazione (il 23%), e meno invece le realtà pari dimensionate che operano sul mercato nazionale e quelle "conservatrici" (un altro 12% ).
In questo 13% (dichiarato) di Pmi potenziali creatrici di nuovo lavoro (perchè la facilitazione é riservata a chi produce un incremento occupazionale  netto, cioè posti in più), il 38% afferma che gli incentivi sono decisivi per procedere ad assunzioni che altrimenti non effettuerebbe. Tra queste, il 31%  dice che l'assunzione la farà subito, perchè l'aveva già programmata. 
Inoltre, il 15% delle imprese rivela che, stante il bonus, opterà per l' ingresso a tempo indeterminato di un giovane che, senza bonus, avrebbe impiegato comunque, ma con altra forma contrattuale (generalmente a tempo determinato, secondo l'indagine).



Fin qui le intenzioni del giorno dopo, e limitate alle piccole imprese.  Il bilancio si vedrà a un anno.  L'incentivo (poco meno di 800 milioni di euro stanziati) ha un effetto positivo atteso sulla stabilità che, oggi più che mai, significa inclusione per una generazione di lavoratori under30 che si sente stoppata e sprecata, ma significa anche qualità del lavoro.  Che non é poco importante: anzi, lo é più che mai per chi esporta e per chi batte le strade innovative, dove le persone e le competenze sono la linfa.  Con gli aiuti della legge Fornero (12mila euro per le aziende che, in questo caso, stabilizzavano entro fine marzo giovani e donne già inseriti con contratti precari, qui il post di JobTalk) i contratti attivati con i fondi mesi a disposizione sono stati oltre 24mila, e le domande presentate 44mila. 
Ma c'é anche un 15% tra le Pmi censite da Unioncamere che dichiara  che l'assunzione a tempo indeterminato sarebbe avvenuta anche in assenza di incentivi. Sommate al 31% citato sopra, cioè coloro che, incoraggiati dal bonus faranno partire subito assunzioni che avevano già messo in conto, vanno a dar ragione a chi, come Tito Boeri, é critico sull'efficacia della misura. L'argomento, avanzato e fin dalla prima ora dall'economista bocconiano de Lavoce.info, é che le politiche  basate su sgravi "a tempo" sono sostanzialmente inutili. Un colpo a vuoto che non genera occupazione veramente nuova, "aggiuntiva":  perché  vanno  a finire, come un regalo, a quelle imprese che avrebbero già assunto, dice Boeri. O, come dice un proverbio popolare nordista,  una pioggia che cade sul bagnato.