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Il lato B / Ricominciamo dal valore del lavoro (fatto bene) e del talento (dovunque si trovi): la ricetta di Milano é la stessa di Marck Zuckerberg

 

Lavagnaleo
E se la ripresa cominciasse da qui? Così chiudevo l'articolo – online su Job24.it – sull'esperienza di "Patrimonio milanese" che, approfittando della settimana del design di Milano, quella che mette in circolazione anche fisica per la città energie e entusiasmo e idee giovanili, ha lanciato un progetto urbano di scouting di massa del talento e della passione per il lavoro.  
Nei due giorni di raccolta di segnalazioni – documentate con foto e scritta a cura del promotore su una lavagna old fashioned, in stridente contraltare con le forme fantasiose e multicolori esposte tutto intorno – alla Fondazione Ferré,  ospite dell'iniziativa, sono arrivati oltre 200 nomi.
Lavagnapeople

Musei, bar, laboratori, studi professionali, luoghi dove si fa musica o cultura, negozi, redazioni, associazioni no profit, scuole.   Nodi di una costituenda mappa urbana del nuovo lavoro, che é nuovo non perché é flessibile, parcellizzato, networkizzato, liquido, precario, social. Ma perché é fatto con passione e da chi é in grado  di trasmetterla agli altri, i quali , a loro volta, sono capaci di captarla e riconoscerla.

Che é il primo passo dell'imparare e del riprodurre l'esempio. Cloniamo la passione di lavorare e di amare quello che si fa, é la proposta dei formatori aziendali di Trivioquadrivio che hanno pensato il progetto e lo continueranno. Se é vero che i grandi maestri sono morti, smettiamo il lutto e non prendiamolo come scusa. Piuttosto studiamo la loro impronta del passato per capire come lasciare la nostra nel futuro. Prendiamone di nuovi da cui apprendere, cercandoli dovunque si trovano. Anche in una falegnameria. O dietro il bancone di un bar. Sarà un caso, ma tra i nomi scritti alla lavagna le aziende latitano come luoghi del piacere di lavorare e della capacità di trasferire l'eccellenza dell'operosità e del  fare. Eppure siamo a Milano.  
Dall'altra parte dell'Oceano, é notizia di stamattina, a declinare il concetto "cerchiamo il talento e la motivazione dovunque si trovano" é arrivato, con un articolo sulla Washington Post,  anche il solito Marc Zuckerberg. Lui, invece, ha messo l'accento sul dove.  I talenti ci servono, non importa da dove arrivano, ha scritto l'ex enfant prodige  di Facebook rivolgendosi direttamente alla politica, a cui ha chiesto una nuova legge sull'immigrazione perchè " c'’è bisogno di un nuovo approccio".  Chi ne ha bisogno é il nuovo lavoro.  E' il sistema economico, quindi, a scendere,  il mondo delle aziende, a reclamare conoscenze, esperienze e voglia di fare per rimettersi in moto.
Idea spiazzante quanto controcorrente, non solo per l'America post 11 settembre ma pure per la Silicon Valley, che é conservatrice politicamente  quanto innovatrice in tutto il resto. Lì però maestri durano meno di una generazione e li si onora non imbalsamandoli come noiose icone virtuali ("Stay foolish stay hungry" puzza già di risaputa muffa, non se ne può proprio più) ma creandone altri. Al più presto.  Aprendo le porte alle intelligenze del mondo, propongono loro che sono attrattivi sempre, e non per solo una settimana all'anno.

Ros-patrimoniomilanes

Noi allora staniamoli, i maestri che abbiamo sparsi per la città ,  per carpire il segreto della fonte della passione , "la conoscenza distintiva", come si dice in linguaggio "formese", che li fa essere quelli che sono, cioè bravi motivati e motivanti. Quando fanno le foto, consigliano il vino, spiegano un'equazione, disegnano una sedia. E raccontiamolo alle aziende immobili. Magari così si riparte. Nota  a margine: il mio luogo  del lavoro fatto con passione, scritto con il gessetto,  é la casa-studio della fotografa Giovanna Dal Magro.  Piena zeppa di effigi di Ganesh e di ritratti di star planetarie.