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Il lato B / Ma il materasso…le idee imprenditorali sono nell’aria, c’è chi le respira (e chi no)

Materasso
Questa mattina ascoltavo in disparte alcuni colleghi discutere sulla bontà delle idee imprenditoriali (anche balzane) che una volta realizzate fanno profitti, e della predisposizione o meno (chiamiamola coraggio, oppure improntitudine) a metterle in pratica. La conclusione a cui il capannello pre-caffè é arrivato é che se in Italia queste success story succedono (l'assonanza é voluta..) meno di frequente che altrove, il motivo é prima di tutto culturale. Vale a dire, in America o nei Paesi anglosassoni c'é la propensione a pensare  in modo imprenditoriale e a scrutare la realtà come una miniera  a cielo aperto di opportunità sfruttabili come business. Basta captarle e riconoscerle come tali. Da noi invece no. Noi mediterranei, credo si intenda,  figli della Provvidenza manzoniana (lombardi inclusi, quindi); noi il non prodotto di insegnamenti protestanti o addirittura calvinisti che ti allenano a pensare prima per te, poi agli altri e poi a beneficiare dell'approvazione divina. Che, alla fine, cadrà e andrà a vantaggio di tutti .
E' vero solo in parte. Come pure é soltanto un aspetto della questione il problema  – che viene sempre avanzato in questi casi – dell'accesso difficile al credito, accesso diventato inesistente o quasi nell'era del credit crunch. I capitali, di provenienza  bancaria oppure venture o da incentivo pubblico-comunitario – sono una sfida (serissima e imprescindibile) ma che attiene alla seconda fase. La pre-condizione é, comunque, l'idea, con la sua concreta traduzione in un prodotto o un servizio che effettivamente interessi a qualcuno (meglio se a tanti). 
Non credo che lo svantaggio sia una questione di Dna quanto, piuttosto, un fattore ambientale, ma più banale dell' argomento" culturale" . E' la capacità, e forse serve un extra come l'ostinazione, di amare, difendere e portare avanti la propria idea contro i professionisti dello scoraggiamento, i benpensanti, i benaltristi, i conservatori senza si e senza ma. Ovunque si muova, il portatore sano di idee se ne trova intorno un esercito, in gruppo o alla spicciolata, una vocina sussurrante o  uno stadio pieno. In Italia capita più che altrove e, con la crisi (é normale) si tende a dargli retta più di prima, questo sì. La killer app invece é ascoltarli, ma poi tirare dritto. L'idea é mia, il rischio pure, mica tuo, e me lo prendo. Io. Arrivederci.
A proposito di
Micolchon1
influenze latitudinali, leggeteonline su Job24.it  la storia singolare ma furba di Francisco da Salamanca. Circola in Rete da qualche giorno: é l'ultra50enne che, licenziato da un'azienda che faceva letti, ha inventato il materasso-cassaforte, target i connazionali (sempre più numerosi: pare siano un milione)  che non si fidano delle banche. Hanno il sonno disturbato dagli incubi sulla Troika. Sono diventati bancomat-aholici. Quindi pensano che si dorma meglio distesi sui risparmi anzicchè sulle molle o sul lattice magnificato dalle videopromozioni. Lattice arricchito (almeno lui). 
Nota poi una cosa interessante nell'intervista di Roberto Pellegrino, il senor Francisco: ".. le statistiche dicono che sono i Paesi poveri ad avere più imprese private, mentre, da quanto leggo sulle riviste di economia, Svezia, Danimarca, Francia e Germania, nazioni più ricche, hanno una bassa percentuale di imprenditori". Tra l'altro, é una cosa vera.