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Cre-Attivi / Geomappe per scoprire dove va il lavoro. In città: ci hanno pensato Comune e Provincia di Milano

 

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Utilizzare le geomappe per capire dove cercare lavoro (e avere le maggiori probabilità di trovarlo). Come? Localizzando le aziende che hanno fatto più assunzioni (e, in una seconda fase,  quelle che hanno posizioni vacanti, con tanto di link attivo sulla ricerca) nelle zone della città.  O nella  futura area metropolitana. Questa volta i cre-attivi di cui si parla sono gli assessorati al Lavoro di  Comune e Provincia di Milano. Con l'aiuto dell'Università Milano-Bicocca  nella persona del dottorando Francesco Giubileo, hanno costruito uno strumento che si serve della  georeferenziazione  per rendere più efficaci le politiche attive del lavoro in un momento di crisi dura.
In Italia – non solo in Lombardia -  la storia delle banche dati lavoro racconta una interminabile sequela di fallimenti e di esiti pratici nulli per l'occupazione :  dal Sil (Sistema informativo lavoro) mai realizzato nonostante la voragine di investimenti negli anni, passando per quelle Borse lavoro che dovevano fare da spina dorsale al mercato misto pubblico-privato della Legge Biagi,  per approdare – oggi – ai risultati indubbiamente modesti del portale ministeriale Cliclavoro.  Nel migliore dei casi, notava questa mattina alla presentazione il ricercatore Giubileo, si dispone di depositi straripanti di curriculum parcheggiati: che ahimè non vanno da nessuna parte e che non servono nè per il matching domanda-offerta nè per l'analisi del mercato del lavoro reale.    
L'intenzione degli assessori Cristina Tajani e Paolo Del Nero é invece quella di dotarsi, come ha dettoTajani  oggi, di "un rilevatore dei segnali deboli" che permetta, a chi si occupa di politiche del lavoro, di monitorare la situazione e anche le tendenze delle assunzioni, fotografando i flussi contrattuali del mercato in un territorio o nell'altro "per dare una lettura anticipata dei fenomeni". Questo strumento, alimentato da dati che sono la rilevazione dell'esistente e non stime o campioni, andrà a individuare e a rendere visibili nella "mappa di densità" le aziende più attive, fornendo i nomi delle imprese e gli indici di  flessibilità dei contratti.  Permetterà inoltre di distinguere  i lavoratori per età, genere, profilo professionale e di conoscere la mobilità territoriale dei gruppi. Tutte queste informazioni serviranno a progettare i  servizi  di  orientamento  e di ricollocamento di chi il lavoro l'ha perso, nonchè a valutare  se  i  programmi  formativi già avviati sono  adeguati  al  contesto occupazionale oppure no.  Per Del Nero (Provincia), si potrebbe pensare anche un'applicazione  delle mappe ai programmi dedicati alle start-up e all'orientamento professionale nelle scuole , infine alle politiche dei trasporti e viabilità.
Questo lo stato dell'arte del progetto mappe, che  nasce a Milano ma è pensato per estendersi a tutta Italia e  dovrebbe essere operativo per gli operatori pubblici entro un paio di mesi. Contando pure, hanno detto Tajani e  Del Nero, sulla collaborazione già in corso di associazioni industriali e organizzazioni sindacali nel fornire i dati e fare da "antenne" sui trend.
Il passo successivo logico però dovrà essere  la creazione di una mappa dei posti vacanti da mettere in dotazione ai Centri per l'impiego. Uffici che oggi intercettano solo in minima parte sia la domanda che l'offerta di lavoro, come notava anche Marco Leonardi, docente di Economia del lavoro alla Statale. Perchè in un contesto in veloce movimento, aggiungeva Leonardi,  "il dove é diventato importante" nell'attrarre i talenti e le competenze in un'area piuttosto che nell'altra. E,  Richard Florida insegna, dove più ce ne sono  più ne arrivano . 
Sull'estensione delle mappe anche alle vacancies e  all'uso senza mediazione da parte dell'utente finale, ovvero di chi cerca, é all'opera una software house specializzata che collabora con  Bicocca, assicura Francesco Giubileo.
Al Comune di Milano tengono particolarmente a sottolineare che l'dea di usare  le  geomappe per localizzare il lavoro è innovativa per un ente pubblico italiano e anche europeo.  Va detto che di mappe nate in ambito privato con questo fine  ce ne sono già: questa (planetaria e dedicata ai mestieri digitali),  la World Digital Map , é un esempio. Con la sua fotografia italiana.