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Dirty Job / Missili in giardino e siti porno in ufficio: che ne è della la sicurezza dei cieli se chi lavora al Pentagono è distratto?

 

Missili-in-giardino
La situazione è di quelle comuni a molte organizzazioni: il personale "pizzica" i dipendenti a navigare nei siti e chat porno in orario d'ufficio, ed emana una circolare che ne vieta la frequentazione. Per ragioni di produttività ma, in questo caso,  soprattutto di sicurezza, informatica e non. Perchè gli impiegati in questione sono quelli – con le stellette – della Missile Defense Agency, l' Agenzia per la difesa missilistica degli Stati Uniti. Siti porno nel tempo libero, insomma, e missili in ufficio, non il contrario, questo è il senso del diktat "aziendale" di cui ci racconta Umberto Rapetto …Missili in giardino è il titolo di un divertentissimo libro degli anni 50 e poi di un film con Paul Newman, che mettono in commedia il clima della Guerra Fredda…
di Umberto Rapettoumberto@rapetto.it  (generale GdF in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale
MDA
Frodi Telematiche, è il Consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia
) –
 Né mia nonna né quella di John James Jr. si sarebbero mai sognate di dire ad una nipote "Ricordati bambina che sei seduta sulla tua fortuna”, come altri, invece,  non mancano di confessare per iscritto . E così, forse,  noi siamo cresciuti un po’ bacchettoni e John Jr. in particolare ne ha dato recente prova.
Prima che il lettore si scateni in una raffica di comprensibili “chi era costui?”, non mi attardo a dire che John James Jr. è il direttore della Missile Defense Agency statunitense ovvero l’angelo custode della sicurezza dei cieli d’America.
Qualche giorno fa John Jr. ha pensato di vietare ai propri dipendenti di perder tempo a guardare …la fortuna altrui.
La vicenda riguarda una porzione dei lavoratori del Pentagono ed è emersa dopo la pubblicazione da parte di Bloomberg della notizia del curioso ordine di servizio  con cui il direttore esecutivo dell’Agenzia per la difesa missilistica ha proibito la “consultazione” di siti pornografici durante l’orario di servizio.
La situazione rispecchia le scene che hanno solleticato l’immaginazione degli ascoltatori del programma radiofonico “Alto gradimento” al momento delle telefonate del colonnello Buttiglione: l’ufficiale – sbagliato numero e convinto di parlare con militari della fantomatica caserma Zanzibar – domandava all’interlocutore (Arbore o Boncompagni) se stava sfogliando “quelle pubblicazioncelle lezioseedibili”, rimarcando certe abitudini da caserma che a quanto pare hanno carattere universale.
“Specificamente ci sono stati casi di impiegati e personale a contratto che hanno avuto accesso a siti o che hanno trasmesso e ricevuto messaggi a contenuto pornografico o sessualmente esplicito” si legge nella circolare della MDA.
“Queste azioni – oltre a non essere professionali – dimostrano quanto tempo venga perso nell’esercizio del proprio dovere, sono in evidente violazione delle regole federali e di quelle del Dipartimento della Difesa, assorbono risorse di rete a discapito di essenziali funzioni istituzionali e soprattutto mettono a repentaglio la sicurezza dei sistemi informatici per il rischio di malware, virus e worm”.
La diffusa cattiva abitudine forse è venuta a galla quando un operatore dell’Agenzia ha strillato ad un collega “Corri, vieni a vedere che …bombe!”
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