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Flessibili o precari? / Per raccontare la malaoccupazione giovanile un video (pacato ma feroce) è meglio delle cifre pirotecniche

Che bello. Da qualche mese tutti, ma proprio tutti: quotidiani, settimanali. radio. tv,  si sono accorti che esistono i giovani e che questi, per la maggior parte, fanno lavori discontinui, intermittenti, non stabili. Anzi, uno su tre non lavora affatto. Persino i dati trimestrali di Unioncamere sulle assunzioni che, lo dice la parola stessa, escono ogni tre mesi, e che finora nelle redazioni erano accolti al massimo con qualche sbadiglio per essere destinati "senza se e senza ma" alla colonna delle "brevi", vengono agguantati ed "esplosi" a doppia pagina. Lo so, quello tra virgolette è un neologismo tecnico brutto, ma qui rende l' idea… In un sonnacchioso pomeriggio domenicale quasi agostano, l'effetto delle cifre sui ventenni "no-tutto" è pirotecnico, colorato e allarmante quanto basta, proprio come un fuoco di artificio.
Più che altro se ne parla, di lavoro dei giovani, in attesa di vedere quali saranno  – e se ci saranno, lo scetticismo è diffuso - i frutti della riforma del lavoro appena varata e già corredata da un coupon per il ritocco. A questo punto, si può parlare  di malaoccupazione giovanile e di generazioni vessate, però rendendo l' efficacia delle cose che tutti conoscono anzicchè strillonare qualsiasi cifra (anche a gittata limitata..) si renda disponibile? O, al contrario,  si può raccontare un giorno qualunque della vita di un precario, ma senza cadere nel già detto o nella retorica generalista-manierata delle inchieste che inondano giornali e (anche) siti e blog ?
A parole scritte siamo degli storyteller piuttosto poveri, in generale. Si può fare egregiamente con il video, invece,  affidando alle battute, alla voce  e alla mimica, l'ironia feroce di un dialogo apparentemente innocuo, proprio perchè stravolge ( ma mica poi tanto..) una situazione di quotidiana normalità. Come un colloquio di lavoro, per esempio: guardate questo "corto", messo in scena da Giacomo Canelli (laureato al DAMS, regista, scrittore, attore,  giornalista e fantagiornalista, blogger e probabilmente c'è altro ancora, sul suo cv precario, ops "mobile") sul  blog Humorrisk     . Si intitola "Orgoglio precario" e sul finale ce n'è persino per il Pd , nonchè un'arma segreta per far ridere Mario Monti…  

 

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