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Il lato B / I teorici della scogliera di vetro e le ministre convocate per segnare

Da ieri anche su Twitter si ragiona molto sulla notizia delle ministre nei posti chiave. I/le più sarcastici/e o sospettosi/e rispolverano l'argomento della class cliff,  rifacendosi, magari inconsapevolmente, a una teoria manageriale bella e fatta sulla questione. E' la storia della scogliera di vetro, meno nota del soffitto ma anche più perfida e, soprattutto,  catastrofica. Ovvero la situazione per cui, nelle organizzazioni di ogni tipo,  le donne vengono chiamate alla guida o in posti di responsabilità quando la crisi è seria o addirittura disperata. Signore fate voi, i cocci sono vostri. Altre volte, dice la tesi, le donne vengono messe a gestire l'impatto con il terribile iceberg senza avere il supporto e le risorse  sufficienti e sono quindi destinate all'insuccesso. Non credo sia questo il caso di Monti: la squadra è fatta per passare il turno, con le ministre supertecniche convocate nei ruoli di punta, sono messe lì per segnare. Non è (più)  il momento dei sogni, ma neanche degli incubi. Per bilanciare il punto di vista degli scettici e dei teorici della scogliera vi propongo un commento di Ada Grecchi che mi è arrivato puntuale per email ieri sera.. Gli auspici e anche i temi sono parecchi, compresi il lavoro stabile e le pensioni. Grazie Ada! 
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di Ada Grecchi.- Finalmente. Adesso sono arrivate persone di spessore , le donne sono assolutamente di prim'ordine e mi sembra si stia realizzando quello che è stato il mio sogno per tanti anni: parlare delle donne non per assisterle, ma per considerarle persone con diritti e opportunità pari a quelle degli uomini nell'ambito del lavoro. Spero che l'esempio del Governo sia seguito anche nelle aziende e che le donne di valore non restino indietro, magari con il prestesto che si sono assentate qualche mese per mettere al mondo un figlio. Forse, se il quadro del lavoro femminile fosse visto nel suo insieme e collegato con le nostre percentuali di scarsa crescita demografica riusciremmo a consentire alle nostre ragazze un lavoro più stabile e a non vederle sempre affannate tra lavoro, impossibili carriere e famiglia, con tutti i problemi relativi ai figli e , spesso, ai genitori anziani.
Sono tanti anni che sulle spalle delle donne si regge il welfare silenzioso del Paese e non è certo un segreto che le donne italiane lavorano un numero di ore al giorno superiore rispetto alle donne europee. Io vorrei che le donne facessero carriera anche se per un certo periodo di tempo lavorano a part time o a casa con il telelavoro. Specialmente oggi , che ci avviamo a una parità di età pensionabile con gli uomini.



Io sostenevo già vent'anni fa ( e lo feci con un articolo sull'Avanti!) che l'età pensionabile avrebbe dovuto essere la medesima per donne e uomini e che semmai le donne avrebbero avuto bisogno di una maggiore flessibilità negli anni della crescita dei figli. Ricordo che fui duramente attaccata nella Commissione Parità della Presidenza del Consiglio , di cui ero Vicepresidente, per aver espresso opinioni che adesso sembrano diffuse.
Per concludere, una nota divertente : visto che non hanno diritto alla cassa integrazione, che cosa faranno adesso tutti gli "orfani" della contestazione al Berlusca? Alludo a Travaglio, Santoro, ecc.. perchè criticare la competenza e la professionalità di Monti mi sembra davvero impossibile!! Un caro saluto, Ada.
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