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Il lato B / Colazione da Huffington

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E così Arianna parlò. Oggi in pausa pranzo, naso aquilino e armata di una messa in piega liscia da combattimento su cui rimbalzavano le domande di un Piroso surrealmente fuori parte ( "lei è cattolica? "No, essendo greca, sono ortodossa"), la prima signora del Web ha dispensato alla platea entusiasta e anche in piedi dello Iab Forum un' oretta di Huffington-pensiero. "Social is more important than search", obiettando allo strapotere dei Google, o "Self experience is the new entertainment", riferito al ruolo che i social network giocheranno nell'informazione online oltre a fornire contenuti. Sono due esempi di quello che la madre di tutti i blogger dice ma non sempre pratica. 
Più che madre, matrigna in effetti, pensavo dal mio posto di fondo sala conquistato con i denti:  colpisce un tantino la sua visione biforcuta della professione, per cui chi blogger è, blogger resta anche se è così bravo da essere ammesso ad atterrare sull'"agorà" ambitissima dell'Huffington Post,  che ha 36,6 milioni visitatori unici mensili, cioè un milione e rotti più del New York Times. Mica male, per il lato B dei fabbricatori di notizie. Quindi non si sognino, proprio gli eletti tra i blogger,  di rivendicare retribuzione monetaria (come è successo, con sciopero conseguentemente dichiarato) oltre alla visibilità e prestigio che la "piattaforma" gli dà ospitandoli.
Altra cosa sono i giornalisti: nel suo neoimpero on the Internet  (l' Huffington Post Media Group, che  integra il portale ex blog Huffington Post e i contenuti di AOL fa 117 milioni di utenti al mese  negli Usa e 270 milioni nel mondo)  Arianna ne impiega 1400, però stipendiati. Non solo. Abbiamo  molti giornalisti investigativi giovani, ha raccontato non senza un lampo di orgoglio,  e alcuni tra i più bravi sono arrivati dal lato A, quello dell'informazione cartacea (persino da Newsweek ), e ci sarà un motivo.
Perchè va detto che  Arianna (nonostante questa contraddizione che sa di peccato originale per una che è nata blogger, diversamente dalla sua rivale del Daily Beast Tina Brown, nata invece giornalista)  sa di cosa parla quando parla di Internet. E anche di informazione in generale. Perchè forse è proprio vero che questa "è l'età dell'oro del giornalismo online" e se in Italia più che altrove (lo ha detto lei)  non ce ne siamo accorti è perchè, ai tempi del monopolio della carta, " i giornalisti spesso hanno rinunciato alla loro indipendenza per avere accesso alla possibilita di scrivere" e "alcuni  si sono ridotti a stenografi del potere, ma adesso i social mettono in discussione lo status quo che in Italia abbonda". 
Per trasformare il vecchio piombo nell'oro informativo della Rete, due i consigli dispensati alla platea, all'occhio composta più di gente del marketing che di gente che scrive. Anzi tre.



 Primo. Sviluppare gli spazi tematici su qualsiasi argomento che i social media ci fanno capire  interessa: ok anche a un tema quotidiano come il matrimonio (o il divorzio, detto da una che ha come titolare di rubrica una Nora Ephron, regista di "Insonnia d'amore" e di altre storie deliziosamente intelligenti. Che invidia…).  Oppure il lavoro, per esempio (nota della blogger, perdonatela).
Secondo:  occhio al bisogno di esprimersi e interagire delle persone, sul 2.0 è evidente, ma "i giornalisti lo capiscono poco".
Terzo: la privacy e il rispetto. Come lei raccomanda sempre alle figlie e ai collaboratori, per motivi diversi: fate attenzione, ricordatevi che quel che scrivete in Internet lo leggono tutti, e che resta lì leggibile per l'eternità.
Detto questo e molto altro (l'ho twittato su 24Job dribblando le falle mattutine del Blackberry, Huffington è molto preoccupata  per la disoccupazione negli Usa e anche per quella nostra), Ms Arianna ha lasciato pubblicamente la sua email arianna@huffingtonpost.com , spero di averla trascritta bene. Anche se non ha svelato il mistero se ci sarà anche un Huffington Post italiano, come pare, dopo quello francese già annunciato con Le Monde,  sarebbe il caso di mandarle un cv. Aspiranti giornalisti in apnea da opportunità professionali  sfidanti, voglio vedere se avete le palle, e lo fate…  Però non dite che siete blogger, sennò non vi pagano .     
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