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JobCoach / Switch-tasking: se vuoi avere successo smetti di mettercela tutta

Multitasking-2

Tutto è bloccato, persino l'estate non se ne va, era scritto sui giornali di stamattina. Se le cose stanno così, allora anche ragionare di pausa parlando di successo può avere un senso. Lo ha fatto un blogger del Wsj, presumibilmente con scrivania in zona Wall Street: pensa se scrivesse dall'Italia… 
di Luigi Ballerini.-  Se vuoi avere successo… smetti di mettercela tutta! Il sorprendente monito ci arriva da Peter Bregman dalle pagine online del Wall Street Jounal . Il coach sembra ribaltare un assioma che ci ha accompagnato da sempre nel business, ma anche nello sport e nella vita personale. Ossia che si debba insistere in un compito fino a che non è completamente portato a termine, anche a costo di sfinimento.
Ecco, forse è proprio questo il punto che viene toccato: esiste un livello oltre il quale non ha più senso insistere. Non sempre caparbietà e determinazione portano risultato, quando sono troppe diventano dei boomerang, annebbiano la vista, rallentano i riflessi e intorbidano i pensieri.
Testa bassa e pancia a terra potrebbero non essere più le attitudini considerate necessarie per ottenere buone performance, posto che lo siano mai state. L’invito che ci arriva dall’articolo è semplice, perfino banale, ma di quella buona banalità che ogni tanto smarriamo assieme al buon senso: prenderci un break.
Qui non si tratta però della classica pausa caffè o di interrompere il lavoro con altre distrazioni, ma semplicemente di occuparci di qualcos’altro. Spesso l’affaticamento non è assoluto, è relativo soltanto al compito che stiamo svolgendo; al di fuori di quello, rimane infatti ancora molta energia a disposizione per altro, basta avere il coraggio di interrompere. Il consiglio è allora avere sempre più di una attività cui dedicarsi e imparare a saltare da una all’altra quando ci accorgiamo che stiamo perdendo concentrazione.
In fin dei conti, il suggerimento è a non fissare il focus su un solo task. Suona un po’ come il multitasking, ma in realtà è piuttosto uno switch-tasking, saper lasciar lì un compito, fare altro, e poi tornarci sopra con più determinazione ancora.
Potremmo provarci, l’alternativa è sfinirci o distrarci troppo. Ma siccome non siamo macchine da lavoro di cui incrementare la produttività né limoni da spremere fino all’ultima goccia, concediamoci e godiamoci anche delle sane pause di riposo in cui non lavoriamo. Anzi in cui lavoriamo su altro, sui nostri rapporti, sulla nostra cultura, sul nostro corpo ad esempio.
Che non sia questa la migliore versione del multitasking? 
L'immagine è tratta da blogmamma.it

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