Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

JobCoach / Il mio capo è “disturbato”: che fare?

Angry-boss
Tutto riporta sempre alla questione della leadership e delle sue caratteristiche, anche quando il discorso parte da lontano, dai disturbi della personalità e dalle goccine  di calmante. La notizia è di Time, leggete il commento del JobCoach Luigi…Mi insinuo nel tema e lo allargo con una considerazione di ambiente: ma perchè dopo appena tre settimane di ripresa (perlomeno ripresa "ufficiale") del lavoro, sono già tutti stanchi e depressi? Anzichè di "sindrome del rientro", tema proposto ogni settembre che arriva dai giulivi articolisti-coloristi su giornali, siti  e tv, vogliamo parlare di sindrome della qualità del lavoro? Dodici mesi su dodici.
di Luigi Ballerini- Se credessimo ai ricercatori della University of British Columbia in Canada dovremmo andare in ufficio con una boccetta di Serenase nascosta nella valigetta. Non per noi però, per il boss! E approfittare di una pausa strategica per mettere le goccine nel caffé.
Secondo l’indagine appena pubblicata, infatti, nelle corporation quattro boss su cento presenterebbe dei tratti francamente patologici quanto al loro comportamento.
Il piccolo campione osservato (solo 203 leader americani intervistati…) rende lo studio decisamente debole dal punto di vista statistico, eppure il risultato ha subito ingolosito i media, soprattutto quelli inglesi. Time e The Guardian, ad esempio, ne hanno fatto oggetto di articoli da cui è scaturito un intenso dibattito. Le condotte patologiche analizzate nella survey variano da “essere completamente amorale” a “nutrire come unica preoccupazione il proprio potere e vantaggi personali”. Sempre prendendo per vero quello che i ricercatori canadesi affermano, la concentrazione di tali tratti nei boss delle corporation sarebbe quattro volte superiore a quella stimata nella popolazione generale.
Questo studio, pur con i suoi limiti, ha almeno il pregio di porre una questione interessante: quali caratteristiche dobbiamo davvero riconoscere a un leader? Certo, laddove i valori attesi sono l’aggressività, il decisionismo, la durezza e l’avidità non dobbiamo stupirci di trovare ai vertici soggetti che li incarnano di persona. Eppure ogni buona organizzazione sa che di soggetti siffatti non può fidarsi, innanzitutto perché non portano risultati, ma soprattutto perché distruggono gli uomini. Così, alla fine si autolimitano e vengono espulsi come corpi estranei.
Sappiamo tutti che il capo raramente si sceglie: può capitarne uno illuminato che merita la nostra stima e ammirazione, uno mediocre da tollerare se non fa danni, ma anche uno veramente cattivo. In questo caso bisogna provare a resistere e difendersi, alleandosi magari con gli altri colleghi per recuperare spazi sani di vivibilità sul lavoro. Parlarne fra pari e smascherare i suoi giochini ha un potente effetto catartico, ci fa sentire meno soli e meno esposti. Si può esercitare una sana ironia, almeno in attesa che questo boss passi. Ci sostiene infatti una buona notizia: non dovrebbe durare a lungo. Non vale nemmeno la pena di buttare via soldi in goccine…
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT  E COMMENTA SU TWITTER CON 24JOB