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Il lato B / Le 4 regole della scusa perfetta: per giustificare un bidone ci vuole classe

Belushi
Nemmeno l'ottima Lucy Kellaway, rubrichista e blogger di lavoro del Financial Times è immune dal fenomeno contagioso dei bidoni appioppati – e con frequenza in aumento inquietante – da collaboratori, partner d'affari, fornitori di servizi ecc, con il corredo immancabile di giustificazioni addotte, più o meno creative, e di dubbi relativi indotti nel "bidonato" che le ascolta. 
Nel  suo ultimo pezzo (consiglio la versione in podcast, è una delizia!)  "la Lucy" individua una serie di FSS, situazioni e relative scuse  frequenti ( ingiustificabili). E visto che non è abituata a mandarle a dire, tra gli argomenti giustificatori più comuni include le scuse legate ai figli piccoli e relativi problemi. Sapendo di essere impopolare e politicamente scorretta, concordo con lei quando scrive che sono quanto mai ricorrenti e che non vanno prese per buone: "Un genitore che lavora, se è professionale  deve organizzarsi con una gamma di soluzioni anti-emergenza, e con il back up del back up". Notare l'uso britannico del termine "genitore" al posto di  "madre". 
Altre scuse improponibili, queste invece  a uso frequente sul lavoro da parte delle Generazioni X e Y ( trentenni  e ventenni), hanno la stanchezza per oggetto. "Sono in ritardo di un'ora, sì.. ma è perchè non ho chiuso occhio. Ci prendiamo un caffè?". O fatti propri, personalissimi "Ieri non sono venuta in riunione perchè dovevo salutare mia sorella; sai, partiva per l'Erasmus". Fatti propri, appunto, e con tasso di attendibilità bassissima: una mia collaboratrice  collezionava esami radiologici piuttosto invasivi concomitanti con i lavori commissionati e le consegne, tanto che cominciavo a preoccuparmi che tutte queste irradiazioni non le facessero male…
Preso atto a malincuore del proliferare dei bidoni ingiustificabili, tendenza battezzata in inglese WET -Weak Excuse Tendency, Ms Kellaway  opta per la linea della riduzione del danno, e stila un vademecum in quattro regole per non incorrere nelle situazioni che in italiano chiamerei SOB : Scusa Oscenamente Beota. Eccole. 1) La giustificazione deve riferirsi a un impedimento serio (l'Erasmus in famiglia non lo è) 2) L'evento causa della sòla professionale deve avere una caratteristica di imprevedibilità (vedi sopra ilcaso della gestione dei figli)  3) L'accidente capitato deve essere davvero incompatibile con la possibilità di lavorare (anche se ho il raffreddore posso usare agenda e memo su post -it, o finire il report richiesto a casa) 4)  La scusa deve essere credibile. Nubifragi e terremoti lasciamoli a John Belushi dei Blues Brothers, piangente e irresistibile davanti al fucile puntato della fidanzata-Twiggy, pluribidonata ergo furiosa. Ma anche "i problemi con il server" e "la batteria  del cellulare scarica" hanno fatto il loro tempo, anzi,  da tempo queste argomentazioni sono scariche come attendibilità. 
A proposito. Mi domando che scusa si sarà inventata ieri la ex sindaca di Milano Letizia Moratti, che dal giugno scorso non siede più nell'ufficio  di Palazzo Marino dal quale poco o nulla ha programmato per le donne concittadine, presentando il suo progetto di finanziamenti e microcredito per l'impresa al femminile. A tempo ( e mandato) ampiamente scaduto.
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