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Diari / Diario di una casalinga forzata – ¡Hablo español!

CasalingaOverqualified
Settembre, si riapre con la diarista Marcella, "casalinga forzata" in mobilità e coblogger di JobTalk. In questi giorni, chi non  fa i programmi per l'anno di lavoro o non-lavoro che viene e progetta di iscriversi a un corso di qualcosa. Imponendosi poi di seguirlo, che non è neanche facilissimo, nelle giornate di stanchezza e di pioggia. Una lingua, la tecnologia o una disciplina sportiva o artistica. Serve per vedersi in una dimensione diversa da quella professionale e doverista. Funziona, perchè spesso è qui che si tira fuori il meglio di sè e stancandosi si fa il pieno di energia positiva, come scrive Marcella. Ma è il punto di partenza, qualche volta, per una svolta esistenziale. Anche lavorativa, perchè no. Il corso autunnale è una fuga/non fuga. 
di Marcella .- Tra le attività che ho intrapreso in questo periodo di latenza, c’è lo studio di una lingua straniera. Mi sono perciò iscritta a un corso di spagnolo per tenere la mente occupata, ma soprattutto per mettere a frutto il mio tempo colmando e acquisendo nuove conoscenze che mi possano servire sia a livello personale che, si spera, professionale. Tra una difficoltà e l’altra, legate soprattutto a motivi familiari che, come sempre accade, si abbattono nei momenti meno indicati, sono riuscita a seguire la gran parte di un corso intensivo e ho scoperto una lingua bellissima e tra le più parlate nel mondo. Mi sono ritrovata in classe tra persone giovani e meno giovani, ho sostenuto gli esami… Insomma, un’iniezione di energia che consiglio a chi si ritrova a doversi riorganizzare la vita. Conoscere una lingua, poi, significa anche avvicinarsi alla cultura dei Paesi nei quali viene parlata e, come si sa, la conoscenza attenua le paure, in questo caso degli altri, degli stranieri, con tutte le implicazioni che questo comporta in questo periodo di recrudescenza xenofoba più o meno giustificata. Ora mi capita di sentire, magari sui mezzi pubblici, persone che parlano in spagnolo e mi accorgo di capire la maggior parte di quello che dicono. Addirittura mi è successo di scegliere, consultando un manuale d’uso di un attrezzo, di scegliere questa lingua… Rispetto all’ordine generale delle cose, so bene che non è granché, che ci sono realtà e condizioni ben peggiori della mia, che conoscere una nuova lingua dovrebbe essere la norma per noi italiani che, atavicamente, abbiamo poca dimestichezza con queste aree del sapere, vuoi perché a scuola si insegnano poco, vuoi per la nostra natura poco propensa ad allontanarsi da casa, tranne che in un passato relativamente recente e, oggi, per la fuga dei nostri cervelli migliori, malamente occupati sul suolo natio… Si tratta, la mia, di una piccola soddisfazione in un panorama che si presenta abbastanza a tinte fosche, che mi ha regalato la bella sensazione di aver fatto qualcosa per me, che ha arricchito me e non, come e accaduto fino all’altro ieri, soprattutto chi ha tratto profitto dal mio ingegno e dalla mia professionalità. E questo, per me, ora come ora, vale tanto oro quanto pesa! Anche senza un lavoro. Hasta luego, amigos!
Diari / Diario di una casalinga forzata – Energie più che rinnovabili, ecco il "piano B" per rimettermi in gioco
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