Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

JobCoach /Basta con i simpatici a tutti i costi: introversi d’azienda, fate coming out!

Introvert2
L'articolo sulla stampa americana che ho letto ieri grazie a Twitter fa giustizia di una categoria, che dico, di una moltitudine di persone che il modo di vedere corrente, simpaticistico vociante e gruppettaro, ha reso impopolari, anche in ambiente di lavoro. Sono quei colleghi che parlano poco e a voce bassa,  disertano le uscite in plotone in pausa e  se non frequentano la macchinetta del caffè  non è perchè c'è la coda. Che evitano, se possono, le occasioni socializzanti calate dall'alto o imposte in orizzontale, scopo team building. Ho chiesto al JobCoach Luigi di motivarli all'orgoglio, se non proprio al coming out … 
di Luigi Ballerini.- Essere un introverso non è facile. Ne sa qualcosa Jonathan Rauch, giornalista e scrittore americano, che ha fatto coming out sulle pagine di The Atlantic.
Con garbo e senza esagerazione, come spesso gli introversi sanno fare, mette in evidenza a cosa si riducano i suoi tanto temuti tratti di carattere: essenzialmente a non amare (troppo) la compagnia degli altri. Niente a che fare con la misantropia, l’essere scorbutici o arroganti, forse i pregiudizi più diffusi nei loro confronti. Piuttosto una sorta di attitudine ad evitare occasioni troppo strette di contatto con altri umani, attitudine di solito mal vista sul posto di lavoro.
Ha proprio ragione Jonathan: non è facile essere un introverso, soprattutto oggigiorno. Fin da piccoli siamo stati sotto osservazione circa la nostra capacità di socializzare, valutata spesso in modo erroneo e superficiale: se stavamo sempre in gruppo era tutto ok, se preferivamo stare soli c’era per forza qualcosa che non andava. Così giocare in cortile era in, leggere libri era paradossalmente out, per il semplice fatto che lo si faceva da soli. Eppure si può socializzare col mondo leggendo i libri, così come non farlo imponendo ai compagni di gioco le proprie regole. Poi crescendo siamo entrati nel mondo del lavoro e non è affatto andata meglio. Socializzare è restata la parola magica, per molti, a volte più importante di competenze e abilità: la vera chiave per avanzare di carriera e per ottenere incarichi prestigiosi.
Essere sempre simpatici è un must moderno che svantaggia gli introversi, toglie possibilità, oscura la loro visibilità fatta spesso di risultati più che di apparenze e mondanità.
Quello che gli introversi possono regalarci è invece moltissimo: una modalità più tranquilla di condurre la vita, maggiore riflessione personale, minor dipendenza dal giudizio e dal consenso degli altri.
Badge

Così da minaccia al team building, diventano vera risorsa per tutti. Anche per i più accattivanti estroversi,  in fondo spesso sul palcoscenico a cercare consensi.
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

 

  • rosanna santonocito |

    grazie dell’indicazione bibliografica Marco !

  • Marco |

    Ho trovato molto interessante la lettura di questo articolo su un tema poco trattato come quello della gestione della introversione in azienda.
    A tal proposito volevo segnalarvi il libro “Autopromozione per introversi. Guida informale per fare carriera in modo tranquillo” di Nancy Ancowitz che ho trovato molto ben fatto. Sul mio blog trovate la recensione del libro:
    http://letturepermanager.blogspot.com/2010/11/blog-post.html

  Post Precedente
Post Successivo